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DAI NEANDERTAL AI GRIGI »
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La giornalista americana Linda Howe ha affermato che in un memorandum presidenziale, mostratole da Richard Doty, agente dell’AFOSI (Ufficio Spionaggio dell’Aviazione), vi era documentato che il governo degli Stati Uniti era in contatto con degli extraterrestri. La Howe inoltre rende nota la vicenda di Allen, una donna rapita dagli alieni. Sottoposta ad ipnosi, Allen affermò di aver appreso dal suo rapitore che l’Homo Sapiens fu creato per svolgere i lavori pesanti per conto di una razza di giganti alieni giunti sulla Terra. È stato accertato che Allen non era molto istruita e non poteva quindi conoscere quanto scritto da Sitchin nel suo libro "Il 12° Pianeta", ove egli espone una tesi simile: gli umani sarebbero stati creati per svolgere il lavoro duro, nelle miniere. La Howe rivela che le visite si sarebbero ripetute varie volte nel corso dei secoli, da 25.000 anni fa, poi 15.000, 5.000, 2.500, etc. Ancora stando alla Howe, nel documento si accennerebbe alla creazione, 2.000 anni fa, di un essere che doveva insegnare all’umanità l’amore e la non violenza. Inutile aggiungere che Doty ha smentito pubblicamente quanto scritto dalla Howe. Fowler si chiede se l’uomo di Cro-Magnon sia stato portato sulla Terra così come era, oppure se sia il prodotto di una trasformazione genetica operata da alcuni alieni sull’Uomo di Neandertal. Si tratta di uno dei grandi misteri della paleontologia: l’Uomo di Neandertal apparve circa 400.000 anni fa in Europa e scomparve, per ragioni ancora ignote, 35.000 anni orsono. La scienza si chiede come mai questo essere, non molto intelligente ma dotato di una fibra tale da consentirgli di sopravvivere alle glaciazioni, sia scomparso. Oggi, grazie alle nuove tecniche di datazione e alla biologia molecolare applicata ai fossili, sappiamo molte cose su di lui. Basso, fasciato da muscoli, pesante circa un quintale, viveva in accampamenti stagionali, nutrendosi del cibo che cacciava. Venne sostituito gradualmente dal Cro-Magnon, ossia dall’Homo Sapiens-Sapiens subsahariano di 100.000 anni fa, che giunse in Europa però solo 45.000 anni orsono. I due tipi coabitarono per ben 10.000 anni negli stessi siti, spartendosi caverne e cibo. Quando il clima divenne più rigido l’uomo moderno prevalse, grazie anche alla "tecnologia" in suo possesso: armi da lancio con punte di osso e di pietra, oltre a una tecnica di caccia più astuta e relazioni sociali con tribù lontane. I Neandertaliani invece vivevano isolati e possedevano suppellettili rudimentali; inoltre erano più sensibili ai germi e ai batteri portati dall’Africa dal Cro-Magnon, forse causa prima della loro decimazione. Sembra improbabile che i loro vicini li abbiano soverchiati e la lunga coabitazione escluderebbe il sorgere di una forma di razzismo ancestrale. Ciò emergerebbe dagli studi condotti sul tema dal professor Jean Jacques Hublin, paleontologo del "Musèe de l’Homme" di Parigi. Si ipotizza anche l’incrocio delle due razze. Lo studio del DNA dei Neandertaliani dimostrerebbe che sono, geneticamente parlando, lontanissimi dall’uomo moderno, situati a metà strada fra noi e gli scimpanzè. Il genetista Svante Paabo (che studiò i cromosomi dell’Uomo di Neandertal), analizzando i reperti rinvenuti in Germania nel 1856, dedusse che dagli incroci nascevano individui ibridi non fecondi o con un bassissimo tasso di fecondità. Fino ad oggi mancano le tracce di questi incroci che, anche se possibili, probabilmente non furono numerosi.
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