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Credo quella della mutazione genetica o patologica una spiegazione più probabile rispetto a un'origine extraterrestre, ma le deformità o mutazioni sono così profonde che se il "bambino stellare" non è un ibrido umano alieno, si rivelerebbe uno dei reperti patologici o antropologici più sconvolgenti mai portati all'attenzione del pubblico. Per via del restringersi dei punti di attacco dei suoi muscoli portanti, riteniamo che il collo del "bambino stellare" fosse fragile e dovesse essere sostenuto, quando era in piedi o giocava, forse con un collare cervicale intessuto con filamenti vegetali e ramoscelli rigidi, ma flessibili. Ci domandiamo come il bambino potesse inghiottire e respirare con un collo di larghezza così limitata. Le suture sagittali suggeriscono invece una buona nutrizione, e i pochi denti una masticazione ottimale. Per Lloyd Pye, il possessore dei crani, e per quanti di noi siano stati ammessi nella sua squadra investigativa, il coinvolgimento in questa ricerca sarà gratificante anche per gli anni a venire.
Sia che una strana serie di difetti "cefalici" di nascita, o cromosomici, rappresenti un tentativo della natura di creare una nuova specie, o che si tratti di un ibrido umano/alieno, questo reperto rimane comunque prezioso. I prossimi test dell'mt DNA (mitocondriale) e del DNA regolare, della datazione al carbonio, dimostreranno ciò che al momento possiamo solo presupporre: che il teschio femminile sia veramente quello della madre del reperto noto come "Star Child" e che lo Star Child sia completamente umano.
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