
ERA ANCORA "LUI"

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IL CASO CAPONI »
UN TESTIMONE SOTTO PRESSIONE »
LA NOTTE DEL PRIMO INCONTRO »
UNA GARZA IMBRATTATA DI SANGUE »
SI È VOLTATO PER GUARDARMI... »
CONFIDENZE AD UN AMICO »

In sintesi, sin qui, Caponi aveva avuto due incontri con l'umanoide. Giungiamo alla notte dell'11 Agosto 1993, quando Caponi se ne stava fuori, su una panchina, a guardare le stelle cadenti.
"...erano le 5 del mattino e ad un tratto, davanti alla porta del mio laboratorio, ho visto di nuovo quella palla bianca, che si muoveva; all'inizio ho pensato che fosse il mio gatto, ma poi, osservando bene, mi sono accorto che era 'lui', seduto, che si guardava intorno. Allora sono entrato in casa, ho preso la macchinetta fotografica Polaroid e mi sono affacciato alla Finestra. Lui era ancora lì, per cui sono sceso e gli ho fatto una foto. Alla luce del flash l'essere tira indietro la testa, si alza, inclina la schiena, si incurva e appoggia la nuca sulla schiena e corre via. Allora mi dico, stavolta l'ho fotografato proprio bene, speriamo la foto non si rovini come le altre, decido di non dirlo neppure ai miei genitori e la tengo nel cassetto". La foto che pubblichiamo, fino ad oggi era inedita. Ricordando che le foto Polaroid, con il flash, non possono essere scattate in rapida successione, questa in particolare (da una cartuccia nuova) mostra l'esserino apparentemente ancora avvolto nel suo "involucro protettivo esterno", e parzialmente coperto da garze o bendaggi biancastri. Filiberto descrive così il rivestimento: "possono essere pantaloni, messi in maniera strana e l'essere ha una cosa come di cuoio sulle spalle, con delle striature messe a rombo".
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