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IL CASO RESTA APERTO

parti precedenti:

IL CASO CAPONI »
UN TESTIMONE SOTTO PRESSIONE »
LA NOTTE DEL PRIMO INCONTRO »
UNA GARZA IMBRATTATA DI SANGUE »
SI È VOLTATO PER GUARDARMI... »
CONFIDENZE AD UN AMICO »
ERA ANCORA "LUI" »
UNA SECONDA "PELLE" PROTETTIVA »
L'ULTIMO INCONTRO »
RITRATTO DI UN "ALIENO" »

Come detto in apertura d'articolo, Filiberto Caponi si dimostrò con gli inquirenti CUN disponibile a raccontare la sua verità, ma si mantenne piuttosto "guardingo" probabilmente sia a causa delle pressioni che all'epoca stava ricevendo da ogni parte, sia per la fortissima tensione causata da tutto ciò in seno alla sua famiglia.
Nella sua testimonianza si palesarono delle incongruenze proprio rispetto al numero delle foto in suo possesso ed al loro rilascio in pubblico, a mezzo stampa o media televisivi. Una diffusione da cui sarebbe stato legittimo trarre dei ritorni economici. Purtroppo, pur essendo stato sconsigliato in tal senso, Filiberto non seppe gestire al meglio materiale tanto sconcertane e delicato.
Così, in seguito, a causa dei clamore suscitato dalle sue dichiarazioni in merito all'avvistamento dell"'umanoide di Pretare", Caponi venne formalmente accusato dai Carabinieri e indagato nel contesto di un sorprendente procedimento penale per direttissima per "diffusione di notizie false o esagerate tendenti a turbare l'ordine pubblico" ed il materiale fotografico gli fu confiscato, in quanto iscritto agli atti giudiziari a suo carico.
Nel Maggio del 1994 il GIP ha emesso un decreto di archiviazione sul caso che scagiona completamente l'interessato. Come giornalisti, non ci risulta che mai un procedimento giudiziario sia stato istruito su tali basi: nei confronti cioè di chi abbia contribuito unicamente a diffondere notizie, come in questo caso, certamente non lesive nei riguardi di chicchessia.
Il provvedimento giudiziario è stato preso subito dopo gli interventi di organi dì informazione francesi, tedeschi e giapponesi, con l'effetto di congelare tutta la questione. Noi abbiamo sempre cercato di capire.
E oggi, dopo il proscioglimento, quanto sappiamo ci impone ancora di più di considerare questo caso aperto, pur in assenza di segnalazioni ufologiche concomitanti accertate. Perfino dall'Inghilterra l'ufologo e scrittore Timothy Good - come ci ha confermato di persona nei giorni scorsi - è convinto della validità del caso Caponi.

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