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I RETTILOIDI, DA SEMPRE COMPAGNI DELL'UOMO
di Stefano Panizza per Edicolaweb
Chi sono i Rettiloidi? Parafrasando il lessico del vocabolario potremmo definirli "creature antropomorfe, dal corpo ricoperto di squame brune o verdastre e dal muso che richiama fortemente quello dei serpenti".

Completando la definizione diremmo, pure, che la loro altezza varia da 180 a 250 centimetri, gli occhi sono grandi, gialli, verdi o rossastri, la pupilla è verticale, hanno una sorta di cresta sul capo e, spesso, si dimostrano violenti e sanguinari.
Per farcene una idea potremmo, alla fine, riferirci all'essere, astuto ma dall'aspetto repellente, di un vecchio film di fantascienza degli anni Cinquanta, "Il mostro della Laguna Nera".
Un fenomeno che, alla fine, abbraccia sia la tematica ufologica, essendo da molti ritenuti di origine extraterrestre, che quella criptozoologica, per coloro che li considerano dinosauri bipedi evolutesi, nel corso di milioni di anni, in esseri intelligenti.
Per alcuni, pochi in verità, sono, invece, il risultato di maldestri esperimenti genetici.
Ma vediamo, ora, di conoscere meglio queste misteriose creature.
Si potrebbe, forse, pensare che le testimonianze siano ascrivibili a qualche posto ameno e remoto, come l'Australia o il Sud America, o confinate negli sterminati Stati Uniti dove ogni cosa possibile sembra davvero accadere.
Ed infatti una cronaca di quelle parti del 1983 racconta di un "uomo-lucertola" (altezza 170 centimetri, pelle verdastra, mani palmate, occhi da gatto con pupille verticali) coinvolto in un caso di rapimento e mutilazione animale.
In realtà, se questo è pur vero, esiste pure una nutrita casistica che si è sviluppata molto più vicino a noi (e specialmente per chi scrive, essendo emiliano).
Mi riferisco al cosiddetto "triangolo del mistero" che comprende, in un'area particolarmente vasta, le province di Bologna, Ferrara e Rovigo.
In queste zone, infatti, a partire dagli anni Ottanta e per circa un ventennio, le cronache locali parlarono insistentemente di una o più creature umanoidi, con evidenze rettiloidi ed anfibie, cosi elusive quanto, per molti malcapitati pescatori e attenti studiosi, concrete.
Il tutto sembrava essere stato preceduto da insolite morie di pesci, decessi strani e raccapriccianti di animali da pascolo e inquietanti rumori nella notte, forse imputabili ad un gigantesco essere alato osservato in una occasione.
I quotidiani locali come il "Resto del Carlino", "Il Gazzettino" e "L'Eco del Po", diedero, ovviamente, ampio risalto agli avvenimenti in special modo quando a questi episodi, già strani, se ne aggiunsero altri ancor più inquietanti.
Diversi testimoni, infatti, iniziarono col raccontare di esseri squamosi, alti all'incirca 2 metri e mezzo, visti uscire dai corsi d'acqua della zona (esseri quindi in grado di respirare ma anche di sopravvivere in un ambiente acqueo) saltellando in modo atletico, i quali, apparentemente, sembravano essere la causa di momentanei malesseri fisici alle persone stesse.
Da allora le zone vennero, per diverso tempo, accuratamente evitate dai pescatori.
Continuando sulla scia degli episodi misteriosi non potremmo sottacere quanto accaduto nel 1988 al parroco di Villanosa di Castenaso (Bologna) che entrò in possesso di uno strano e gigantesco uovo, anche se poi se ne persero le tracce.
A queste soggettive evidenze se ne aggiunsero altre più concrete e scientificamente analizzabili.
Se i numerosi avvistamenti di oggetti luminosi non identificati che caratterizzarono quel periodo, quasi da far sospettare una importante collusione fra i due fenomeni, possono rimanere dei semplici fatti di cronaca, non particolarmente approfondibili, le impronte ritrovate, lasciate presumibilmente dalle "aliene" creature, appaiono di fondamentale importanza per lo studio del fenomeno tali da meritare, come davvero accadde, adeguate indagini.
È bene, però, sottolineare subito una cosa che, pur essendo rilevante nel caso specifico, andrebbe tenuta, comunque, in debita considerazione in qualunque analisi ufologica.
Mi riferisco alla opportuna valutazione di una testimonianza e, più in generale, di una indagine scientifico-giornalistica.
Quanto riportato è ciò che è effettivamente accaduto oppure, pur nella buona fede di chi trascrive i fatti, le cose possono essere andate diversamente?
Lo spunto me lo ha dato il caso del sig. Renzo Munari, pescatore e testimone, a suo dire, dell'incontro con una strana creatura antropomorfa.
Ora, confrontando quanto scritto sull'episodio da due fonti indipendenti, si nota come, pur nella sostanziale conformità dell'episodio, alcuni particolari, anche importanti, non coincidano.
Citando un solo esempio, per comodità, si parla, in un caso, di "...silenzio tombale ed irreale..." e di uno strano oggetto scuro che si muoveva nelle acque "...senza nessuna deviazione di andatura..." mentre nell'altro di "...uno strano rumore come di una vibrazione dell'acqua del canale..." e del corpo immerso che "...devia ad angolo retto...".
È evidente che le affermazioni sono in antitesi. Ma allora come saranno andate veramente le cose?
Questo non può far altro che suggerire estrema prudenza.
Ma ritorniamo alle nostre indagini.
In numerosi casi sono rimaste nel terreno tracce di calpestio di dimensioni di gran lunga superiori a quelle umane (si è arrivati, perfino, ai 60 centimetri ma con una variabilità tale da far supporre esseri diversi sia nel numero che nelle caratteristiche) e terminanti in modo da presumere un piede tridigitale artigliato; queste evidenze sono state rinvenute, pure, in terreni particolarmente duri, come testimoniano le numerose fotografie scattate a quel tempo.
Dalla profondità dell'orma si è, poi, supposto un peso complessivo della creatura di 130/140 kg.
In alcuni casi le cronache parlano, inoltre, ed esistono immagini che lo testimoniano, di curiosi escrementi, ricchi di sostanze vegetali, particolari soprattutto per le dimensioni essendo quantificabili in una decina di centimetri di diametro e una trentina (!?) in altezza, tanto da far soprannominare lo sconosciuto visitatore "Uomo Cagone"...
A volte, nei loro pressi, si è registrata, rispetto all'ambiente circostante, anche un modesto aumento della radioattività.
A completare il quadro inquietante il ritrovamento di scheletri spolpati e ripuliti di oche e fagiani, di un gatto mummificato ma con la parte posteriore del corpo bruciata.
Secondo alcuni, poi, anche la scomparsa o la morte, in quegli anni, di diverse persone nelle zone interessate dagli strani avvistamenti avrebbero potuto avere un medesimo filo conduttore con quanto di misterioso stava accadendo. Come pure la presenza, ingiustificata, di sommozzatori con strane apparecchiature che si rifiutavano di rispondere alle domande dei curiosi (si trattava di forze speciali?) o di individui che facevano di tutto per minimizzare e screditare quanto accadeva.
Ricordiamo, poi, che nel vicino aeroporto di Rimini esiste il più massiccio gruppo di pronto intervento nucleare americano in Italia.
I fenomeni cessarono, apparentemente, agli inizi dell'anno 2004 quando vennero rilevate in un campo nei pressi di Rovigo strane impronte vagamente umane, di cui una era chiaramente palmata, disposte in linea retta ma, soprattutto, non attribuibili, secondo le guardie forestali locali, a nessun animale conosciuto.
Tali manifestazioni, pur se a carattere sporadico, si sono avute anche nel resto della penisola come, ad esempio, a Monte Palodina (Lucca) nel 1987 dove un cacciatore si ritrovò davanti un essere grosso e mostruoso ricoperto da scaglie e con la testa da sauro. Mani e piedi terminavano in modo artigliato, gli occhi erano di "fuoco" e la coda era lunga e possente. Si dimostrò particolarmente ostile tanto da costringere il malcapitato ad esplodere un colpo di fucile, andato, comunque, a vuoto.
Nel 1978, invece, a S.Giorgio di Nogaro (Udine) un pescatore avvistò, nei pressi di un oggetto discoidale ad una trentina di metri da lui, un individuo dal viso "asiatico" , alto circa 130 centimetri e con una "tuta" a "squame di pesce". Sostanzialmente indifferente alla presenza del testimone se ne andò dopo pochi secondi.
Ma ancor più strano è il caso del 1954 a Parravicino d'Erba (Como), quando un trentasettenne vide nel giardino della propria abitazione illuminato da un'insolita luce un essere alto 130 centimetri (pure lui) dal volto umano ma dal corpo ricoperto di squame e da un cono affusolato al posto delle gambe. L'incontro non fu particolarmente piacevole perché la strana creatura immobilizzò il testimone per qualche secondo con un raggio luminoso.
Estendendo il discorso esiste, pure, un caso "onirico" particolarmente interessante.
Una tale Cristina, che si diletta in discipline New Age, ha raccontato allo studioso ed ufologo Alfredo Lissoni uno strano sogno notturno vissuto alcuni anni fa.
Al di là di importanti particolari che confermerebbero che "qualcosa" di strano quella notte le è davvero accaduto, ciò che è importante, ai nostri fini, è la descrizione che la ragazza fa, con un atteggiamento che sembra richiamare lo stato di trance (sguardo che vaga indistinto, isolamento dal contesto ambientale), del protagonista del suo sogno: "…un essere che aveva il viso come un dinosauro e la pelle color marrone…" con la sensazione inquietante, per chi l'ha intervistata, che "qualcuno" stesse interloquendo con il suo tramite.
La ragazza, all'epoca, poi, pare non fosse minimamente interessata alla fenomenologia ufologica e tematiche correlate.
Riassumendo potremmo dire che il fenomeno dell'"Uomo Serpente" ha avuto importanti riscontri, nell'arco di circa un ventennio (anni Ottanta, Novanta ed in parte Duemila) nella zona Rovigo - Ferrara - Bologna per poi, progressivamente, spegnersi.
In realtà esisterebbe un precedente, il condizionale è d'obbligo, che potrebbe, addirittura, attestare la presenza dello strano essere nel primo ventennio del secolo scorso.
Esistono, infatti, dei documenti epistolari, datati 1926 e corredati da alcuni disegni esplicativi, attribuiti allo scrittore horror americano H.P. Lovecraft, nei quali egli domanda notizie di strane creature umanoidi ed anfibie avvistate in Italia e in cui descrive il suo viaggio segreto nel nostro Paese per poter approfondire gli avvenimenti.
L'esame grafologico delle lettere e "buchi temporali" nella sua biografia ufficiale sembrerebbero attestare la concretezza degli avvenimenti.
In realtà, se usciamo dal nostro Paese, le antiche testimonianze di uomini-lucertola abbondano in ogni luogo del pianeta.
Vediamone alcuni esempi.
Nel Messico precolombiano si parla di Quetzalcoatl, il dio-serpente venerato dai maya e le cui raffigurazioni erano una costante nella loro vita sociale.
Fra le rovine di un antico abitato mesopotamico nei pressi di Ur vennero rinvenuti, alcuni decenni or sono all'interno di tombe semisepolte, alcuni idoli in terracotta chiaramente umanoidi ma con la testa di serpente.
Interessante, poi, la credenza di questo popolo che riteneva che "esseri-serpente" utilizzassero il corpo dei morti per farne dei vampiri spaventosi capaci di rapire gli uomini per scopi misteriosi (come non pensare alle moderne "abductions"?).
Oppure in molte tradizioni orientali si parla dell'Uomo generato da un serpente creatore, antiche storie cinesi vedono nei draghi i "padri" degli imperatori, senza dimenticare la divinità indiana "Naga" in forma di serpente.
Il culto del dio (o della dea) Serpente è comunque antichissimo e ne sono state ritrovate tracce in epoca preistorica all'interno di strutture megalitiche. Le prime immagini risalgono al Paleolitico e, spesso, si tratta di figure rettiloidi antropomorfizzate e con tonalità femminili.
Famose sono le testimonianze cretesi e più in generale in tutto il bacino del mediterraneo.
Interessante poi la dicotomia nell'interpretazione, nel significato attribuito a questa figura. Poteva essere malvagia, come abbiamo visto sopra, oppure benefica e dispensatrice di sapienza e cultura. Per gli egizi, infatti, era un'entità positiva, conoscitrice dei segreti dell'Aldilà e con una valenza di potere, come dimostra l'Ureus, la corona dei faraoni con il cobra lucente.
E non tutti sanno che le nostre stesse radici cristiane hanno importanti correlazioni con il tema "serpente".
Nel testo ebraico "Haggadan", infatti, si descrive il serpente tentatore del giardino dell'Eden con un aspetto umanoide "...stava in posizione eretta su 2 piedi e la sua altezza eguagliava quella di un cammello...".
Una sorta di lucertolone bipede e con la testa umana, se vogliamo prestar fede alla raffigurazione nel quadro "The Fall" del pittore fiammingo Hugo Van der Goes.
Se poi proseguiamo nella lettura del testo sacro sopra citato leggiamo che Adamo ed Eva erano divenuti nudi a seguito del peccato, mentre prima erano ricoperti da pelle squamosa. Considerando, inoltre, che essi sono stati creati ad immagine e somiglianza di Dio ecco che, allora, il Suo aspetto non poteva che essere sauropode o serpentiforme.
Potrebbe essere quindi corretto ritenere che la figura del serpente nasconda il ricordo di un'antica razza con determinate caratteristiche fisiche, d'intelligenza e di conoscenza che abbia istruito l'Umanità (sia sufficiente, al proposito, citare semplicemente i nomi delle antiche divinità dei Dogon, i Nommo e dei Sumeri, gli Oannes).
Venendo a tempi a noi più vicini potremmo citare il caso di Louisville, Stati Uniti, dove nel 1800 venne catturata viva una creatura alta 2 metri coperta da scaglie come un pesce.
Oppure, alcuni anni prima, nel 1878, un Uomo Selvatico sarebbe stato imprigionato e messo in mostra nella stessa Louisville. Era alto 195 centimetrim ed aveva occhio grandi il doppio del normale ma, soprattutto, il suo corpo era ricoperto di scaglie come un pesce.
Alla fine, dunque, attestata la più che probabile concreta presenza di una specie umanoide-serpentiforme che da millenni accompagna la storia dell'Uomo, con tangibili riscontri anche a noi vicini, a che cosa ci troviamo di fronte?
Si tratta di creature extraterrestri o extradimensionali, come il sovrapporsi della loro comparsa a fenomeni tipicamente ufologici sembra suggerire? Ed in questo caso perché i loro scopi, spesso etici e di insegnamento per l'Umanità nel passato, ora appaiono così indecifrabili se non, in alcuni casi, ostili?
La verità potrebbe essere diversa e, forse, ancor più sorprendente.
La Scienza ci insegna che i dinosauri sono scomparsi, come tantissime altre specie viventi, 65 milioni di anni fa a seguito di una catastrofe interplanetaria, probabilmente causata dall'impatto con la Terra di un meteorite di 10 km di diametro. Fra essi esisteva la specie dei Troodontidi. Ne sono stati ritrovati solo una ventina di esemplari incompleti nelle rocce del Cretacico superiore del Nord America e della Mongolia ma sono stati sufficienti per coglierne le sorprendenti caratteristiche.
Erano bipedi, alti due metri, una visione frontale, zampe a tre artigli che gli permettevano di manipolare prede ed oggetti ed un rapporto cervello/volume corporeo, cioè il cosiddetto coefficiente di encefalizzazione, ben superiore (1/1000 contro 1/100000) agli altri dinosauri.
Ormai non ci sono più dubbi sulla loro intelligenza. A differenza dei loro contemporanei avevano una scatola cranica tondeggiante, un cervello particolarmente sviluppato nelle regioni sensoriali: grandi occhi, buoni l'olfatto e l'udito, apprezzabile capacità di coordinazione.
Questo significa che, unitamente all'abitudine a cacciare in branco, l'intelligenza era vivace e ben superiore a quella degli altri dinosauri. Lo si può immaginare con una mente elastica e vivace, creativa di fronte ad ostacoli imprevedibili per trovare con facilità soluzioni rapide. Considerando che era pure a sangue caldo, dotato persino di un ombelico, segno che non deponeva le uova ma partoriva piccoli vivi, che aveva quattro dita nelle sue appendici simili a mani, tra l'altro con il pollice opponibile come nel caso dei primati, non si può non pensare a quante erano le caratteristiche che lo accomunano con la specie umana.
Se fossero sopravvissuti allo sconvolgimento ecologico, come fecero i mammiferi, magari in nicchie collegate ad un ambiente acqueo più tranquillo e stabile, potrebbero essersi evoluti e giunti fino a noi.
L'idea è meno peregrina di quanto possa sembrare ad prima impressione.
Ricordiamo, ad esempio, che diversi indizi portano a presupporre che all'epoca dei faraoni d'Egitto alcune specie di dinosauri fossero ancora viventi.
Uno di questi è la Stele di Narmer (3.168 a.C.), manufatto in ardesia atto a commemorare l'unificazione dell'Alto e Basso Egitto. Ebbene, in essa sono raffigurati due animali dal lungo collo che sono in tutto e per tutto estremamente simili a quei vetusti dominatori del pianeta che gli scienziati chiamano "tirannosauri sauropodi".
Si tratta, semplicemente, di una incredibile somiglianza con un qualche "mitico" animale non ben identificato o, piuttosto, la fedele riproduzione di quanto osservato con i propri occhi da antichi artisti?
Ricordiamo, poi, che diverse specie viventi, ritenute estinte, sono state segnalate negli ultimi decenni; una per tutte quella del Celacanto pescato in mare nel 1938 e considerato estinto da milioni di anni.
In altre parole quanto i terrorizzati testimoni vedrebbero ancora oggi non sarebbero che i discendenti di una lontana specie di dinosauri. Oppure questa stessa specie, evolutasi in maniera intelligente e tecnologica in milioni di anni, potrebbe aver abbandonato la Terra, per abitare altri pianeti, e ritornarvi periodicamente.
Effettivamente, se dobbiamo credere alle parole del paleontologo canadese Dale Russel, se questa specie fosse sopravvissuta avrebbe assunto caratteristiche sempre più umanoidi, considerando anche il suo ritmo di evoluzione particolarmente rapido.
Bipedi, eretti, dal peso di quarantacinque chili, testa sviluppata e mani capaci di manipolare perfettamente gli oggetti. Una sorta di "Dinosaurus Sapiens".
Quindi potrebbe trattarsi di astronauti di un'antica razza che dominò nel lontano passato il nostro pianeta, ben prima della specie umana.
Esiste, pure, un'altra spiegazione, che a dir il vero ha trovato ben pochi sostenitori, che considera le testimonianze di queste particolari creature delle semplici allucinazioni dovute ad ancestrali ricordi, che la specie umana si trascina da milioni di anni, degli antichi dinosauri.
Vi sono poi ipotesi, estremamente ardite, collaterali a questa.
Ad esempio l'ufologo David Barclay ipotizza che i Rettiliani, oltre che i Grigi, siano due rami evolutivi dei Troodontidi originari e che una qualche loro forma di unione abbia generato il Chupacabras.
Oppure certi studiosi "cospirazionisti" affermano che la cometa Shoemaker-Levy 9, precipitata su Giove nel 1994, era stata inviata dai Rettiliani per indebolire le difese terrestri in attesa di un loro sbarco in grande stile per conquistare il pianeta.
Inutile sottolineare come queste teorie abbandonino la più elementare prudenza e finiscano per recare un grave danno d'immagine che coinvolge anche la seria ricerca.
In conclusione credo che, scremando l'intera fenomenologia da probabili mistificazioni, scarsa attendibilità di determinate testimonianze e, in alcuni casi, corrette interpretazioni alternative del pensiero dei nostri progenitori, rimanga, comunque, un nucleo originario difficilmente giustificabile con spiegazioni di tipo convenzionale.
L'idea di fondo è, dunque, che ci sia un "qualcosa" dalle apparenze rettiloidi che a volte in modo evidente, in altre con toni discreti e silenziosi, sia da sempre presente in mezzo a noi.
Ma chi sia, da dove venga, e per quali scopi agisca non ci è, ancora, dato sapere.

Bibliografia:
- "Alieni tra noi" - Antonio Chiumiento - Editrice Nuovi Autori.
- "Homo Saurus" - Sebastiano Di Gennaro - Edizioni Cartografica.
- "Mystero" - n.1-13-29-50-59-70 - Gabriele Zaffiri - Editrice Mondo Ignoto.
- "X Factor" volume 5 - Autori Vari - De Agostini.
- "Creature dall'ignoto" - John A. Keel - Fanucci Editore.
- "Antropologia degli alieni" - M. Centini, D. Ghezzo, D. Tacchino - Editrice MEB.
- "Alieni in Italia" - Moreno Tambellini - Edizioni Mediterranee.
- "Ufo i dossier top secret" - Alfredo Lissoni - Anima Edizioni.
- "Cronache dal mistero" - Stefano Mayorca - De Vecchi Editore.
- "Extra-terrestres" volume 2 - Jean Paul Ronecker - Editions Pardès (in lingua francese).
- "Nel mondo dei dinosauri: i fatti" - Mike Benton - Arnoldo Mondatori.
- "I dinosauri" - Eric Buffetaut - Newton Compton.
- "Viaggio nella scienza" - Piero Angela - Mondatori.
- "Il regno dei dinosauri" - Alessandro Cecchi Paone - Il Saggiatore.
- "I draghi dell'Eden" - Carl Sagan - Club degli Editori.
- "Archeomisteri" periodico bimestrale n. 11-24 - AAVV - Milton Sette.

www.centrostudifortiani.it

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