L’ATLANTIDE MINOICA
Tra le varie ipotesi in campo senz’altro degna di nota è quella secondo cui la perduta civiltà di Atlantide presenterebbe tratti culturali simili a quelli della civiltà minoica che dominò la l’area greca agli albori della sua storia, tra il 1500 e il 1400 a.C. circa. Questa infatti oltre ad averci lasciato importanti reperti della propria epoca, viene ricordata per essere una civiltà che subì gli effetti devastanti e improvvisi di cataclismi che si abbatterono nel bacino del mediterraneo intorno al XV sec. a.C.
Studi condotti in passato hanno dimostrato che eruzioni vulcaniche e attività sismica interessarono l’area dell’Egeo in quel periodo e potrebbero aver determinato il crollo o il ridimensionamento di tale civiltà. Mentre per quanto riguarda elementi riguardanti la tradizione e la cultura di questa civiltà è interessante notare l’analogia tra la pratica della tauromachia (di cui sono pervenute a noi splendide rappresentazioni pittoriche su vasi) nella civiltà minoica e i riti praticati con i tori di cui Platone attribuisce la pratica nella civiltà Atlantidea. Potrebbe trattarsi di un elemento fantasioso introdotto dal filosofo greco oppure di un riferimento reale a notizie di cui era in possesso.
Ciò che lascia perplesso è la datazione del racconto atlantideo, novemila anni prima dei protagonisti del racconto, che non combacia con la datazione della civiltà minoica che si ferma a novecento anni prima di Platone, mentre alcuni studiosi si sono sforzati di dimostrare che gli Egizi contavano gli anni come mesi, per cui novemila anni sarebbero in realtà novemila mesi, cioè 750 anni (quindi le due datazioni verrebbero riavvicinate), cosa che, a quanto pare non sarebbe vera.