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ATLANTE SEGRETO...

 
LE PIRAMIDI DI GIZA
COME MISURATORE PRECESSIONALE DELLE EPOCHE

di Giuseppe Badalucco
per Edicolaweb


[L’eclittica - 22K .jpg] [Diagramma della precessione dell’asse terrestre - 29K .jpg] [Effetto gravitazionale della Luna - 25K .jpg] [Zodiaco di Dendera - 50K .jpg] [Il merkhet - 23K .jpg] [Gli allineamenti astronomici dei condotti interni - 17K .jpg] [Gli allineamenti astronomici dei condotti della Camera del Re e della Regina - 18K .jpg] [Piana di Giza e cintura di Orione - 30K .jpg] [Costellazioni dell’eclittica - 27K .jpg] [Posizione della costellazione di Orione - 18K .jpg] [Posizione della levata e culminazione di Orione - 18K .jpg] [Schema del cielo approssimativamente alla data del 10.400 a.C. - 25K .jpg] [La Cintura di Orione e la disposizione delle tre piramidi di Giza - 24K .jpg]
 

    parti precedenti:

INTRODUZIONE »
LA TERRA, I SUOI MOTI E LE GEOMETRIE ORBITALI »
LE CONOSCENZE ASTRONOMICHE DEGLI ANTICHI EGIZI »
LE CARATTERISTICHE TECNICHE E GEOASTRONOMICHE DELLE PIRAMIDI DI GIZA »
LA TEORIA DELLA CORRELAZIONE STELLARE CON ORIONE »

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
SULLA TEORIA DELLA CORRELAZIONE STELLARE

È importante, per completezza dell’argomento, fare una serie di considerazioni che permettano di fornire un giudizio sereno su queste teorie.

La prima considerazione riguarda la profonda lacerazione che questo tema sembra aver provocato nel mondo della cultura accademica e non solo.
Generalmente gli studiosi tendono a dividersi nei due gruppi degli scettici e degli accaniti sostenitori, dei quali sicuramente il primo comprende la maggior parte degli studiosi accademici.
Per tutta una serie di motivazioni che riguardano pregiudizi di tipo culturale le teorie che tendono ad accreditare conoscenze più approfondite alle civiltà antiche vanno a cozzare contro la visione "lineare" della storia della civiltà umana, per cui è impossibile ipotizzare che il progresso della conoscenza umana abbia raggiunto livelli paragonabili a quelli moderni se non dopo la rivoluzione scientifica dei secoli moderni (da Galileo in avanti).
Questa visione della storia della scienza e del progresso umano è ancora oggi prevalente per cui si forma un blocco mentale negli studiosi che non permette di valutare serenamente molti aspetti convincenti di tali teorie.

La seconda considerazione importante da fare è che la teoria della correlazione stellare è una teoria molto ben congegnata; approfittando del vuoto di ricerca esistente sulle caratteristiche astronomiche delle piramidi, colmato solo dagli studi di Badawy e Trimble del 1964, Bauval e con lui Hancock e Gilbert hanno saputo, per meriti personali e con notevole intuito, affrontare il problema alla radice andando a studiare quegli elementi che con il passare del tempo sono diventati evidenti agli occhi degli studiosi ma che gli stessi egittologi avevano rimosso per paura di rischiare troppo.
L’Egittologia è una scienza chiusa in se stessa che difficilmente accetta l’interscambio disciplinare e gli egittologi non mettono a rischio la propria reputazione e la propria cattedra universitaria per inseguire delle teorie che rivoluzionano il panorama culturale.
L’Archeologia e l’Egittologia in particolare sono nate per fornire risposte sulla storia della civiltà umana e gli studiosi di queste discipline hanno appreso come metodo di lavoro fondamentale quello dello scavo alla ricerca di oggetti, resti umani e documenti testuali che offrissero un panorama della storia antica; non si sognerebbero minimamente di alzare lo sguardo verso il cielo e guardare la configurazione della volta stellata per capire la religione dell’antico Egitto, perché questo non rientra nella visione del loro metodo operativo.

Altra importante considerazione da fare: le recenti scoperte dei ricercatori indipendenti hanno dato un certo impulso agli studiosi di archeoastronomia che si sono affrettati a riprendere in considerazione le caratteristiche astronomiche di Giza.
Alcuni studiosi hanno considerato la possibilità di allineamenti tra la piramide di Cheope e la stella polare intorno all’epoca indicata da Bauval (2500-2450 a.C.); tali allineamenti sarebbero stati realizzati con l’uso dello strumento detto Pesh-en-kef e con l’ausilio di un filo a piombo; ipotesi che riprende considerazioni già fatte dall’astronomo Zaba negli anni 50.
Nonostante la teoria di Bauval sulla correlazione piramidi-Orione sia ben sviluppata e convincente vi sono una serie di considerazione di cui occorre tenere conto per poter capire eventuali punti di debolezza della stessa, oppure per poter valutare variazioni da apportare alla stessa per renderla ancora più efficace.
Con ciò mi riferisco al fatto che Bauval ha affermato che la costruzione della piramide di Cheope possa essere avvenuta in un’epoca che approssimativamente è compresa tra il 2500 e il 2450 a.C., per motivi legati agli allineamenti dei condotti interni della Camera del Re e della Regina che confluiscono su Orione, Sirio e la stella polare alla data del 2475-2450 a.C.
Questa affermazione va attentamente valutata, poiché equivale ad affermare che la costruzione della piramide avvenne in tale epoca.
Questa presa di posizione sembra essere smentita da una serie di circostanze legate a prove sperimentali effettuate in passato, la cui validità è ammessa dalla scienza, che tenderebbero ad innalzare l’epoca delle piramidi di oltre 500 se non forse di circa 1000 anni rispetto all’epoca del 2500 a.C. (si veda l’Appendice).
Queste discrepanze nella datazione delle piramidi potrebbero dipendere da una serie di elementi storici di cui non siamo in possesso e che sono difficili da valutare e sui quali anche la teoria astronomica può fallire.
Infatti niente esclude che il progetto di Giza possa essere stato un progetto che abbia coinvolto più dinastie in tempi diversi, perché se è vero che gli Egittologi si ostinano a dire che Giza sia il prodotto della IV dinastia, è pur vero che alcune prove imbarazzanti vanno in direzione contraria.
Nonostante Bauval abbia fissato l’epoca delle piramidi al 2475 a.C., datazione equivalente all’allineamento astronomico dei condotti interni, niente esclude che i condotti interni possano essere stati costruiti effettivamente in quell’epoca ma a fronte della struttura del monumento già in piedi da tempo, poiché la conoscenza del meccanismo precessionale permetteva ai costruttori di orientare facilmente il condotto.
A meno che non si voglia affermare che tale costruzione costituiva un ostacolo insormontabile nel momento in cui si voleva far arrivare il condotto all’esterno, come effettivamente è stato fatto per la Camera del Re, a fronte di una costruzione ormai realizzata da tempo.
Il problema dell’orientamento dei condotti della piramide è un falso problema poiché la conoscenza dell’astronomia ottica permette al progettista di costruire un oggetto in una certa epoca e di orientarne le sue parti interne a qualunque epoca si voglia scegliere.
Le evidenze empiriche risultanti da esami di laboratorio effettuati in passato sembrano far scricchiolare la teoria di Bauval.
Infine è importante ricordare che tra i punti di debolezza attribuiti alla teoria astronomica di Bauval vi sarebbe quello che vuole la magnitudine delle stelle della cintura di Orione non corrispondente alla dimensione delle tre piramidi di Giza; per cui la dimensione che vede la sequenza Cheope → Chefren → Micerino non corrisponderebbe alla magnitudine delle tre stelle di Orione.

  Mintaka AlNilam AlNitak
  Menkaura (Micerino) Khafra (Chefren) Khufwey (Cheope)
Magnitudine 2,2 1,7 1,8

La magnitudine è un parametro che esprime numericamente la luminosità apparente della stella oggetto di analisi, per cui i valori che si ricavano non sembrano paragonabili alle dimensioni reali dei manufatti in termini di altezza e volume presunto. Tuttavia questa sembra una controversia di scarso impatto sull’importanza che ha assunto questa teoria.
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