
CAPELLI D'ANGELO: IL MISTERO CONTINUA



"Un campione (come quello qui proposto e ripreso davanti e dietro) è stato osservato allo stereomicroscopio, a medio ingrandimento. Si è subito evidenziato che il materiale in oggetto non era in alcun modo riconducibile a composti minerali (tipo silicio, amianto, mica, etc.), ma con buona probabilità a filamenti di origine organica (dove il termine 'organico' sta per 'composti del carbonio'). Mediante l'illuminazione mobile, ruotandone via via il piano secondo varie angolazioni (laterale dx-sx, infero-superiore, antero-posteriore, etc.), si è potuto riscontrare che i filamenti (alcuni singoli ed isolati, altri avvolti a matassina) rifrangevano la luce incidente, a mo' di 'effetto prisma', scomponendola nei colori dello spettro. Inoltre tali filamenti apparivano come il risultato di una duplice azione esercitata su di un materiale 'plastico' in senso lato (polimero?), vale a dire elevata temperatura (senza combustione) associata a forze di torsione e trazione contemporanee.

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