
GINEVRA E MORRIGAN, DEE CELTICHE

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Anche quella dei Celti, notoriamente bellicosi e guerreschi, era fondamentalmente una società matriarcale, che adorava la Dea Madre, figura talmente pregnante che un guerriero non poteva diventare re se non sposando una donna che potesse rappresentare la dea stessa, conferendogli dunque il potere sulla Terra e sugli uomini.
Un caso su tutti, il prode King Arthur e la sua sposa Gwenhwyfar (meglio conosciuti come Artù e Ginevra), che assieme alla Tavola Rotonda donò al suo sposo anche la qualifica di sovrano. Il termine Gwenh-Wyfar sembra derivi dal gallese Gwyn, che significa bianco, e Gwyn-App-Nudd era il dio dell’Aldilà. L’associazione del bianco con la morte avviene spesso nei Paesi nordici, dove il gelo, il ghiaccio e la neve bianca sono i primi nemici della vita. Per la tradizione più antica, insomma, Ginevra era figlia del re dell’Annown, l’oltretomba celtico e di conseguenza dea anch’essa.
Anche la storia della "spada nella roccia" è un richiamo a miti più antichi: un altro passo per diventare sovrani consisteva, sempre per le popolazioni celtiche, nel far sedere i candidati sulla famosa "Pietra di Fal", una pietra magica che aveva la facoltà di emettere un suono o lamento quando l’uomo prescelto dalla Madre Terra (di cui la pietra era un simbolo) vi si poggiava sopra. Le popolazioni celtiche inoltre si rivolgevano spesso all’oscura dea corvo, la guerriera Morrigan dalla lunga spada, che ha molti punti in comune con l’indiana Kali.
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