
CD & DVD


OVO
Peter Gabriel
CD Real World / Virgin Music
di Luca Di Meola
Fiumi di inchiostro sono stati versati per analizzare sociologicamente i fenomeni musicali del nostro tempo. La punta di diamante di tali disquisizioni è costituita dal ruolo catartico dei grandi eventi di massa: Woodstock, Wight, etc. Se veramente la storia del Rock ha l’impatto sociale tributatole dagli ascoltatori e studiosi del settore, Peter Gabriel ha indubbiamente un ruolo prominente in tale contesto. Inglese, voce straordinaria, fondatore dei Genesis (ensemble storica dei primi anni ‘70), una volta staccatosi dal reame di Phil Collins, ha fondato un’etichetta discografica (Real World), promotrice delle espressioni musicali passate inosservate alle major perché ritenute poco commerciali (il successo mondiale di Youssu n’Dour sottolinea queste plateali disattenzioni). Gabriel è forse l’ultimo degli artisti a non fare concessioni al gusto del pubblico, permettendosi di comporre senza limitazioni espressive. L’ultima sua opera risaliva al 1992 (US) e dopo otto anni non poteva che donarci un capolavoro. Tale è OVO, commissionato nel 1997 e congegnato per essere rappresentato dal primo Gennaio 2000 al London Millennium Dome come inaugurazione del nuovo millennio. Gabriel ha intessuto una trama che riflettesse il passato, il presente e il futuro lungo le traversie di tre generazioni della stessa famiglia. Se l’inizio è costituito dall’agricoltura (preistoria), lo sviluppo delle tracce ci mostra il presente (periodo industriale) che sfocia nel futuro di integrazione tra natura e tecnologia. Mentre i testi riflettono le atmosfere rarefatte e visionarie tipiche di Gabriel, nelle dodici composizioni il musicista ha attinto a piene mani dalle intelaiature armoniche del folk tradizionale britannico, contaminando con elementi asiatici, africani e caraibici il tutto. Il risultato è perfetto equilibrio armonico e strutturale: reale World Music! Ovo non presenta brani particolarmente movimentati e a tratti restituisce atmosfere medievali dei primi Genesis, stravolgendole con giochi strumentali tribali, da sempre cari a Gabriel. Evidentemente siamo di fronte ad una importante svolta stilistica... attendendo il prossimo Novembre (data prevista di uscita del nuovo disco) per confermare o meno questa nostra impressione. In OVO troviamo illustri interpreti vocali: Richie Havens (ricordate "Freedom"?), Nenè Cherry, Elizabeth Fraser (stupenda voce dei misconosciuti Cocteau Twins), Paul Buchanan e Iarla O’ Lionaird. Un’opera, in definitiva, dalle atmosfere ancestrali e catartiche... e qui il cerchio delle nostre considerazioni si chiude: se veramente i concerti di massa sono da considerarsi riti collettivi, Gabriel ne incarna il vate. Al clou di ogni sua esibizione, l’artista volge le spalle agli astanti e si getta sul pubblico delirante, che sostenendolo a mo’ di tapis roulant lo sospinge fino a farlo riapprodare sul palco. In quei momenti Gabriel è al contempo vino e ostia, officiante di una catarsi collettiva che riporta ancora una volta il sacrificio dell’esecutore al suo ruolo originale: la redenzione dell’uditorio attraverso l’antica arte dell’espressione musicale.

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