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A PROPOSITO DELLA LAPIDE DEL MUSINÈ...
di Giorgio Crosetti per Edicolaweb
A proposito della lapide sul Monte Musinè, vorrei precisare che non sono stati gli UFO a portala via, "...perché l'umanità non era ancora pronta per un messaggio di così alto valore spirituale ed esoterico...", come ha scritto la "pseudo-scrittrice" Giuditta Ansante Dembech.

Io stesso l'ho rimossa, stanco di vedere bande di idioti salire sul detto monte per distruggere preziose vestigia del passato, istigate da presunti "ufologi" e dalla citata signora, che attraverso una trasmissione di radio organizzava perfino "tours" sul Musinè (cosa non fa un'arrivista per raggiungere un po' di fama e farsi un po' di grana, alla faccia dei creduloni!).

Di fatto, la citata "pseudo-scrittrice" ha completamente distorto, travisato ed adattato alla sua "sete di fama", le serie ricerche archeologiche, condotte con rigore scientifico, dal Prof. Mario Salomone, di cui mi orgoglio di essere stato un grande amico e che putroppo ha portato con sé per sempre, importanti scoperte archeologiche!
La suddetta signora, ha tentato in tutti i modi di eguagliare la fama di Peter Kolosimo, che era uno scrittore vero e di tutt'altra serietà e cultura (conosceva e parlava fluentemente 7 lingue, era introdotto nella comunità scientifica internazionale e manteneva rapporti con scienziati del mondo intero).

La signora Dembech, che invece ha fatto il suo tirocinio giornalistico in bollettini ecclesiastici, ha pensato di avere fatto lo "scoop" della sua vita quando conobbe il Prof. Mario Salomone.
Dopo molta insistenza, ottenne di farsi accompagnare nei luoghi in cui egli aveva fatto le sue ricerche e scoperte, con la promessa di pubblicarle in un libro che avrebbe avuto la supervisione dello studioso piemontese.
Ciò che accadde fu molto differente: dopo essere sparita per più di un anno, pubblicò all'insaputa e senza nessuna supervisione del prof. Salomone, il tristemente famoso libro "Musinè magico".
Detto libro mandò su tutte le furie il prof. Salomone quando lo ricevette (io ero presente in quell'occasione!), perché conteneva un sacco di fandonie e di cose assolutamente inventate dalla fantasia dell'autrice, senza contare alcune "perle" che dimostrano la più completa ignoranza dei principi elementari di archeologia e di mineralogia, come l'aver scritto che "...questi solchi sulle pietre, sono stati prodotti dagli uomini preistorici, quando strofinavano su di esse i loro raschiatoi di selce per affilarli...".
Nessuno aveva spiegato alla signora, che arrivò a definirsi "archeologa", che la selce è dura come il diamante e pertanto più dura di qualsiasi pietra e che l'unico modo per affilarla è "scheggiarla", con un altro pezzo di selce, dopo averla fortemente scaldata nel fuoco vivo!
Verso la fine del libro, appare una foto con la suddetta signora, presso quello che lei definisce un "riparo sotto-roccia preistorico", che il prof. Salomone aveva già chiaramente classificato come un semplice masso erratico, che non fu mai usato per quello scopo.
Quando il prof. Salomone, su tutte le furie, le chiese perché ancora insistesse sulla sua tesi del riparo sotto-roccia, la signora gli rispose che non faceva nessuna differenza, perché tanto nel frattempo il suddetto masso era stato fatto saltare con la dinamite, per ampliare la strada che gli passava a lato e che pertanto nessuno poteva più confutare le sue asserzioni!
In altro punto del volume, la foto di una pietra con graffiti è classificata dall'autrice come una "stele", mentre in realtà la pietra e ben piantata nella terra, in posizione orizzontale! E così di seguito...
Questo è il "rigore scientifico" adottato dall'autrice e che permea quasi tutto il libro!

Insomma, tutto il lavoro di seria ricerca scientifica, effettuato per oltre 25 anni dal prof. Mario Salomone, le cui relazioni sulle ricerche risultano anche negli archivi della Superintendenza alle Antichità del Piemonte, ed alcuni rinvenimenti da lui effettuati nel corso delle ricerche sono esposti al Museo di Antichità, diventò una burla grottesca e un insulto alla scienza, nelle mani della Dembech, che non soddisfatta, riuscì perfino ad ottenere una trasmissione in radio ed una rubrica sul giornale "Stampa Sera", attraverso cui continuava imperterrita a divulgare fesserie.

Chiaramente io, in qualità di amico di Mario Salomone e di appassionato di archeologia (quella vera, non le "cacce al tesoro"!), restai molto male nel vedere la frustrazione dello studioso. Anche lo scrittore Peter Kolosimo, suo vecchio amico, gli invio una lettera che egli mi mostrò, in cui criticava aspramente il libro, giudicandolo "...un opera che insulta la scienza e l'archeologia!".
Quando poi venni a sapere che vere "orde" di vandali si recavano sul Monte Musinè, alla ricerca di UFO e di altre fandonie del genere e che in queste "peregrinazioni" arrivarono a staccare da alcune rocce dei graffiti preistorici, a colpi di martello e scalpello, per portarseli a casa come "souvenir", perdetti veramente la pazienza e salì sul monte, armato di chiavi inglesi e staccai quella stupida lapide, scritta da un analfabeta che non conosceva nemmeno l'italiano, visti gli innumerevoli errori di sintassi che conteneva!
E finalmente il Monte Musinè e le vestigia che conserva dei primi abitanti della valle, ritrovarono la pace perduta!

Ho studiato anch'io quel monte, ma in maniera seria e documentata, senza farmi prendere da "voli pindarici" su fesserie ed ho scoperto che:
- Se la vegetazione non cresce oltre ad una certa altezza, non è dovuto a basi sotterranee di UFO, ma a liti tra proprietari terrieri che nel XIX secolo iniziarono una contesa sui limiti territoriali delle relative proprietà e che, non trovando un accordo, preferirono abbandonare le colture, come è stato ampiamente documentato in una mostra sul Musinè, svoltasi a Drubiaglio, all'inizio degli anni '80.
- Il fatto che il terreno della montagna sia sempre abbastanza caldo e che in inverno raramente si fermi la neve, è dovuto al forte contenuto di ferrite e di magnetite del terreno, che trattiene il calore del sole per ore!
Potrebbero inoltre (ma il condizionale in questo caso è d'obbligo), esistere ancora canali sotterranei di lava, visto che la montagna faceva parte del cratere di un antichissimo vulcano, che si estendeva dal Musinè al Pirchiriano e che aveva un cratere laterale nella Valle di Rubiana. Questa tesi potrebbe essere confermata anche dai frequenti movimenti sismici che si verificano nella zona di Giaveno, del Monte Pirchiriano e della bassa Valle di Susa.
- Sempre per la forte presenza di magnetite, sulle pendici del monte si verifica un fenomeno strano. La bussola letteralmente impazzisce, indicando il nord ora da un lato, ora dal lato opposto!
- E infine, sempre per la grande presenza di ferro e di magnetite e per il calore sotterraneo, si verificano frequentemente fulmini globulari o "fuochi fatui", come accade nei cimiteri, dove il calore generato dalla decomposizione dei cadaveri genera questo curioso effetto.
Ma tutto questo non ha niente a che vedere con basi sotterranee o fesserie del genere.
Rientra semplicemente nel campo della geologia!
Ho visto che purtroppo qualcuno, non ancora soddisfatto, ha rimesso un'altra lapide sul monte. Spero che perlomeno ora, spenti i clamori di quell'ignobile libro, non ci siano più orde di vandali che distruggano i resti di una civiltà che meriterebbe di essere studiata seriamente, con metodi e rigore scientifico, per permetterci di conoscere pagine importanti del nostro passato.
Chiunque l'abbia messa comunque, può dormire sonni tranquilli, perché io adesso vivo dall'altra parte del mondo e quindi non potrò più salire sul Musinè, per toglierla nuovamente!

Ma dovevo questo alla memoria di un carissimo amico che mi ha insegnato molte cose e che ha reso ancora più forte la mia passione per l'archeologia e per lo studio della civiltà celta e che ha lasciato in me, così come in molti studiosi seri, un grande vuoto.
Grazie, Mario!

Pubblichiamo il testo, inviatoci dall'Autore, in riferimento all'articolo "Il guardiano silenzioso" pubblicato nelle nostre pagine (nota di Edicolaweb).

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