Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2006  
Nonsoloufo - Ufo and much moreClicca qui per prelevareARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide

Tutti gli articoli dei lettori GLI ARTICOLI DEI LETTORI...

L’ALTRA FACCIA DELLA STORIA ANTICA
di Matteo Fagone (Terza Parte)
per Edicolaweb


È stato ampiamente dimostrato che, se portassimo nel mondo moderno e "civilizzato" esseri umani non ancora capaci di intendere e padroneggiare la nostra tecnologia, è molto probabile che ne deriverebbe per essi un vero shock. Non solo: potrebbero persino tendere a divinizzare tutto quello che ai loro occhi appare sconosciuto e inconcepibile. A meno che... non vengano adeguatamente e preventivamente istruiti ai cambiamenti ed alle innovazioni.

INTRODUZIONE
Il problema è facilmente fruibile di una soluzione razionale allorché l'uomo di scienza riesce a seguire tutto il percorso, dal suo nascere fino al suo epilogo, in cui un povero "primitivo" viene a contatto con gli "dei" della Civiltà Evoluta. Quando, invece, abbiamo a disposizione il nostro stesso Mondo Moderno a fare le veci di Epilogo ma, non siamo in grado di seguire in modo lineare e coerente lo stesso percorso all'inverso, fino a giungere al punto d'origine, ecco che ci troviamo di fronte alla difficoltosa ricostruzione del processo storico con i suoi mutamenti.
Talvolta l'uomo di scienza moderno, razionale, pragmatico, scettico e miscredente si trova nel bel pasticcio di dover "arrampicarsi sugli specchi" per tentare di spiegare le origini della Civiltà Umana. Forse questo uomo lo incontrerete al cinema, seduto accanto a voi, mentre vi godete una meritata pausa, alla vista di un mega-film di fantascienza o di Eroi della Mitologia Greca... Mentre, però, voi dite in cuor vostro "Ma... chissà magari... forse nelle fantasie potrebbero celarsi verità inaspettate", l'uomo di scienza si scrolla le spalle, ritorna austero, chino nei suoi libri e nella sua cattedra, continuando a rotolarsi perennemente nelle stesse anguste domande: "Quando, dove, come e perché", evocando naturalmente i suoi dèi e miti... Non che questo debba necessariamente costituire una colpa da imputare agli Scienziati, ma riflette lo spirito contraddittorio dei nostri giorni. Lo scienziato, per rispetto della propria scelta etico-professionale, deve anteporre una certa dose di pragmatismo, ma questo non è di per sé sbagliato, purché non si esageri. Forse qualcuno rammenterà un classico esempio di "mitologia" evoluzionistica: Lucy, "quattro ossa messe in croce" scoperte in Africa, dalle quali è miracolosamente spuntata non solo la fantomatica antenata umana, ma tutta la presunta storia di "vita, morte e miracoli" della specie ominide ipoteticamente vissuta in quella zona africana e non solo.

Alla stesura di questo articolo, il terzo della serie, viene posto per l'ennesima volta l'invito a provare il "sapore" di un'altra minestra: quella delle menti elastiche, aperte alle teorie eretiche e, perché no, fantascientifiche, senza pretendere di vedere nuove verità (consideratele piuttosto come "suggestive ipotesi"). In questo articolo tenteremo di andare sempre al cuore della Civiltà Iniziale, illusa ed avvelenata dallo strapotere di esseri non-terrestri che, in cambio della devozione (nonché adorazione), promisero all'uomo l'immortalità e un nuovo Paradiso (un vero e proprio pianeta-clone della Terra). Ma da dove arrivavano questi esseri? Per quanto tempo vissero con gli uomini? Che tipo di tecnologia usavano e diffusero allora? Che condizioni esistevano in quel periodo? Dove andarono? Da dove arrivò la nostra attuale luna? Il Diluvio di Noè che relazione avrebbe avuto con tutto questo scenario?

Come molti lettori avranno appurato, in tutti e tre i soggetti sono stati considerati elementi tratti dalla Bibbia (il libro della Genesi) con avvincenti studi moderni portati alla ribalta da autori ben preparati, tra cui Immanuel Velikovsky, Zecharia Sitchin e altri. Dobbiamo però fare attenzione a questo: quando Velikovsky scrisse "Mondi in Collisione" era il 1950, mentre Sitchin scrisse il libro "Il pianeta degli Dei" grossomodo nel 1977. La conoscenza del sistema solare a quel tempo era decisamente limitata rispetto a oggi. Alla fine degli anni '70 del secolo scorso, senza andare troppo indietro, gli anelli di Urano erano sconosciuti, la Grande Macchia Scura di Nettuno non si sapeva che esistesse (e nemmeno i suoi anelli); non ci si poteva immaginare che Plutone avesse un satellite geosincrono e la fascia di Kuiper era un'ipotesi lontana. Tutto questo rende ad esempio l'interpretazione dell'Epica della Creazione sumerica obsoleta e forse leggermente da rivedere. Ciò nonostante la brillante capacità intuitiva di questi ricercatori e pensatori non è da scartare come antiquata...

Una consuetudine moderna è quella di attribuire alla Genesi un'origine pressoché mitologica. In sostanza furono i Sumeri, i Babilonesi, gli Accadici e altri popoli locali a influenzare la cosmogonia (e altre vicende) dei primi capitoli della Genesi. Probabilmente certi elementi saranno stati effettivamente comuni (magari a causa delle lingue - con le relative terminologie - che si svilupparono in quella area geografica).
Il ragionamento potrebbe essere posto all'inverso, ne avevamo fatto menzione nella Prima Parte di questa serie di articoli. Cerchiamo adesso di approfondirlo, perché è molto intrigante questo aspetto.
Se per esempio l'uomo Mosè (presunto scrittore della Genesi) attinse alle credenze sumeriche e babilonesi per descrivere la Creazione, a cosa (o a chi) credeva lui?
Basti pensare che egli visse per 40 anni in mezzo al popolo Egizio, che aveva religione e cosmogonia molto articolate, e fu educato in quelle credenze. Avrebbe potuto (a maggior ragione) attingere al suo bagaglio culturale per "inventare" un mito della Creazione. Non avrebbe avuto logica rischiare il collo dopo aver rinnegato la sua prestigiosa posizione da egiziano adottivo, seguendo il Dio Yahweh (adorato dagli Ebrei), e poi andare a scrivere un racconto della Creazione inzuppato di credenze provenienti da popoli come i Babilonesi o i Sumeri... Ecco perché potrebbe essere vero il contrario, cioè che furono le cosmogonie di quei popoli ad essere dei surrogati della Creazione scritta nella Genesi.
Ci sarebbe anche un'altra possibilità, senza dubbio la più affascinante: e se fossero vere tutte?
Qualcuno borbotterà sicuramente che un simile approccio non può assolutamente essere accettabile.
Dovremmo dunque cercare di scorporare l'idea che, "per forza", il racconto della Creazione di Genesi e, ad esempio, l'Epica della Creazione sumerica, debbano necessariamente riferirsi alla stessa serie di eventi. La medesima regola si potrebbe applicare ai vari miti di quelle epoche.
Possibilmente vennero mischiati indebitamente elementi della Creazione originale e di qualcos'altro che probabilmente era una pseudo Creazione, un tentativo di creazione, una mistificazione, una colossale operazione svoltasi nel nostro sistema solare che fu spacciata per Atto di Creazione. Ma cosa?
Esattamente ciò che genialmente Velikovsky intuì e descrisse nel suo libro capendo che un impattatore colpì Giove dando origine a Venere; la stessa cosa che fece Sitchin nel suo libro quando disse che Tiamat (pianeta d'acqua) fu devastato da un satellite di Marduk, che lo distrusse (spezzandolo in due) e che originò la Terra. La stessa cosa che gli scienziati intuiscono quando parlano di Theia, l'oggetto che si fuse con la Terra primordiale dando origine alla Luna. La stessa cosa che Ackerman intuì nel descrivere come Marte perse il suo nucleo dal quale nacque il pianeta Mercurio. La stessa cosa che Tom Van Flandern intuì sostenendo che Marte era luna di un pianeta esploso.

Una curiosità: Il Dr Sitchin ha interpretato una componente dell'Epica della Creazione sumerica asserendo di "vedere" in essa la nascita di Plutone, quale satellite originario di Saturno, allontanatosi poi a causa del "Pianeta dell'Attraversamento". Ma Plutone, abbiamo detto, possiede a sua volta un satellite geosincrono; inoltre la sua orbita è molto eccentrica, molto inclinata sul piano dell'eclittica, e per di più circoscritta entro lo spazio che interseca quella di Nettuno.
Ricordiamo inoltre che Nettuno possiede una Grande Macchia Scura (simile per certi versi alla Grande Macchia Rossa di Giove). Cosa vuol dire? Che l'origine di Plutone, molto più probabilmente, andrebbe cercata dalle ceneri di Nettuno (come il grande impatto di Giove intuito da Velikovsky).

Ad ogni modo, con notevole dose di pazienza tutti questi elementi sono stati recuperati e ricomposti, consci del fatto che ciascuno scienziato, ricercatore o pensatore forse ha individuato un tassello di storia, come in un immenso puzzle. Sostenere però che la "vera" storia sia stata qui ricomposta correttamente potrebbe suonare come una bella pretesa. Ma chi lo può stabilire? Forse è vero, forse non lo è... Per intanto il tentativo è stato fatto.

Questo ultimo articolo vuole regalare ai "non credenti" un piacevole attimo di rilassamento e di avvincente narrazione fantascientifica. A coloro che invece, durante la lettura, scorgeranno qualche elemento particolarmente interessante, ci auguriamo che approfondiranno quegli aspetti meritevoli di maggior attenzione; infine, per tutti, speriamo che questo articolo costituisca una seria riflessione, un monito alla nostra umana mancanza di saggezza nel non voler mai imparare dai nostri stessi errori. Senza offesa e sempre con estrema serenità...

LA VITA, GLI UNIVERSI IPERDIMENSIONALI E L'ALDILÀ
Cosa siamo noi? Null'altro che aggregazioni di atomi, proprio come un sasso! Ogni cosa nel nostro Universo è solamente ammassi di atomi. Esistiamo ed esiste tutto perché lo spazio nel quale ci muoviamo ha 3 dimensioni fisiche e quella temporale.
Se idealmente togliessimo una sola di queste dimensioni cesseremo istantaneamente di esistere. Infatti un universo a due dimensioni, a rigor di termini, non potrebbe avere forma. Vi siete mai chiesti cos'è che ci permettere di continuare ad esistere? È la dimensione temporale; essa scorre in modo unidirezionale secondo un verso (da non confondere con la Freccia del Tempo). Ma il tempo è relativo: alla velocità della luce esso arriva al valore = 0, mentre lo spazio si annulla e tutta la materia si trasforma in energia pura. Da tale assunto comprendiamo che le forme di vita a tre dimensioni sono vincolate dalla linearità del tempo e non possono esistere in condizioni di "infinito relativistico". La nostra vita è strettamente assoggettata alla causalità (causa ed effetto) e le leggi fisiche (si pensi ai principi della termodinamica) ne sono una prova: tutto è irreversibile non potendo essere riportato allo stato originale.

Ora provate ad aggiungere idealmente una dimensione in più: entriamo in uno spazio a 4 dimensioni fisiche ed una temporale.
Avete idea di come si comporterebbe la materia se avesse 4 dimensioni? Molto probabilmente si trasformerebbe istantaneamente in energia. La ragione? Perché una tale dimensione aggiunta potrebbe permettere ad un qualsiasi oggetto di muoversi da un punto A ad un punto B istantaneamente. Abbiamo appena visto però che la materia tridimensionale, se viaggiasse alla velocità della luce, si trasformerebbe in energia, lo spazio si annullerebbe ed il tempo arriverebbe a 0. Sicché una forma di vita appartenente a questo tipo di universo dovrebbe far parte della fisica quantistica, più che della biologia molecolare. La definiremmo "biologia quantistica". Un essere di tale spazio che cosa sarebbe in grado di fare? Beh, spostarsi istantaneamente in qualsiasi punto, adattare la propria struttura bioenergetica allo spazio tridimensionale (e viceversa), manipolare la materia trasformandola in altra materia (fusione nucleare controllata probabilmente a freddo?), convogliare energia iperdimensionale nel nostro spazio, senza però poterla trasformare in materia solida controllandone il processo. Ed i limiti? Proprio come noi, comuni mortali, anche una forma di vita di tale universo sarebbe assoggettata al tempo lineare e causale! Il motivo è semplicissimo: il tempo = 0 è la parte finale del tempo lineare che scorre nel verso pari al nostro. Così anche lì il tempo scorrerebbe unidirezionalmente, ma a differenza di noi esseri tridimensionali, è possibile vivere allo stato di energia. Un essere vivente di questo universo non è immortale! Forse potrà vivere in eterno, a patto che riceva sempre energia vitale ma, come noi, morirebbe di "vecchiaia" se non ricevesse più "nutrimento".

E se aggiungessimo un'altra dimensione? In questo caso avremmo una condizione tale da permettere lo spostamento dal punto A al punto B arrivando a destinazione (punto B) prima ancora d partire (dal punto A)! Il tempo non è più lineare, ma può essere invertito. In un simile universo assisteremmo al "feed back" di tutta l'energia che, non possedendo più uno specifico punto di origine o di fine, non farà altro che emergere dal suo stesso futuro o dal suo stesso passato. Un abitante di tale spazio potremmo definirlo "immortale" perché la sua energia diverrebbe eterna e reversibile. Sarebbe persino perfetto e infallibile, potendo prevedere scelte e azioni. Potrebbe altresì creare materia solida nel nostro universo e invertirne i processi fisici chimici, meccanici, termici ecc. In poche parole "potrebbe riportare in vita i morti".
Se aggiungiamo sempre altre dimensioni arriveremmo all'infinito di se stesso, dove tutto e niente si toccano, passato e futuro diventano omogenei e ogni cosa acquisisce valori infiniti e fuori di ogni schema e logica ipotizzabile.

È ovvio che tale serie di asserzioni potrebbero suonare come pazzia mistico-religiosa o idiozia metafisica e, naturalmente, ciascuno è libero di pensare quello che preferisce. Diciamo che la vita, come la concepiamo noi terrestri, è un insieme di reazioni molecolari aventi lo scopo basilare di assimilare e immagazzinare sostanze chimiche per trarne nutrimento ed energia, utilizzarle e infine trasformarla in altre sostanze, di cui parte come scarti. Gli esobiologi stanno iniziando a ipotizzare processi biologici analoghi, ma basati su catene chimiche anche solo un po' differenti da quelle terrestri (oppure molto diverse), nel tentativo di cercare la vita fuori dal pianeta Terra. Di conseguenza perché non potremmo dedurre la possibilità che la vita possa esistere anche a livelli spazio-temporali totalmente diversi dal nostro? Dov'è il problema: forse psicologico, o forse ideologico?
Non dimentichiamo quindi che è la stessa scienza ufficiale ad accettare la possibilità dell'esistenza di vita extraterrestre.
L'equazione di Drake è stata concepita per tentare di stimare il numero di possibili pianeti abitati nella nostra galassia; inoltre sono gli stessi scienziati che, affrontando la spinosa tematica delle specie "evolute", hanno posto il serio problema della "contemporaneità" di civiltà intelligenti.
In pratica ci si chiede se esistono almeno due civiltà parallele nel tempo in grado di tentare di stabilire un contatto. Se ciò non fosse possibile resta il problema dello "sfasamento temporale", ovvero, in altre parole, mentre la razza umana non esisteva ancora sulla Terra, una civiltà evoluta faceva la sua storia nel proprio pianeta... Ma, a questo punto, perché non fare un passo avanti?
"Mentre la razza umana era appena comparsa sulla Terra (o primitiva), una civiltà evoluta ci visitava". È forse uno scandalo questo pensiero? Per quale ragione non potrebbe/dovrebbe essere probabile/possibile? C'è una motivazione scientifica, religiosa, morale, politica che dovrebbe vietare di valutare una simile ipotesi al punto da renderla non scientifica? Vogliamo fare un'ulteriore passo avanti?
"Quando la specie umana non esisteva essa fu ad un certo punto del tempo creata. Mentre la razza umana era appena comparsa sulla Terra (o primitiva), forme di vita intelligenti provenienti da un universo diverso (superiore o iperdimensionale) ci visitavano e interagivano con i nostri antenati".
Dove sarebbe lo scandalo adesso?
È più folle la mente di chi ha scritto questa frase oppure di chi ritiene impossibile aprioristicamente una simile ipotesi? La vita è prerogativa del pianeta Terra? È prerogativa dell'Evoluzione avvenuta entro certi rigorosi parametri (peraltro pieni di gravissimi ostacoli)? È forse prerogativa del nostro sistema solare, della nostra galassia...?
Chi ha il diritto di dire come è comparsa la vita, dettandone i canoni tecnici e morali? Chi ha il diritto di dire se una teoria è giusta o sbagliata qualora non soddisfi una certa mentalità predominante? Infine, chi è stato capace di spiegare il perché la vita è comparsa? E quando la Causa Prima ha fondamenta traballanti, soprattutto trattandosi di un evento di natura puramente evolutiva, intesa come sequenze biochimiche gestite dal cieco caso, non restano molte chance...

Detto questo si potrebbe sostenere che la Civiltà Umana "evoluta" iniziale (ammesso che sia esistita...) fu avviata e dominata da forme di vita provenienti dallo spazio a 4+1 dimensioni. E non c'è da stupirsi se, d'altro canto, la mitologia e le antiche religioni pullulano di storie fantastiche dove esseri soprannaturali compivano portenti straordinari e apparentemente "magici". Chiamateli come preferite: angeli, spiriti, alieni.... non fa differenza. Ecco allora che qualcuno potrebbe concludere affrettatamente che esiste l'aldilà...
Per carità, non si vuole entrare in diatribe dottrinali, ferendo forse i sentimenti o le credenze di qualcuno; tuttavia quello che viene qui descritto non è propriamente compatibile con il concetto dell'immortalità dell'anima umana.
Le forme di vita menzionate venivano da spazi fisici e reali, non erano "aldilà", bensì universi contigui e superiori al nostro. Questi esseri, badate bene, non si incarnavano dentro esseri umani, ma si trasformavano essi stessi per adattarsi al nostro spazio tridimensionale. Non erano "corpi sottili", ma erano forme di energia tutt'altro che eteree e barbute, con le ali, i visi santocchi, i corpi imbiancati e tutti con la stessa faccia...
Cerchiamo di mettere da parte per un momento i bigottismi della religione e i "misteri della fede" che, il più delle volte, servono solo a fossilizzare il cervello... È inverosimile pensare che in spazi diversi dal nostro le forme di vita ivi residenti apparecchiano la tavola, mangiano la pastasciutta, si accoppiano per far figli, guardano la TV e si connettono a Internet... Non ne hanno bisogno dato che la loro esistenza è svincolata dallo "stato solido" del nostro Universo. Ma attenzione: non commettiamo il banale errore di definire "corpi sottili" simili forme di vita!
Se pochi grammi di uranio arricchito sono in grado di sviluppare esplosioni capaci di radere al suolo città intere, si fa presto a intuire quale potenza possono avere forme di vita intelligenti simili (se non sottoposte a restrizioni ovviamente...).
Il legame che molti pensano esista tra il corpo umano e la forma di vita energetica superiore nasce da un presupposto sviluppatosi nel lontano passato, allorché l'umanità perse la corretta percezione delle proprie origini, fraintendendo la provenienza dei loro stessi dominatori con un luogo accessibile alla morte stessa: in parole povere una colossale menzogna che si incorporò a tutte le religioni del mondo!

ANTICHE TECNOLOGIE
I sospetti che la razza umana abbia già posseduto in passato conoscenze scientifiche e tecnologiche elevate sono molti; altra cosa però è dimostrarlo con assoluta certezza: sembra quasi impossibile. Purtroppo mancano veri e propri reperti testimoniali di indubbio valore storico. Ma allora si tratta solo di chiacchiere da palcoscenico teatrale? Niente affatto. Avete mai sentito parlare di OOPARTS? Si tratta di "oggetti fuori dal tempo" che stonano rispetto al contesto storico al quale si supponga essi appartengano. Ve ne sono dalle forme piuttosto inquietanti come ad esempio la cosiddetta "pila di Bagdad" (pare sia stata trafugata), oppure oggetti dalle forme aerodinamiche: insomma simili in tutto e per tutto a modellini di aerei! Ma dove sono finite queste antiche tecnologie? Se consideriamo l'intensa attività svolta dagli archeologi negli ultimi 2-3 secoli, qualcosa di incontestabile avremmo dovuto recuperarlo. Invece pare che tutto sia incredibilmente sparito nel nulla, come se non ci fosse mai stato niente. Strano vero? Resterebbero da considerare due ipotesi:
  • Nel corso della Storia ci sarà stato più di un "Leonardo da Vinci" capace di idealizzare attrezzi impossibili per l'epoca, potrebbe essere.
  • L'epoca dove l'uomo visse usando moderne tecnologie fu completamente spazzata via da un evento globale. Scegliete voi quale: il Diluvio Universale, una catastrofe planetaria meteorica, un fenomeno solare... forse sono veri tutti!
Il quesito al quale vorremmo tentare di rispondere è il seguente: com'era la scienza e la tecnologia dell'uomo di allora? Uguale oppure diversa dalla nostra?
Insomma: computer, telefonini, fibre ottiche, automobili, televisori, aeroplani, sonde spaziali, navicelle orbitali ecc.?
Per tentare di scovare qualche indizio possiamo esaminare il libro di Zecharia Sitchin "Il Pianeta degli Dei". La civiltà dei Sumeri era in possesso di una ricca documentazione testimoniale riguardante i rapporti che gli "dèi" ebbero con gli esseri umani, delle loro battaglie, dei loro amori e vicende terrene. I Sumeri grazie a tali conoscenze furono capaci di ripristinare un surrogato di quella moderna civiltà tecnologica. Abbiamo detto surrogato a proposito: non furono in grado di costruire una moderna rotativa, ma pare che inventarono la stampa; non realizzarono autostrade, ma sapevano, pare, asfaltare le strade! Resta un mistero il come essi riuscirono a idealizzare statuine rappresentanti "divinità" che indossavano occhialoni, caschi, cinture di sicurezza, cuffie ecc. Abbiamo anche rappresentazioni, dipinte o scolpite, che mostrano gli stessi dèi in volo utilizzando, almeno in apparenza, macchine. Sembra che oggetti simili a missili, parcheggi per veicoli volanti e porti spaziali facessero parte della vita normale dell'uomo.
Mentre Sitchin ritiene che tra i Sumeri e gli "dei" ci furono rapporti diretti, si potrebbe avanzare una suggestiva ipotesi: invece di contatti diretti non è da escludere piuttosto che essi attinsero da racconti, disegni o altre fonti (tecnologiche?), e che poi imbastirono tutto il Pantheon del loro culto. Dobbiamo tuttavia ammettere che non è affatto semplice riassumere in poche parole concetti che richiedono la lettura di un intero libro. Ma andiamo per ordine.

L'anello di congiunzione, tra le generazioni umane posteriori alla grande catastrofe e quelle precedenti, deve essere individuato in un determinato punto nel tempo e in un determinato luogo. Vediamo di ripercorrere i tempi seguendo un'altra logica.
Nella Seconda Parte si era ipotizzato che l'inizio della Civiltà Umana fu contraddistinto da un inganno di base: eludere la morte e avere un nuovo mondo alternativo alla Terra, donato dagli "dèi", in cambio della devozione e dell'adorazione. Ma per ottenere la vita eterna occorreva sviscerare i segreti ed i meccanismi insiti nel DNA delle forme di vita terrestri. Come si poteva attuare tale progetto? Senza fare stretti paragoni con la nostra odierna tecnologia, in quel periodo erano gli stessi "dèi-alieni" a possedere la capacità di manipolare la materia fino alla sua struttura atomica; di conseguenza, forse, furono essi stessi a produrre attrezzi efficienti e all'avanguardia per sperimentare sul genoma animale e umano. Noi infatti immaginiamo che sarebbero occorsi potenti microscopi elettronici, super computer e strumenti da laboratorio... Probabilmente furono impiegate tali tecnologie, magari molto più progredite delle nostre odierne. Il problema è che di tali ipotetici strumenti non c'è traccia alcuna e quindi rimane un'argomentazione altamente speculativa, senza nessuna possibilità di essere provata. Ma ammettiamo che effettivamente sia vero: come vennero manipolati gli animali e gli esseri umani per tentare di raggiungere l'immortalità?
Proviamo a sbilanciarci in una intrigante idea estremamente suggestiva e, inevitabilmente, provocatoria (che a dire il vero non è affatto una novità): sapete cosa è un virus? In realtà non è ne una forma di vita e nemmeno una forma di non-vita. Cosa ne consegue? Semplicissimo: se esso non è una vera e propria forma di vita e neppure una mera forma di materia inanimata resta poco da scegliere. Che ne dite se fosse qualcosa di analogo ad una macchina? Autentica nanotecnologia?
I virus hanno una struttura studiata per iniettare nelle cellule un "software" biogenetico (DNA RNA) che si riprodurrà automaticamente nelle altre cellule. Che dire se i virus, anziché essere il parto dell'Evoluzione, fossero di origine non naturale? Dopotutto la Teoria della Panspermia, avanzata da scienziati tutt'altro che di "serie B", prevede la possibilità di "inseminazione planetaria" da parte di qualche civiltà evoluta che sparse la vita attraverso virus (e/o batteri), programmati per evolversi in forme sempre più complesse. Si potrebbe supporre che, forse, furono impiegate tali nanomacchine per creare le modificazioni volute, portando all'esistenza bestie giganti d'ogni genere e uomini anormali. Nel giro di alcuni secoli la Terra fu infettata da virus e animali innaturali, frutto del vano tentativo di scoprire come allungare la vita dell'uomo. Inoltre, gli esseri "divini" accoppiandosi con le donne umane generarono figli giganti e ibridi.

In ogni caso pare che i racconti dei Sumeri (come di altri popoli antichi) costituiscano un eco di memorie verso l'epoca in cui esistevano macchine volanti per spostarsi sulla Terra e nello spazio: aeromobili, veicoli spaziali di varia grandezza e potenza.
Mentre però gli "esseri divini" non avevano strettamente bisogno di tali mezzi (essendo iperdimensionali), furono soprattutto gli uomini a beneficiarne per spostarsi velocemente e portare avanti progetti di dominio senza limiti. Ma, analogamente ai nostri giorni, è possibile che non tutti gli uomini avevano accesso a tali tecnologie: probabilmente solo coloro che detenevano un certo potere e prestigio per dominare i loro stessi simili ne usufruivano. La Terra era forse divisa tra alcuni centri urbani progrediti ed il resto della popolazione che viveva in condizioni meno "civilizzate". Più o meno come oggi.

Così la razza umana dovette fare i conti con le proprie scelte meschine e folli per raggiungere l'immortalità, costruire un mondo-clone della Terra, dominare e combattere guerre senza scrupoli sulla Terra e nello spazio mediante armi capaci di distruggere pianeti interi e rischiare sin dall'inizio di annientarsi. Proviamo ad esaminare la storia di questi apporti tra uomo e "dèi": i capricci e le frivolezze costituiscono la maggior parte di tutti i racconti. Una velata e costante patina conflittuale tra "dèi" e uomini accompagna sempre tutti i miti.

PRIMA CHE FOSSE LA LUNA
Ricolleghiamoci al mito di Demetra. Quanto tempo trascorse da che Persefone fu inghiottita negli inferi da Ade, fino a che fu restituita alla madre Demetra (che andò essa stessa a cercarla)?
Difficile da stabilire con certezza. Tuttavia nel libro di Sitchin si può trovare qualcosa che ha del sorprendente: Utu/Shamash era il dio solare, brillante e luminoso mentre Inanna/Ishtar era la dea che fu identificata come Venere/Afrodite, una perenne viaggiatrice che veniva regolarmente sulla Terra. Inanna scelse come marito Dumuzi, figlio di Enki, ma la loro fu una storia d'amore e litigi frequenti. Mentre Inanna/Ishtar ritornava da uno dei suoi viaggi trovò Dumuzi a festeggiare la sua assenza. Ella lo fece catturare e portare negli inferi dove regnavano sua sorella Ereshkigal e il marito Nergal. In alcuni testi sumerici e accadci si narra del viaggio di Ishtar negli inferi per cercare il suo amore esiliato. Due storie apparentemente diverse, ma che racchiudono forse elementi comuni narrati sotto profili differenti. Ciò nonostante quello che colpisce è la stretta relazione esistente tra le divinità e i corpi celesti, davvero straordinaria; è come se fossero stati gli dèi stessi i fautori e artefici di fenomeni accaduti nel passato del sistema solare, poi trasformati in mito o culto religioso. Ed è anche curiosa "l'epica della Creazione" che i Sumeri scrissero, supponendo di aver ricevuto la Divina Rivelazione sulla nascita del Sistema Solare.
Non c'è dubbio che Sitchin è un grande studioso ed ha mostrato una splendida capacità di interpretare tale racconto. Ma perché non porre un piccolo dubbio stimolante: e se invece l'Epica della Creazione fosse una descrizione contraffatta (per di più in mala fede) di qualcosa accaduto proprio nel recente passato del sistema solare? Qualcosa di voluto, provocato e gestito dagli stessi "dèi"? Qualcosa che venne spacciato per Atto di Creazione divina?

Da qui arriviamo al noccioIo della questione: per un certo lasso di tempo, la Terra sembra che fu senza Luna (l'esilio negli inferi). Noi dobbiamo sempre metterci nei panni di un osservatore posto sulla superficie terrestre che vede un oggetto brillante e splendente come un sole, la sparizione della Luna, un periodo di assenza d'essa e il suo ritorno.
Occorre adesso trovare qualche indizio. Dove? Pare che negli scritti di Aristotele, Apollonio da Rodi, Plutarco, Ovidio, Ippolito e altri... vi siano tracce di qualche antica memoria del "tempo in cui non c'era la luna".
Nella Grecia primitiva giunse una popolazione aborigena che possedeva nozioni di un "periodo senza luna"; essi abitarono l'antica Arcadia ed erano definiti "preseleniti". In Colombia, presso una tribù di Chibcas, si narrano di antiche memorie risalenti all'inizio "in cui non splendeva la luna nel cielo". Dunque, abbiamo un quadro paradossale in cui spiccano elementi apparentemente inconcepibili: il libro di Genesi non da adito a dubbi nel sostenere che la Terra possedeva sin dall'inizio un luminare notturno (una luna). Per di più ci informa che essa, assieme al Sole e alle stelle, formava un calendario naturale grazie al quale si potevano misurare stagioni e anni. In aggiunta abbiamo gli elementi arcaici dove la luna viene associata a realtà marine e continentali terrestri, una seconda Terra (dai Greci), idealizzata come un luogo uguale alla Terra, specchio e riflesso della Terra (in Persia).
La spiegazione più semplice è la seguente: la luna originale era un pianeta simile alla Terra; essa fu sottoposta a qualche sorta di fenomeno violento, tale da farla allontanare dalla sua orbita naturale. Il fenomeno forse fu innescato da fattori gravitazionali che investirono anche il nostro pianeta, tanto da far tracollare l'asse di rotazione e dare l'impressione che la luna "cadesse giù" fino a sparire negli inferi. Essa nel frattempo si allontanava. Da dove arrivò la nostra attuale luna? Onestamente rispondere a tale domanda è una rogna terribile! Si potrebbe speculare all'infinito... Ma andando per deduzione, poiché la mitologia descrive complessivamente azioni volute dalle "divinità" nei confronti della Terra, degli astri e del genere umano, sarebbe plausibile supporre che essa non giunse per cause naturali, come verrebbe da pensare se volessimo restare nel pragmatismo scientifico, ma fu trascinata fino all'orbita terrestre dal suo luogo d'origine. Francamente non è affatto semplice dire quale fosse la sua posizione, magari era satellite di un altro pianeta. Accadde così per volere di queste forme di vita "divine" che dominavano la scena di quell'epoca. Possibile anche che fu trascinata dallo stesso corpo planetario responsabile dello scioglimento del sistema Terra-Marte; tuttavia se così fosse stato avremmo avuto un brevissimo periodo di assenza lunare (che però potrebbe anche andare bene). Come si può ben comprendere stiamo navigando sul filo del rasoio...

Si potrebbe tuttavia proporre un'altra interpretazione estremamente affascinante. Sappiamo che "in principio Dio creò i cieli e la Terra". Quindi l'universo e il pianeta Terra, in senso fisico, furono portati all'esistenza "per primi". Tutto quello che la Genesi descrive DOPO non riguarda corpi celesti od eventi extraplanetari, bensì l'evoluzione del pianeta Terra (già esistente) riassunta nelle "Ere Creative" (Prima Parte).
Se dunque nell'Epica della Creazione sumerica abbiamo probabili descrizioni di eventi celesti riguardanti i pianeti del sistema solare, a quali si riferivano? Cosa era il Pianeta dell'Attraversamento, definito Nibiru o Marduk? Curioso vero? Perché nel modello Velikovsky/Ackerman abbiamo egualmente un Pianeta dell'Attraversamento di recente formazione (circa 6000 anni fa). Che dire della sua orbita iniziale? Secondo Sitchin essa era di 3600 anni. Inoltre, come egli sostiene, i regni della Terra antidiluviana erano calcolati sulla base dei passaggi di questo pianeta.
Che dire se invece di anni adottassimo giorni? Così avremmo non 3600 anni, ma 3600 giorni. Perché questo?
Per un'altra ragione più che valida: se la Terra aveva a quel tempo un anno di 360 giorni otterremo che 360x10 = 3600 giorni = 10 anni. Il pianeta dell'Attraversamento poteva avere un'orbita di 10 anni terrestri e, probabilmente, ogni 5 anni si verificavano certi passaggi approssimativamente vicini alla Terra. Poiché l'orbita si restringeva, alla fine i passaggi divenivano sempre più critici fino all'ultimo che fu quello culminante, con gli eventi del mito di Demetra.

Così il Pianeta dell'Attraversamento doveva corrispondere non a qualche corpo situato chissà dove nel sistema solare, ma a proto-Venere, appena nato, brillante come un piccolo sole, caldissimo e dotato di più satelliti. Ora dovremmo capire chi potremmo identificare nella dea Tiamat. Alcuni studiosi (tra cui lo stesso Sitchin) pensano che Tiamat si trovava tra l'attuale orbita di Marte e Giove ed era un pianeta ricco d'acqua. Beh... ammesso che fosse così doveva essere completamente ghiacciato! C'è da dire che se Dio (o gli dei, che dir si voglia), per creare un pianeta d'acqua, distrusse un pianeta d'acqua, viene da domandarsi che Essere incapace doveva essere! Non c'è una logica degna di un vero Creatore in tale modo di agire...
Resta pertanto da supporre che Tiamat non sia stato un pianeta così lontano, ma molto vicino alla Terra e ricco d'acqua: la nostra probabile antica compagna binaria! Quando il Pianeta dell'Attraversamento si trovò a passare vicinissimo alla Terra ci fu il caos totale. Così la nostra antica compagna fu devastata da uno dei satelliti minori di Marduk (Venere). Essa si allontanava dalla Terra e rallentò leggermente la sua rotazione. Ma anche la Terra fu devastata da almeno un grande impatto meteorico che produsse una specie di mini-glaciazione preceduta da una terribile carestia (forse l'evento K/T?). In quel periodo la Terra deviò dalla sua orbita e cambiò l'asse di rotazione (come per Marte). La Luna forse era uno dei satelliti di Marduk (Venere) che venne così catturata dalla Terra divenendo il nostro satellite naturale fino ad oggi (cattura lenta). La traiettoria orbitale di Venere da allora iniziò a chiudersi fino a divenire perfettamente circolare alla distanza che oggi conosciamo per il pianeta Venere. L'urto con Tiamat (Marte?) produsse gli effetti che portarono alla separazione del suo nucleo interno che, una volta separato, si dilatò rapidamente divenendo il pianeta Mercurio. Marte subì invece una leggera implosione divenendo il pianeta che conosciamo oggi. Lo spazio circum-terrestre fu arricchito per un certo periodo da una nube di gas e detriti formati da idrogeno, ossigeno, azoto, altri composti ferrosi, meteoriti e piccoli asteroidi che caddero sulla Terra, sulla Luna e verso il Sole. Probabilmente la "cintura" o "anello" o "bracciale" descritti nell'Epica della Creazione si potevano riferire a qualcosa che venne espulso da Tiamat, ma non era la fascia degli asteroidi, bensì qualcosa di locale e vicinissimo a noi.

DALLA PERFEZIONE ALLE CONTESE UNIVERSALI
Ciò che i racconti sulla Creazione sovente lasciano intendere è che all'inizio vi erano condizioni di perfezione ed equilibrio, concetto molto ben espresso nella Genesi. In contrapposizione, la Teoria dell'Evoluzione stabilisce che tutto si è originato dal caos e da una incredibile serie di eventi puramente casuali, senza nessun controllo, senza nessuna intenzionalità, senza nessun perché... In considerazione di questi due opposti modi di vedere, non c'è dubbio che l'articolo qui esposto farà sorridere allegramente coloro che credono nella graduale ascesa dell'uomo dai Primati. E allora si ribadisce che non viene proposto il soggetto presente per divertire l'evoluzionista convinto, ne per rivelare nuove verità occultate meschinamente ai popoli.
Dopotutto, se volessimo, potremmo rifarci alle teorie basate sulla moderna fisica quantistica, le quali presuppongono che il nostro universo è solo uno di infiniti universi paralleli; pertanto noi siamo solo la combinazione giusta e la sequenza giusta di eventi non verificatisi nelle altre versioni dell'universo, ed il gioco è bello che chiuso...

È plausibile che la Terra, quando fu portato all'esistenza l'uomo (oppure raggiunse il giusto livello evolutivo... Decidete voi), era in un perfetto equilibrio: orbita solare circolare di 360 giorni, campo magnetico in perfetta isteresi con sua compagna, composizione atmosferica e pressione di 2000 HPa con uno strato di vapore acqueo in alta quota, rotazione e inclinazione dell'asse di 24 ore con asse equatoriale perfettamente allineato all'eclittica. Il caldo mantello terrestre era sovrastato da una crosta ricca di enormi depositi d'acqua sotterranea, che attutivano le scosse sismiche, ma era sempre sottoposto ad una costante torsione lunare in gradi di tenerlo sempre fluido ed elastico. Le stagioni erano uniformi, con un clima stabile e giornate della stessa lunghezza; la vita vegetale poteva prosperare ovunque e probabilmente c'era un unico supercontinente. La Luna costituiva una "corona di bellezza" per la Terra: essa splendeva e abbelliva le notti terrestri con i suoi candidi colori tra terre, mari e nubi. Orbitava in 30 giorni sul piano equatoriale e anch'essa, come la Terra, ruotava in 24 ore, con asse allineato all'eclittica. Essa poteva essere sempre visibile da tutte le latitudini terrestri e gli spettacoli delle eclissi non erano affatto rari come oggi. Lo scopo della sua esistenza tuttavia non era esattamente di essere abitata come la Terra, ma di fare da Luminare, dall'incredibile bellezza artistica, contribuendo a proteggere il nostro pianeta con il suo potente influsso.

Quando iniziò la Civiltà Umana sulla Terra gli "dèi" si presentarono con una vera e propria falsa organizzazione. Lo dimostra la costante ricorrenza del numero 12 che appare nelle strutture gerarchiche di tali "divinità". Anche nella Bibbia il 12 è associato alle cose complete e perfette in senso divino. Coincidenza casuale oppure abbiamo veramente un forte indizio inerente qualcuno che si spacciava per ciò che non era...? Comunque sia, sembra che alcuni di loro scesero sulla Terra in carne ed ossa, forse usando mezzi spaziali, presentandosi spudoratamente per "membri di un'organizzazione divina". Altri scesero direttamente mutando la loro struttura biologica iperdimensionale e adattandosi alla vita terrestre. Così la Terra subì un lungo dominio "alieno" in aggiunta ad un degrado senza precedenti.
In effetti qui potremmo aprire una piccola parentesi prospettiva: erano gli uomini ad essere dei poveri trogloditi che, dinanzi a così grandi "magie", pensarono erroneamente, e in preda ad un morboso e primitivo terrore dell'ignoto, di essere davanti a grandi e benigne divinità, oppure erano questi "messaggeri di se stessi" e delle loro brame egoistiche a fare il gioco del più furbo?
Mentre l'uomo e gli "dèi" sfruttavano le risorse per costruire alcuni siti e centri tecnologici, bestie anomale iniziarono a diffondersi sul pianeta, rendendo la vita difficile agli uomini e costringendoli a cercare rifugio in luoghi lontani da tali animali. La Terra fu contaminata da virus creati per ottenere modificazioni genetiche, volute per carpire i segreti del DNA e della vita eterna. Gli uomini, impadronitisi delle tecnologie aeronavali e spaziali, iniziarono a bramare il dominio e a far guerra contro se stessi e gli stessi "dèi", fino a produrre effetti dannosi persino oltre l'atmosfera terrestre.

Non furono risparmiati nemmeno i pianeti del sistema solare che divennero teatro di scontri con armi micidiali e potenti.
Paradossalmente venivano portati avanti progetti folli, onde portarne all'esistenza uno uguale alla Terra. Complessivamente le conseguenze furono spaventose: la perdita della Luna, un periodo senza di essa, la ricomparsa della Luna (quella attuale), la nascita di Venere che squilibrò le orbite di Terra e Luna (Marte). Fitte piogge di meteoriti bombardarono le superfici di pianeti e lune, Terra compresa.
Chissà se la stessa deriva dei continenti fu innescata da una deflagrazione il cui segno è tuttora visibile sia in Africa, nel cratere Richat e nella penisola dello Yucatan (evento K/T) in Messico. Potrebbe essere?
È possibile che la grande quantità di detriti spaziali (asteroidi e comete), la Grande Macchia Rossa di Giove e la Grande macchia Scura di Nettuno potrebbero essere i segni di tutto quel grande caos? Non è possibile purtroppo confermarlo ma nemmeno escluderlo.
Eppure, nonostante la disastrosa situazione e nonostante la flagrante violenza dell'umanità di allora (come attesta il libro della Genesi), la popolazione viveva la propria vita senza prestare il dovuto ascolto agli straordinari avvenimenti che accadevano sotto i loro occhi. Mangiavano e bevevano, si sposavano, producevano, esploravano, costruivano... Eppure sapevano benissimo chi li aveva creati e sapevano quale sarebbe stato il loro destino finale. Ma erano imbevuti da illusioni e ingannati dettati dai loro falsi "dèi", con la loro intelligenza superiore, perché credevano di poter raggiungere la vita eterna e ottenere un mondo fatto con le loro mani, tutto per loro!

Prima d chiudere questo capitolo sarebbe interessante fare una riflessione da non dare per scontata. Se davvero il nostro sistema solare rispecchiava una perfezione meritevole di un Grande Artefice, perché non sono state ripristinate quelle condizioni perfette, onde salvaguardare la stessa incolumità della Terra e della Vita presente in essa, umana compresa? In altre parole: "Perché Dio avrebbe permesso tutto ciò"? Questa domanda potrebbe mettere a dura prova sia la "fede" nella Teoria dell'Evoluzione che la "fede" in un Creatore.

Se tutto è opera del caso non c'è nulla di soprannaturale e di perfetto a cui fare riferimento perché la Terra è solo un pianeta fra tanti che, per una fortunata serie di interminabili eventi casuali, ha sviluppato la vita, evolutasi fino a raggiungere l'intelligenza.
Essa fa parte semplicemente di un Universo dove regna un tipo di caos deterministico, destinato a procedere verso l'entropia e "morire" di morte naturale, dove potenziali pericoli di varia natura possono concatenarsi e verificarsi in modo del tutto naturale.
Se non sarà il Sole a distruggere la Terra fra 4 miliardi di anni, allorché diverrà una gigante rossa, probabilmente ci penserà un asteroide che passerà così vicino da caderci addosso, provocando l'estinzione di tutto. Oppure saremo noi stessi ad autodistruggerci. Forse fra centinaia d'anni una colonia terrestre stabilitasi altrove si rivolterà contro la Terra e farà guerra fino all'ultimo respiro... Per usare un'espressione degli Epicurei: "mangiamo e beviamo perché domani moriremo".

Se invece siamo l'opera di un Creatore la faccenda diventa intrigante ed affascinante per le sue implicazioni morali, etiche, scientifiche ecc..
Prima di tutto dobbiamo fare i conti con la realtà che, volenti o nolenti, non siamo soli nell'universo (anzi, negli Universi). Poi dovremmo poter valutare una semplice altra ipotesi: qualcuno si presentò all'umanità appena nata sotto forma di pseudo-Organizzazione. Se c'era quella, formata da esseri assetati di potere e pieni di cattiveria e inganno, probabilmente ce ne doveva essere un'altra, forse migliore e formata da esseri intelligenti che non manifestavano di certo tali atteggiamenti meschini.
A questa serie di deduzioni ci si arriva di logica, analizzando gli indizi che la storia delle antiche religioni offrono, in aggiunta alle testimonianze archeologiche utilissime ad avere almeno qualche stralcio di prova, seppur indiretta.
Chi avrà ben letto il libro della Genesi conoscerà il fatto che Dio, dopo aver portato all'esistenza la razza umana, "si riposava" dalle sue opere creative. Poiché i cosiddetti "giorni creativi" non erano di 24 ore, sebbene molti credono a questo, verrebbe da immaginare che Dio avrebbe cessato di operare in modo diretto nei confronti del nostro Universo per un certo periodo di tempo. Nessuna nuova creazione o intervento diretto e flagrante. L'Universo era in grado di funzionare in modo autonomo; le leggi fisiche stabilite permettevano lo svolgimento di cicli nascita-vita-rinascita di stelle e galassie, mentre sulla Terra i vari cicli biologici e chimici permettevano al nostro pianeta di procedere autonomamente.
Il "riposo" di Dio era un principio, una Sua scelta che meritava il massimo rispetto.

Se davvero la nostra compagna binaria non era questa Luna, bensì Marte come pianeta gemello della Terra, se davvero Venere era un meschino tentativo di produrre un pianeta uguale alla Terra, se davvero furono tentati esperimenti volti a violare le leggi naturali sulla durata della vita umana (e la relativa condanna inflitta all'uomo), pare fin troppo chiaro che qualcuno aveva tutto l'interesse a spingere Dio a violare il principio che Egli stesso aveva stabilito: il "riposo"!
Per riportare il sistema solare nelle condizioni originali occorreva probabilmente compiere azioni dirette e in violazione al "giorno (periodo) di riposo". Insomma una vera sfida! Se invece avesse impedito tutto ciò (ammesso che sia vero naturalmente) le questioni sollevate avrebbero potuto seminare dubbi nelle menti delle altre forme di vita intelligenti che potevano porsi legittime domande se era giusto o meno lasciare che tentassero di fare certe cose...

La diatriba tra Evoluzione e Creazione, come si può ben notare, ha delle implicazioni colossali. Alcuni Ricercatori, che si sono effettivamente avvicinati alla mitologia e allo studio dei primordi dell'Umanità, hanno proposto suggestive ipotesi di "guerre tra dèi" o "grandi contese universali". D'altro canto la Teoria dell'Evoluzione offre una scappatoia incredibile ad ogni implicazione "divina", "aliena" (et simila) perché, lasciando tutto al caso, non ci sono bisogni morali da soddisfare nei meccanismi evolutivi: solo catene di eventi accidentali.

UN DILUVIO GLOBALE PER RIPULIRE TUTTO
Adesso proviamo ad immaginare di trovarci in quel periodo storico. Scopriremo moltissime similitudini con il nostro: forse vedremo aerei, razzi e veicoli spaziali, mezzi di trasporto terrestri, computer e strumenti elettronici. Paradossalmente vedremo anche tanta miseria e molta gente nell'indigenza, come oggi, ne più ne meno). E mentre osserveremo qualche bestiaccia volante e dinosauri che sradicano alberi e divorano piante e animali, ci imbatteremo in stupri, rapine, omicidi e atti perversi d'ogni genere... Esseri umani abnormi fanno parte dello scenario collettivo, giganti e mutanti genetici, uomini semi-alieni e molto altro.

Ad un certo punto l'uomo Noè riceve una direttiva: costruire una enorme arca di legno secondo un preciso schema, con precisi materiali e secondo una precisa logica. Perché? Perché tutto ciò che abitava la Terra sarebbe stato eliminato mediante un diluvio globale.
C'è chi crede, come Sitchin stesso, che l'Arca fu costruita in 7 giorni; ma è naturale che questa idea potrebbe, già di per sé, suscitare obiezioni e scetticismo aprioristico.
Domandiamoci ora: quanti abitanti poteva avere la Terra a quel tempo? Migliaia? Milioni? Decine o centinaia di milioni? Sinceramente è difficile stabilirlo; possiamo solo ipotizzare, ma non lo possiamo stabilire con certezza. Un dato è certo: non ce n'erano poi così tanti come qualcuno pensa. Vorremmo rammentare che, forse, molti esseri umani morirono durante le catastrofi planetarie, le guerre, la possibile deflagrazione che iniziò la deriva dei continenti, probabili malattie introdotte artificiosamente ecc.
Nella Genesi è chiaramente attestato che la durata della vita umana poteva arrivare persino a oltre 900 anni; diversi uomini furono indicati per nome, ma non si fa certo menzione di tutto il resto del genere umano. È plausibile, dopotutto, che ci furono molti altri esseri umani che vissero, loro malgrado, una vita relativamente breve (anche se molto più lunga della nostra). Quindi che logica avrebbe avuto, da parte del Dio descritto nella Genesi, di scatenare un diluvio planetario se, in definitiva, bastava solo porre termine, in infiniti altri modi meno traumatici, la vita di esseri umani perversi e malvagi che non erano poi così tanti?
C'è poi un'altra considerazione da fare: un diluvio di acque quale effetto poteva sortire su esseri alieni iperdimensionali?
Nessuno! Avrebbero lasciato la Terra e se la sarebbero scampata. Queste due semplici considerazioni sono forse tra le più gettonate opposizioni al racconto del Diluvio Universale. In effetti molti sostengono che non aveva nessun senso logico portare un tale disastro globale se poi dovevano morire solamente uomini cattivi. E che colpa ne avevano gli animali per essere condannati ad una fine ingiusta a motivo della cattiveria umana? Inoltre, rileggendo il racconto della Creazione, molti notano la dolcezza e tenerezza descritta nell'atto di portare la vita sulla Terra da parte di Dio. Lo stesso Dio ora uccide la sua Creazione animale per punire uomini cattivi? Dio si contraddice? Il "Dio" si arrabbia e si pente di aver creato la vita e l'uomo? E così nascono ulteriori opposizioni e scherni apparentemente giustificati. Apparentemente...

Supponiamo allora che il quadro storico fin qui descritto fosse plausibile: sarebbe stato giustificabile un diluvio globale sulla Terra da parte di Dio? La risposta arriva da sé: sì!
Poiché lo stesso Creatore non è mai stato un Essere ingiusto, avrebbe provveduto una soluzione al problema della vita sulla Terra. Così indicò all'uomo Noè i dettagli del progetto dell'Arca (di legno...). Mettetevi nei panni della popolazione che probabilmente vide iniziare tale opera e poi immaginate Noè mentre spiega i motivi di tale costruzione. Probabilmente non occorre uno sforzo eccessivo per "sentire" le spanciate risate, le prese in giro e le canzonature che gli dovevano arrivare a destra e a manca... "Un trabiccolo di legno ci salverà dalle acque del diluvio...?"
Forse alcuni non ci credevano affatto, ma è molto più probabile che la gente sapesse fin troppo bene quello che li aspettava.
A quel tempo non aveva senso essere "atei" perché gli uomini sapevano benissimo chi fosse il loro stesso Creatore; piuttosto preferirono farsi "solleticare gli orecchi" e credere alle illusioni di quelli che si spacciavano per divinità. Inoltre gli uomini probabilmente erano assoggettati, come noi oggi, alle prodezze tecnologiche, alle navi spaziali, agli aerei, alle costruzioni ultra moderne e supercorazzate e alla scienza genetica. Che forse dinanzi a tanta potenza e intelligenza una "barchetta" di legno poteva salvare qualcuno? Così, mostrando i denti fino all'ultimo, furono consigliati con abile inganno a salvarsi dal diluvio con altri mezzi "sicuri" (o peggio a ignorare tutto). Probabilmente alcuni costruirono edifici a tenuta stagna; altri se ne andarono in luoghi, secondo loro, protetti; altri non fecero proprio nulla perché non ci credevano. I più audaci (una piccolissima minoranza) iniziarono un progetto folle e sfacciato oltre ogni limite: trovare scampo fuori dalla Terra! Gli uomini erano abituati alle imprese spaziali, così cercarono luoghi nel sistema solare dove costruire habitat artificiali e darsela a gambe prima del diluvio.

Ma come fece Noè a portare gli animali sull'Arca? A piedi o a cavallo? Con un carretto? Con una carovana? Per miracolo?
Forse caricò due elefanti in un carro e li nutrì strada facendo? Come trasportò le anaconde? E quegli animali che forse si trovavano all'altro capo del mondo? Non è da escludere affatto che, munito di una buona dose di sano senso pratico, utilizzò mezzi decisamente moderni e adatti a svolgere il trasporto, rapido e senza troppi disagi, per quei poveri animali... Naturalmente gli animali creati da Dio non erano colpevoli di aver fatto del male, quindi meritavano di essere preservati dall'estinzione forzata.
Quelli frutto della manipolazione genetica invece non erano naturali: andavano eliminati assieme a tutti gli elementi virali artificiosi introdotti nell'ambiente terrestre. Andavano pure eliminati tutti gli esseri umani che non vollero fare la scelta giusta e, comunque, dotati di caratteristiche anormale rispetto all'uomo "naturale". Il diluvio Universale doveva servire per purificare il pianeta Terra da tutte le contaminazioni introdotte in modo forzato e senza nessun freno morale. Inevitabilmente morirono anche tutti gli altri animali normali che, per ovvie ragioni, non potevano essere sistemati dentro l'Arca. Poiché alcuni si limitano a vedere solo l'apparente squilibrio esistente tra un esagerato diluvio planetario contro una limitata popolazione malvagia da eliminare, cercano di trovare corrispondenze di tipo convenzionale, onde giustificare ed associare tale diluvio con fenomeni di impatto cometario, meteorico, eventi extraplanetari rari, alluvioni locali violente ecc. In questo modo non c'è bisogno di scomodare Dio, oppure si cerca di attribuirgli l'impiego di fenomeni naturali (che probabilmente sarebbero accaduti lo stesso) anche senza "romanzarci" sopra. Il risultato è che si rischia di distorcere il senso storico e le implicazioni morali di quell'evento unico ed eccezionale; senza contare poi che Dio passa ancora una volta per un povero incapace!
Il Diluvio Universale fu espressamente voluto, non scaturì da eventi naturali. Esso accadde esattamente nel momento giusto e pose fine alla civiltà allora esistente.

Che ne fu di coloro fuggiti prima del suo scatenarsi? Intanto questo è un elemento puramente speculativo, non ci sono prove dirette per confermare tale asserzione: ci si arriva per inferenza logica.
Le "divinità" naturalmente dotate di una biologia superiore e iperdimensionale furono le prime ad andarsene. Che ne furono dei figli semi-alieni nati dall'unione innaturale tra gli esseri "divini" e le donne umane? Molto probabilmente morirono quasi tutti sulla Terra, ma non è da escludere che alcuni la lasciarono già prima del diluvio assieme ad un piccolo numero di esseri umani, almeno in linea di principio, privilegiati nell'uso di tecnologie aerospaziali.
In definitiva il diluvio spazzò via tutta quella civiltà folle e violenta, eliminò tutte le forme di vita anomale e la maggior parte delle infestazioni virali introdotte nell'ambiente terrestre. L'enorme forza esercitata dalle acque permise alla Terra di venire così completamente purificata. Come conferma la Genesi solo 8 anime sopravvissero. Coloro che probabilmente lasciarono la Terra scelsero volontariamente di sottrarsi alla Storia ed alla responsabilità di prendere la decisione migliore, divenendo tali e quali a coloro che morirono sotto le acque. Difficile stabilire se sopravvissero e se, addirittura, abbiano avuto dei discendenti tuttora vivi. I figli "semidei" pare che fossero ibridi ed incapaci di procreare; nel caso abbiano trovato rifugio altrove nel sistema solare invecchiarono e infine morirono. Anche se oggi esistesse una comunità umana fuori dalla Terra, il loro destino è vagabondare nel sistema solare senza più una casa. Ovviamente qualcuno dirà: "Perché non tornano sulla Terra?" La risposta forse è semplicissima: morirebbero! La Terra di oggi è molto diversa da quella di allora e non vivrebbero abbastanza a lungo come a quel tempo. Le malattie di oggi sono molte e terribili, il clima è tracollante e l'inquinamento è elevatissimo...
Chiariamo che questo non si riallaccia automaticamente ai cosiddetti "ufo". Alcuni credono che, addirittura, esistano oggi i discendenti di Atlantide! Stiamo attenti a non andare agli estremi di tutto. È ovvio che non si può categoricamente escludere che qualcuno scorrazzi nel sistema solare, ma non fomentiamo allarmismi inutili. Se consideriamo i periodi critici che, senza andare troppo lontano, caratterizzarono il XX secolo (come le due Guerre Mondiali) appare fin troppo evidente che avremmo potuto facilmente subire invasioni aliene varie... Invece nulla di tutto ciò, o perlomeno non in modo appariscente... Quindi niente storie nello stile di "Indipendence Day" o "La Guerra dei Mondi"!

Tornando al passato alcuni si sono attaccati ad obiezioni legate al fatto che non si trovano praticamente resti di quelle loro città, dei loro manufatti e altro. Peggio ancora costoro domandano come mai non si trovano convincenti ossari umani, mentre invece sono stati rinvenuti interi ossari di animali, sia normali che giganti. Questo dovrebbe aiutarci a ragionare e farci capire un aspetto interessante: gli uomini erano probabilmente concentrati in luoghi che noi forse crediamo inabitabili o mai popolati. Per esempio cosa si potrebbe nascondere sotto i profondi ghiacci e il suolo dell'Antartide? Inoltre potrebbe effettivamente indicare che erano davvero pochi (milioni?).

...E COSÌ IL CERCHIO SI CHIUDE
Per iniziare quest'ultimo capitolo vorremmo porre un'altra domanda strana: se ci fossimo trovati voi nell'Arca cosa avremmo fatto per scaldarci, farci luce (specie di notte) o per cuocere degli alimenti? Avremmo acceso un bel fuoco dentro un'imbarcazione fatta di legno, per giunta ricoperto di catrame (materiale infiammabile) e dove c'era senza dubbio molto foraggio, paglia per gli animali e altre cose infiammabili? Anche questo è un ragionamento logico (molto speculativo naturalmente) che ci potrebbe far supporre della presenza di lampade elettriche (ricordate la Pila di Bagdad?) e vari altri dispositivi, non necessariamente "primitivi", per scaldare e cuocere gli alimenti. Consideriamo che, in definitiva, gli occupanti vissero per circa un anno dentro quella grande imbarcazione assieme agli animali. Cosa trovarono i superstiti dopo il diluvio? La Terra aveva perso la sua coltre di vapore protettivo che rendeva uniforme il clima (sottoposto ora agli sbalzi stagionali) e la pressione atmosferica era scesa moltissimo.
Al termine di questa straordinaria vicenda la razza umana dovette praticamente ripartire da zero, con un pianeta appena dilavato da 40 giorni di pioggia devastante, da esplorare di nuovo e ripopolare. Questa volta però erano 8 persone. Non è da escludere il fatto di aver trasportato qualche congegno tecnologico (persino qualche supporto di registrazione contenente immagini e altre informazioni), ma che, col trascorrere del tempo, si deteriorarono e smisero di funzionare. Inoltre, qualsiasi oggetto utile presente nell'Arca fu successivamente, e certamente, depredato. Consideriamo questi aspetti:
  • la ricchezza delle informazioni possedute dal popolo di Sumer nella costituzione del Pantheon mitologico e religioso;
  • la civiltà progredita (seppur non proprio tecnologica in senso moderno) che riuscirono in poco tempo a far rifiorire;
  • le conoscenze astronomiche da essi possedute;
  • la loro dedizione nella fabbricazione di statuine raffiguranti i loro dèi "spaziali";
  • i dipinti che riproducevano i rapporti tra uomini e divinità, gli oggetti dalle forme aerodinamiche;
  • il significato di certe specifiche parole e il senso che offrono molti loro racconti (se vogliamo "leggere tra le righe")
Restano ben poche alternative:
  • Possiamo pensare che i Sumeri attinsero tutta la loro conoscenza da qualche fonte molto ben documentata, non solo scritta, ma anche fatta di immagini (come se fossero state reperite da un computer o un lettore DVD, detto per rendere l'idea). Essi compresero che tale fonte si sarebbe alla fine deteriorata; così usarono le risorse più resistenti possibili per preservare quelle memorie di vita vissuta: le tavolette di argilla e altri mezzi di scrittura e scultura solida.
  • Possiamo pensare, come sostiene Sitchin, che i Sumeri ebbero contatti diretti con le divinità (i Nefilim); questa è una sua interpretazione, molto affascinante, ma non meno interessante di una loro acquisizione indiretta.
  • Possiamo infine ritenere che tutto quello che partorirono i Sumeri, e a questo punto anche gli altri popoli dopo di loro, era solo frutto delle loro menti dotate di una sfrenata fantasia, di paure senza senso e ignoranza mista a superstizione.
Al lettore la scelta...
Ma, attenzione: la terza opzione non è propriamente compatibile con l'idea che l'uomo fosse un povero troglodita primitivo; magari era ignorante in certe cose, va bene..., magari era nuovamente ridotto all'osso, va bene pure questo...

Purtroppo il destino della specie umana fu quello di seguire una triste e penosa involuzione post-diluviana: tutte le informazioni del Prima furono col tempo trasformate e fraintese dalle generazioni seguenti, originando nuovi dei, santi, inferni, purgatori e paradisi celesti; anime immortali e beatitudini, prostituzioni sacre e immoralità sessuali liturgiche.
I falsi dèi acquisirono nuova vita e incutevano paure morbose, cariche di terrore e superstizione. I pianeti divennero dèi e gli dèi divennero pianeti (diciamo che non capirono più cosa implicavano realmente quelle nozioni). Mentre osservavano le stelle iniziarono ad attribuire loro un valore fatalistico, tanto da cercarvi presagi e segni; il Sole, la Luna e i pianeti acquisirono significati divinatori e in essi si reggevano le sorti di uomini comuni e importanti (re, principi ecc.). Le stelle divennero segni zodiacali aventi precisi significati e implicazioni per l'uomo. Gli uomini trasformarono la storia vera in mitologia e in religione politeistica.

Quegli stessi "dèi" che si presentarono agli uomini, ingannandoli con false promesse di vita eterna e di un mondo tutto per loro, fatto da loro, ora si divertivano sulle spalle di una nuova umanità ignorante e superstiziosa, priva di quelle conoscenze che ormai erano morte e sepolte. Quegli dèi ora trovarono un nuovo divertimento: giocare con le menti umane deboli inventando nuove false credenze di vita in paradisi celesti e aldilà, punizioni infernali e sesso sfrenato...

Ma dopo migliaia di anni di storia, piena di odio, guerre e lotte fra domini politici e religioni, uomini contro uomini, uomini contro donne, rivalità e conquiste, parole, scoperte, filosofie, scienza e conoscenza... gonfi del nostro insano orgoglio (misto di sete di potere senza limiti e antropocentrismo), credendo di sapere tutto e di poter fare tutto quello che ci pare, non abbiamo capito ancora un bel niente!

fine Terza Parte
vedi: Prima Parte, Seconda Parte


Siti da visitare:
- pianetamarte.net - di Matteo Fagone
- metaresearch.org - di Tom Van Flandern

Articoli da consultare:
- "Sulle orme degli avi" - di Mauro Paoletti
- "Il cataclisma pleistocenico" - di Pier Giorgio Lepori

Tutti gli articoli dei lettori

vai alla visualizzazione normale     invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home     aggiungi Edicolaweb a Preferiti  

 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

La civiltà di Marte - Gianni Viola
Il plico misterioso - Un caso di abduction - Maja Ricci Andreini
www.majaricciandreini.com

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni