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ATLANTE SEGRETO...

 
L'ESOTERISMO DI EDGAR ALLAN POE

di Giuseppe Badalucco
per Edicolaweb


    parti precedenti:

L'ESOTERISMO DI EDGAR ALLAN POE »
LA VITA »
LA CRITICA LETTERARIA »
LA NASCITA DELLA NARRATIVA MODERNA E IL RUOLO DI E.A. POE »
UNA DISCESA NEL MAELSTROM »
MANOSCRITTO TROVATO IN UNA BOTTIGLIA »

LE AVVENTURE DI GORDON PYM
Innanzitutto occorre dire che questo romanzo uscì a puntate sul "Southern Literary Messenger" di cui Poe era stato direttore; successivamente fu pubblicato in volume unico nel 1838.
Dopo essere stato studiato attentamente dalla critica letteraria il giudizio su quest’opera importante di Poe - di fatto l’unico vero romanzo - è quello di aver rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la letteratura americana moderna, essendo il paradigma delle "sea novel" ispirato anche ad altri romanzi, ma comunque a sua volta fonte di ispirazione per altri importanti autori che emersero negli anni successivi.
Il Gordon Pym va considerato come una tappa significativa della produzione di Poe anche perché in esso compaiono precisi riferimenti a tematiche care al Poe e che ritornano anche in altri racconti della sua grande produzione letteraria.
Per fare qualche esempio si può ricordare che la sequenza della prigionia di Gordon Pym nella stiva del Grampus, così come la sepoltura sotto la terra che crolla nella caverna dell’Isola di Tsalal, sono scene che mettono in luce con grande maestria il senso di claustrofobia e la paura di essere seppelliti vivi, che è un tema che ricorre anche nei racconti "Berenice" e "Il pozzo e il pendolo".
La discesa negli abissi e il vortice che inghiotte compare in questo romanzo e si ripete negli altri due racconti di cui abbiamo accennato.
Addirittura vi è una sorta di reminiscenza di grandi leggende popolari, nell’episodio dell’apparizione della nave fantasma carica di cadaveri in putrefazione, che ricorda la leggenda dell’Olandese Volante.
Il romanzo narra la vicenda del giovane Arthur Gordon Pym, che insieme al suo amico August decide di compiere un viaggio per mare, a bordo della baleniera Grampus, per soddisfare la sua "sete" di conoscenza del mondo e il suo spirito di avventura.
Sulla nave si verifica l’ammutinamento di gran parte dell’equipaggio, che prende il possesso dell’imbarcazione, nella speranza di poter poi svolgere vita piratesca. Gordon Pym viene coinvolto, insieme al suo amico e altre persone tra cui Dirk Peters, che lo accompagnerà fino alla fine di questa viaggio, in una serie di avventure al limite dell’incredibile. Dopo essersi liberati degli ammutinati, subiscono gli effetti devastanti di una tempesta che per poco non manda a picco la nave. Rimangono per settimane e settimane senza acqua ne cibo, vedendosi costretti a tirare a sorte tra tutti i presenti per decidere chi deve sacrificarsi per la salvezza altrui, garantendo con la propria morte un lauto pasto ai sopravvissuti. Il protagonista perde poi il suo amico August, che muore per gli effetti di una ferita e viene dato in pasto agli squali, e rimane solo con Dirk Peters, fino a quando vengono raccolti, ormai esausti, dalla Jane Guy che, in navigazione su rotte commerciali, permette loro di proseguire il viaggio.
Il capitano della Jane Guy si dimostra interessato ai propositi di esplorazione di Gordon Pym e compie una serie di esplorazione alla ricerca di isole che non erano ancora state ufficialmente individuate e infine accetta di spingersi sempre più a sud, superando le latitudini che erano state raggiunte fino ad allora, alla ricerca di un passaggio nell’Oceano che porti la nave nel circolo polare antartico.
Dopo essersi imbattuti in sterminate distese di ghiaccio e iceberg vaganti, riescono a trovare un passaggio e approdano in un arcipelago sconosciuto dove vengono accolti dagli indigeni dell’isola, di pelle nera, il cui comportamento è all’apparenza cordiale e rispettoso.
Invitati a visitare l’interno dell’isola, in un apparente clima di cordialità, l’intero equipaggio della nave, esclusi pochissimi rimasti a bordo, si avventura all’interno dell’isola allo scopo di visitarla in modo da poter conoscere ed esplorare questa nuova terra. Qui vengono fatti oggetto di una cospirazione da parte degli indigeni che con l’inganno spingono l’equipaggio in una zona in cui la terra frana in un burrone e tutti i poveri malcapitati muoiono seppelliti vivi.
Gli unici sopravvissuti sono proprio Gordon Pym e Dirk Peters che riescono a fuggire dall’isola a bordo di una canoa dirigendosi verso sud, dopo aver preso in ostaggio uno degli indigeni. Il loro viaggio giunge al termine spingendosi sempre più vicino al Polo Sud, in prossimità del quale notano un grande cambiamento delle condizioni climatiche e ambientali, con una descrizione che sembra sempre più fantastica e irreale. Dopo aver visto da lontano una gigantesca barriera di vapore grigio che si erge come un’immensa cateratta che piove dal cielo, si apre loro davanti, all’improvviso, l’abisso polare che si getta nelle viscere della terra. Lì, nel centro di questo immenso vortice, vengono spinti dalle correnti marine, nella giornata del 22 marzo; proprio nel momento in cui vengono risucchiati nel vortice si pone loro davanti un’enorme figura umana, dal volto velato, di dimensioni che sono molto più grandi di qualunque essere umano e il cui colore è di un bianco che solo la neve vi può assomigliare.
Il romanzo si conclude con questa enigmatica visione che può aver tratto in inganno molti studiosi e scrittori, poiché non si riesce del tutto a capire se il Gordon Pym muore in quella circostanza oppure sopravvive per poi raccontare tutto al suo ritorno.
Sta di fatto che Poe scrive il romanzo-cronaca sulla base delle conoscenze acquisite dal racconto di Gordon Pym e parla in una nota a parte, dove descrive importanti informazioni criptate nello scritto di Gordon Pym, della sua tragica scomparsa, non risolvendo l’enigma della sua morte.

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