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UOMO E ANIMALE: IL MITO DELLA TRASFORMAZIONE
di Pamela Boiocchi
per Edicolaweb


In ogni cultura è presente una mitologia della trasformazione zooantropica anche se in forme residuali di favole, folklore e cinema.

 
 
L'animale del quale l'uomo assume l'aspetto varia da cultura a cultura.
In Occidente e nel vicino Oriente, nella tradizione cristiana e nei residui folklorici europei, la trasformazione in animale, nel caso specifico la Licantropia, ha connotazioni negative mentre in altre culture la metamorfosi non suscita reazioni di repulsione.
La motivazione può essere individuata nella relatività dei temi animali in riferimento agli ambienti: nelle tradizioni dei popoli europei di ceppo indogermanico, il LUPO è il prototipo dell'animale feroce e distruttore perché i pastori di greggi e mandrie e i primi abitatori di villaggi preistorici europei devono difendersi da esso.
Predatore, minaccia continua per il gruppo nomade o semisedentario, il LUPO diventa così da subito il protagonista delle mitologie di trasformazione malefica della tradizione favolistica e popolare occidentale.
Presso i Greci, Licaone (il cui nome è connesso con "lupo"), figlio di Pelasgio, avendo offerto carne umana a Zeus, sarebbe stato trasformato in Lupo.
Mangiare carne umana significa adeguarsi alla condizione di lupo, agire come l'animale predatore.
Questo mito appare connesso ai sacrifici umani offerti a Zeus sul monte Liceo ("monte di lupi"?) in Arcadia: i presenti, dopo essersi cibati di carne umana, si trasformavano in lupi per nove o dieci anni, tornando uomini solo se durante questo periodo non si fossero nutriti di nuovo di carne umana.
La metamorfosi animale assume i tratti della LICANTROPIA in un arco etnico molto ampio e documentato nelle tradizioni eurasiatiche relative al lupo-mannaro (forma del basso latino "lupus hominarius", lupo mangiatore di uomini o lupo simile all'uomo), al werwolf (in inglese, tedesco e in tutte le lingue germaniche in cui "wer" = "uomo", latino "vir"), al loup-garou (in francese, forse con equivalenza tra "garou" e "wer", "uomo"), al "warouls" o "warous" (nell'antico francese), al "vlukodlaku" (in antico slavo), al "volkodlak" (sloveno), al "vulkolak" (bulgaro), al "wilkolak" (polacco), al "volkolak" (russo).
È però da osservare come l'assunzione di un determinato tema animale "dominante" in un'area culturale non escluda necessariamente altri temi di trasformazione.
Ancora in Grecia appaiono trasformazioni in serpenti, api, uccelli, cavalli, cani, formiche, in lince, in maiale, scimmia e mucca.
A seconda dell'habitat zoologico in cui una cultura si sviluppa nascono così temi zoomorfi differenti.
In Africa la IENA, animale che mangia le carogne, è vista come portatrice di potere malefico, tanto che in Abissinia i buda, stregoni, si trasformerebbero in iene per bere il sangue di altri uomini contagiandoli; in Nubia sono invece le donne anziane a diventare, durante la notte, iene.
Altri temi comuni in Africa sono il LEONE e il LEOPARDO.
La trasformazione in Leone costituisce anche acquisizione di potenza.
Nello Zambesi lo stregone aveva il potere di trasformarsi in leone bevendo una pozione magica mentre in Africa centrale alcune donne che si dipingono di terra bianca sanno mutarsi in leone.
Vi è poi un'area molto ampia in cui appare la trasformazione in VOLPE e ORSO (territorio culturale subartico e siberiano), con un'estensione fino all'Asia centrale, dove inizia la zona in cui il tema zoologico prevalente è rappresentato dalla TIGRE.
I tre temi concorrono in area cino-mongolica.
Non necessariamente l'uomo e la donna che assumono aspetto di volpe agiscono in maniera malvagia.
In Giappone le volpi selvatiche Ninko possono prendere la forma di fanciulle, sposare un uomo e portare fortuna alle case in cui sono ben trattate.
Molte volte la trasformazione in animale è legata all'estasi sciamanica. Lo Stregone regredisce ad un mondo primordiale in cui emergono istinti animaleschi e primitivi. Si tratta di un'esperienza di regressione ad una condizione pre-umana e pre-evolutiva, ad una "uscita da sé".
In alcuni casi storicamente documentati anche nel mondo antico, questa esperienza di trasformazione in animale assume caratteri collettivi (Luperci di area latino-italica e Berserker del mondo germanico) ed è all'origine della formazione di gruppi iniziatici e società segrete.
Altre volte la trasformazione avviene a seguito di una maledizione o come conseguenza punitiva del comportamento umano, rappresentando una regressione ad un livello selvatico di esistenza.
Nella mitologia greca la divinità punisce l'uomo riducendolo a bestia, ossia togliendogli la ragione.
Può anche avvenire nei riguardi dell'uomo morto, sia come reincarnazione che come metamorfosi.
L'esperienza primitiva alla base di questa credenza è l'osservazione del rapporto cadavere-animale, per esempio i vermi cadaverici nei quali uscendo dalla tomba si è metamorfosizzato il defunto.
Nella mitologia e nelle narrazioni di trasformazione di uomo in animale, essa avveniva vestendone la pelle e secondo Bonifacio di Magonza (VIII sec d.C.) i Germani vestendo pelli di lupo si trasformavano.

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