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IBRIDAZIONE COSMICA »
Tutto ebbe inizio il 19 Dicembre 1995. José e Graciela si erano recati nella foresta pietrificata di Kuyango, nella provincia di El Oro, vicino al confine peruviano, per una battuta di pesca con i loro due figli. Si stava facendo buio, quando, sulla riva del fiume, apparvero delle strane luci. José ricorda: "Mi avvicinai con la torcia elettrica accesa e rimasi a bocca aperta davanti ad un’astronave ferma a terra, con due strutture d’appoggio nell’acqua e con una scaletta che scendeva sulla riva del fiume. L’oggetto era ovale e rosso. Aguzzai la vista nella penombra e, dalla parte laterale, vidi tre piccoli umanoidi. Il più grande, con il volto coperto da una specie di mascherina, poteva arrivare circa alla mia spalla, il più piccolo al gomito". Le creature gli dissero: "Vogliamo parlarti. Siete persone di buon cuore. Dobbiamo porre un embrione all’interno di tua moglie, perché da anni abbiamo smesso di riprodurci e desideriamo conservare la nostra specie".
Yaguana rispose che la moglie non avrebbe mai accettato di avere rapporti sessuali con loro. Gli esseri replicarono che non sarebbe stato necessario alcun contatto fisico, che tutto sarebbe stato molto asettico e tecnico.
"Gli dissi anche che mia moglie aveva subito una legatura delle tube e loro mi risposero che non era un problema. Conclusi dicendomi disponibile solo se lei avesse acconsentito. Questo è quanto. Poi ci salutammo".
Gli esseri aggiunsero che avrebbero avvisato José in anticipo. "Toccai le loro morbide mani - rammenta Yaguana - avevano cinque dita, erano piccoline, come quelle di un bambino, dalla pelle soffice, ma rugosa. Avevano una testa grande, pelata, con la parte posteriore più pronunciata. Allora salirono a bordo. Si chiuse il portello e l’astronave si sollevò di un poco, per poi sparire davanti ai miei occhi".
Evidentemente, quello che sorprende maggiormente nel racconto di José è la sua ingenuità nello spiegare l’accaduto. Il testimone appare sincero. Quella notte José dormì appena e non disse a sua moglie delle intenzioni dei visitatori. Lo fece però la mattina dopo. Graciela al principio si mostrò incredula. "Non credevo agli UFO - raccontò - ma alla fine gli dissi che ero disposta ad aiutarli, purché non mi annoiasse più con quella ridicola storia".
A sostegno di queste dichiarazioni, sul luogo del primo incontro ravvicinato Jaime Rodriguez riscontrò alcune anomalie geologiche nel suolo. "Quando arrivammo sul posto la prima volta, buona parte del terreno sembrava formato da quarzo. C’erano grandi pezzi di quarzo dappertutto! Inoltre, abbiamo trovato del pulviscolo viola, riscontrato anche in un altro caso su cui indagavo, ma non lo abbiamo ancora fatto analizzare".
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