
YAHWEH, ESPERTO DI GENETICA

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Pare, comunque, che i Neandertaliani ebbero la sfortuna di incontrare l’Homo Sapiens-Sapiens, il quale contribuì alla loro sparizione. Secondo Sitchin, gli antichi scritti, in proposito, parlerebbero chiaro. Per ottenere il primo uomo venne mescolato il sangue di un dio con un nocciolo d’argilla della Terra. Il sangue, il "Nephesh", l’essenza di un dio, ovvero il gene; da qui il vocabolo "genesi". L’ovulo di una femmina dell’Homo Erectus, fecondato dai geni di un dio, fu inserito nel grembo di una dea e venne ottenuto il "modello", l’Homo Sapiens; il primo uomo in provetta. Le dee della Nascita della genesi sumera generarono altri esseri maschili e femminili sotto la guida della "dea madre", nella "Casa delle Nascite", la "Shimti", detta anche "La casa ove viene alitato il vento della vita". Con le conoscenze attuali si ipotizza venisse adottata la "fusione cellulare", operazione in grado di fondere le cellule e originarne due nuove, complete, ma ognuna con una serie di codici genetici diversi dalle progenitrici. Un passaggio nei testi mesopotanici è alquanto esplicativo: "io ammasserò il sangue, porrò in esso le ossa. I primitivi saranno fatti secondo il suo modello, un dio darà il suo sangue; dal suo sangue siano forgiati". E ancora: "Io ho creato. Le mie mani l’hanno fatto". Il secondo capitolo della Genesi dice: "Yahweh foggiò l’Adamo con l’argilla del suolo e soffiò nelle sue narici l’alito della vita e l’Adamo mutò in un essere vivente". Vi è scritto altro: "Adamo ebbe un figlio a sua somiglianza e a sua immagine e gli diede nome Seth" La descrizione del fatto ricalca quella usata per indicare la creazione di Adamo e quindi fa supporre l’adozione dello stesso procedimento biologico.
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