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ATLANTE SEGRETO...

LE PIRAMIDI DI GIZA COME MISURATORE PRECESSIONALE DELLE EPOCHE
di Giuseppe Badalucco per Edicolaweb
parti precedenti:

INTRODUZIONE »
LA TERRA, I SUOI MOTI E LE GEOMETRIE ORBITALI »
LE CONOSCENZE ASTRONOMICHE DEGLI ANTICHI EGIZI »
LE CARATTERISTICHE TECNICHE E GEOASTRONOMICHE DELLE PIRAMIDI DI GIZA »
LA TEORIA DELLA CORRELAZIONE STELLARE CON ORIONE »
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE SULLA TEORIA DELLA CORRELAZIONE STELLARE »
APPENDICE: LA DATAZIONE DELLA GRANDE PIRAMIDE
Nel 1986 l’Egittologo Mark Lehner, docente presso l’Università di Chicago, riuscì a raccogliere quindici campioni di malta dalla piramide (l’impasto di acqua, sabbia e calce con cui si attaccavano i blocchi di pietra) da sottoporre ad esame, poiché questi possono contenere materiale organico che può essere datato.
L’esame fu realizzato dal Radiocarbon Laboratory di Dallas per due dei campioni in questione mentre gli altri tredici furono analizzati da laboratori di ricerca di Zurigo in Svizzera.
I risultati della datazione di questi campioni vanno letti nel seguente modo: "C’è una probabilità molto alta (del 95% o del 99% a seconda del livello prescelto) che la Grande piramide abbia una datazione compresa fra il 2869 a.C. e il 3809 a.C.", cioè una datazione molto più remota di quanto attribuito dall’Egittologia moderna; da un minimo di 400 anni ad un massimo di quasi 1000 anni, a cui era giunto anche Bauval con i suoi studi sui condotti interni della piramide.
Quindi la Grande piramide fu costruita in epoca più antica rispetto all’inizio della IV dinastia, poiché il materiale organico ritrovato nei campioni di malta contenuti nei blocchi di pietra è più antico rispetto al 2500 a.C., di almeno 400 anni.
I risultati raggiunti da questi esami furono strabilianti e sono stati ignorati dagli egittologi causa l’enorme imbarazzo provocato da questa ricerca, da cui lo stesso Lehner si è discostato successivamente.
Le conseguenze di questi studi sono evidenti: determinano la liquidazione di tutte le tesi date per certe sulla costruzione delle piramidi di Giza da parte della IV dinastia e obbligano gli egittologi a rivedere la datazione delle dinastie e la storia dell’Antico Egitto.
Inoltre si determina il venir meno della tesi secondo cui le piramidi di Saqqara e quelle di Meidum e Dashour siano più antiche rispetto a quella di Cheope, anzi dimostrerebbe il contrario.
Per quanto riguarda le teorie astronomiche verrebbe meno la tesi di Bauval della costruzione dell’edificio intorno al 2450-2475 a.C., che però resterebbe valida solo per i condotti, se si può dimostrare che tali canali con una sezione di circa 20x20 cm si potevano costruire anche dopo il completamento della struttura globale della piramide.
Il grado di attendibilità delle analisi al radiocarbonio è abbastanza elevato, tale che nella paleontologia e nello studio dell’archeologia è stato sempre oggetto di interesse da parte degli studiosi che se ne sono avvalsi ripetutamente, per cui è veramente espressione di scarsa deontologia professionale negare la validità di questi risultati.
È importante inoltre ricordare che, se si considera l’ipotesi che lavori di ristrutturazione possono essere stati compiuti nel corso del tempo da diverse dinastie con rimaneggiamenti sui blocchi di pietra della struttura esterna della piramide, allora si può far strada l’ipotesi che il materiale organico finito nei blocchi di pietra e nelle giunture sia realmente di una certa epoca compresa fra il 2800 a.C. e il 3800 a.C. e che questo materiale non sia finito nei blocchi di pietra originali ma vi sia finito nei rimaneggiamenti successivi.
La conseguenza ulteriore di questa ipotesi è che la struttura originaria della piramide possa essere stata costruita in epoca ancora più remota rispetto alla datazione fornita dall’esame al radiocarbonio, cioè in epoca anteriore al 3800 a.C., forse anche nel V millennio a.C.
Le strade aperte da questo esame del 1986 sono incredibilmente ampie e gli studiosi hanno perso grandi occasioni per studiare a fondo la datazione di questi grandi monumenti megalitici che nascondono ancora il mistero della loro origine.

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