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L’ALTRA FACCIA DELLA STORIA ANTICA
di Matteo Fagone (Seconda Parte)
per Edicolaweb


Una domanda affascinante: partendo dall’inizio della Storia umana, quale potrebbe essere il fulcro, il perno di tutto, la chiave di volta della Civiltà Iniziale?

 
 
INTRODUZIONE
Nella prima parte di questo articolo, avevamo potuto constatare come appare davvero strana e straordinaria la grande mole di miti associati alle antiche religioni, ma e altrettanto affascinante la narrazione della Creazione scritta nella Genesi, primo libro della Bibbia.
Così abbiamo potuto ipotizzare che, probabilmente, la Terra, la vita e la razza umana, lungi dall’essere il prodotto di una cieca evoluzione, furono davvero portate all’esistenza grazie alla volontà di Qualcuno in grado di produrre, creare tutto ciò.
Forse il calendario naturale astronomico era davvero un sistema perfetto dato da 30 orbite lunari attorno alla Terra, nonché 360 giorni terrestri, il tempo necessario per il compiersi dell’orbita del nostro pianeta attorno al Sole. Probabilmente la stessa nostra Luna era un satellite differente dall’attuale e appariva molto simile alla Terra.

Avevamo brevemente elencato altri indizi, quali probabili eventi di natura violenta che colpirono la Terra, presumibili contatti o dominio da parte di esseri non-terrestri, possibile civiltà avanzata e non primitiva che precedette la nostra, la vaga possibilità che certe specie animali potessero essere anomale rispetto alle altre. Insomma, un quadro dal sapore fantascientifico. Un conto è però la fiction, mentre invece un altro tono lo assumerebbe la Storia se, veramente, fosse iniziata in modo diverso da come ci è stato finora insegnato.
Non solo, abbiamo gettato le basi per ritenere plausibile che la Storia abbia subito delle "contaminazioni" esterne, delle alterazioni di varia natura e dei salti.

LA STORIA INSEGNATA E QUELLA NON INSEGNATA
Dal momento che la Storia, quella insegnata a scuola, e quella presentata nei programmi televisivi, sostanzialmente riflette una linearità tipicamente gradualistica, partendo in pratica da esseri primitivi che man mano acquisivano capacità, conoscenza eccetera, è ovvio che va in totale contro tendenza rispetto ad una visione alternativa della stessa, non più antropocentristica e, oltretutto, facilmente controllabile dai regimi temporaneamente al potere, in grado di offrire un’interpretazione "ad hoc" dei fatti anteriori al presente.
Facciamo un paio di esempi. Se pensiamo al Risorgimento certamente oggi appare come un movimento eroico, grazie al quale abbiamo ottenuto l’unità del territorio italiano. Ma se fossimo vissuti in quel periodo? Probabilmente i militanti di quel Movimento li avremmo considerati dei terroristi, dei delinquenti, nemici dell’ordine pubblico e sovversivi pericolosi. Non vi pare? Chiaro il concetto?

Così, una visione della Storia non-lineare e pragmatica, iniziata grazie ad un Essere Superiore che produsse la Vita (umana inclusa), rischierebbe di spodestare le motivazioni profonde dalle quali è sorta la civiltà moderna, soprattutto quella del XX secolo. La concezione darwinistica ha offerto all’uomo il giusto motivo per agire come gli pare. Noi saremmo solo poco più che bestie intelligenti che agiscono in funzione della necessità di sopravvivere, dimostrare chi è il più forte, dominare e competere con gli altri, senza limiti etici e morali, a parte qualche eccezione... Un quadro al quanto pittoresco, purtroppo tristemente reale!

Ancora una volta un prologo apparentemente irriverente? Spero di no, soprattutto mi auguro che il Lettore colga l’invito a guardare "oltre la cortina".

STORIE DI FANTASCIENZA?
Torniamo al passato e continuiamo la nostra estrapolazione storica della mitologia. Chi ha mai visionato libri quali "Mondi in collisione" di Immanuel Velikovsky oppure "Il pianeta degli Dei" di Zecharia Sitchin?
Avete mai visionato il sito del Dr. John Ackerman (credo definibile l’erede di Velikovsky) "Firmament and Chaos"? Tra l’altro sto, un poco alla volta, traducendo in italiano i contenuti di questo sito all’interno di www.pianetamarte.net. In effetti questo articolo, come il precedente, corrispondono in un certo senso alla "scoperta dell’acqua calda"! Non sono certo il primo che si cimenta in una interpretazione della mitologia alla ricerca di autentici fatti storici.

La domanda affascinante che vorrei proporre è: partendo dall’inizio della Storia umana, quale potrebbe essere il fulcro, il perno di tutto, la chiave di volta della Civiltà Iniziale?
Il Dr. Sitchin, sebbene di estrazione evoluzionistica, si rese conto che qualcosa di anomalo era subentrato nello sviluppo della civiltà umana. Egli domanda infatti chi fosse ad aver introdotto certi elementi estranei prima ancora degli Egizi e dei Sumeri. Propose la tesi degli Annunaki, esseri extraterrestri provenienti da un pianeta che farebbe parte del nostro Sistema Solare, ma che orbita in modo diverso dagli altri. E presenta, nel libro, una serie di indizi interessanti che mostrano come forse qualche traccia effettivamente sia stata lasciata in culture primitive terrestri.
Immanuel Velikovsky e John Ackerman hanno di interessante al loro attivo una corposa analisi "comparata" delle varie religioni e miti primitivi, dalla quale emergerebbe ciò che potremmo definire una serie di fenomeni astronomici di natura violenta svoltesi nel sistema solare, Terra inclusa. Ma il numero di ricercatori convinti che dietro le quinte della mitologia ci potrebbe davvero essere qualcosa di esterno, anomalo, diciamo pure alieno, non è affatto così esiguo come sembra.
Provate ad esplorare il Web e lo scoprirete con mano. Anzi, cominciate proprio da Edicolaweb: la mole di articoli è impressionante.
In realtà credo che questi ricercatori abbiano sostanzialmente fatto centro individuando gli elementi di base della Storia iniziale.
Mi chiedevo però se fosse stato possibile inquadrare in modo ancora più capillare il tutto e arrivare al cuore del problema. Così, ho ipotizzato che occorreva andare ancora alla Genesi.

Secondo il racconto della Genesi, la prima coppia umana fu condannata con la sentenza di morte "entro il medesimo giorno" (in realtà un periodo di 1000 anni). Nel frattempo generarono una progenie che, loro malgrado, avrebbe seguito lo stesso triste destino dei genitori: morte anche per questi e via via...
Gli uomini di allora sapevano benissimo cosa era la vita e cosa era la morte (sapevano benissimo che morendo tornavano nel nulla dell'inesistenza). Non potevano divenire "atei" perché sapevano benissimo chi li aveva portati all’esistenza. Ma erano lì, in un pianeta ancora tutto da conoscere ed esplorare, con l'incertezza del futuro e la morte come traguardo finale. Siccome qualcuno aveva già proposto l’inganno (chiamatelo come preferite: serpente, diavolo, alieno... la solfa non cambia) garantendo che essi non sarebbero morti, ma piuttosto, avrebbero acquisito una similitudine a Dio, conoscendo il bene e il male, ecco che arriva la falsa soluzione alla condanna!
A patto che l’uomo si prostrasse ai nuovi "Dei" portatori di luce e civiltà superiore, essi avrebbero insegnato agli uomini come eludere la morte e vivere a tempo indefinito. Non solo: avrebbero offerto agli uomini un nuovo mondo, realizzato con il loro superiore insegnamento.
E fu così che ebbe inizio la Prima Civiltà umana, tecnologicamente superiore persino alla nostra, dalla quale scaturirono tutti i guai e i disastri, i fiaschi e i presunti successi. Altro che periodo Aureo!
Quello fu un vero inferno sulla Terra. Stranamente, la mitologia greca sostiene che "gli uomini creavano esseri immortali ed un luogo a parte per essi: l'Olimpo". Sottile e casuale coincidenza?

Per lungo tempo ho considerato favolette idiote le storie mitiche di draghi, animali enormi mitici, centauri, minotauri, ciclopi, uomini che venivano trasformati in bestie e viceversa, imprese epiche di dei e uomini eccetera. Eppure doveva esserci un sottile filo conduttore in tutto ciò. Un qualcosa che poteva trarre origine da fatti autentici. Come poterono gli uomini di allora, - attenzione - più ignoranti e meno evoluti di noi, essere stati capaci di tirare fuori assurdità e fantasie che non potevano certamente concepire senza una base?
Solo oggi noi siamo in grado di immaginare certe cose, questo perché abbiamo le cognizioni adatte. Ad esempio per noi l’idea di trasformare un materiale in un altro non è assurda: sappiamo che accade davvero nelle stelle e che teoricamente è fattibile. Ma da dove arriva la nozione della "Pietra Filosofale" e di trasformare il piombo in oro? Ignoranza o reminescenze di un passato tutt’altro che incolto e primitivo?
Allora, la domanda successiva è questa: Ma l’ingegneria genetica è davvero una novità? Oppure gli uomini, per cercare il modo di eludere la morte, iniziarono, previo "superiori insegnamenti", a sviscerare il DNA degli animali e dei loro stessi simili facendo esperimenti e portando all’esistenza esseri abominevoli e anormali, bestie giganti d’ogni tipo e incroci anormali vari? E se i dinosauri, gli elefanti giganti e altre specie di bestie anomale, delle quali oggi sono state rinvenute le ossa, fossero stati poveri animali sottoposti a mutazioni forzate per carpire i loro meccanismi biogenetici, divenuti giganti che si riprodussero a dismisura sulla Terra, tanto da divenire incompatibili col genere umano?
I Centauri, i minotauri, le trasformazioni di uomini in bestie non potrebbero essere reminiscenze di quei meschini tentativi di allungare la vita a scapito di orrendi risultati? Scioccante vero?

ALTRO CHE STAR TREK!
Adesso passiamo al sistema solare: come potevano degli esseri che si spacciavano per "dei", seppur super-intelligenti, creare un pianeta uguale alla Terra, dato che non erano in grado di produrre la materia, ma solo di manipolarla a dismisura?
C’è differenza tra convogliare energia iperdimensionale, non potendola tuttavia materializzare in elementi conosciuti del nostro universo, e trasformare la materia "già esistente" in altra materia, seppur diversa. Ho reso l’idea?
Quando Immanuel Velikovsky ipotizzò che un impattatore galattico si sia schiantato violentemente sulla superficie di Giove significa che egli, con geniale intuito, comprese l’evento, ma non forse la vera causa. Non credo che quello fu un caso accidentale. Al contrario, ho il sospetto che fu un evento provocato e calcolato nei minimi particolari.
L’urto doveva produrre una esplosione capace di proiettare nello spazio materia sufficiente da ricondensarsi per collasso gravitazionale in una proto-massa avente poi dimensioni, densità e massa praticamente identiche alla Terra. E così fu. L’orbita del proto-pianeta avrebbe dovuto seguire un preciso percorso, che si sarebbe dovuto ridurre nel mentre si consolidava, perdendo energia inerziale quando si avvicinava al Sole. Man mano la sua orbita si restringeva sempre più... Così il sistema solare, per diversi secoli, aveva un oggetto brillante che sfolgorava e dalla Terra era ben visibile, tant’è vero che periodicamente ci passava vicino. Era la nascita del pianeta Venere...

Probabilmente alcune delle varie divinità solari sviluppatesi dopo il Diluvio erano reminescenze di questo luccicante pianeta che stava nascendo. Sfortunatamente la sua massa aveva dei difetti: non possedeva ancora il nucleo magnetico, non ruotava su se stesso come la Terra ed era ancora sostanzialmente fusa e caldissima. Da dove si poteva strappare un nucleo magnetico?
C’era solo un pianeta che in quel tempo lo possedeva: ciò che noi chiamiamo Marte.
Secondo l’ipotesi che sto sviluppando su pianetamarte.net, esso formava un perfetto sistema binario con la Terra ed era un pianeta dotato di condizioni quasi identiche al nostro.
Il Dr. John Ackerman sostiene che Venere passava regolarmente nei pressi della Terra e faceva il taxi planetario, strappando e riconsegnandoci Marte in modo periodico e quasi regolare. Personalmente credo invece che ci fu un solo passaggio davvero critico e speciale di Venere. Fu il momento in cui venne operato un altro disastro planetario calcolato: occorreva strappare il nucleo a Marte e farlo cadere nella forma ancora fusa di Venere, onde accelerare la formazione del nuovo pianeta. Così, con una precisione quasi chirurgica, Marte fu massacrato e rischiò di andare distrutto. I suoi oceani vennero spazzati e caddero nel mantello che, a sua volta, sputò fuori ingenti quantità di polvere ferrosa (la quale consumò l’atmosfera) ed altri elementi basaltici, tra cui l’olivina. Uno squarcio enorme della crosta fu il punto dal quale il nucleo venne fatto uscire (noi lo possiamo vedere nella Valle Marineris), tale che il pianeta alla fine subì una leggera implosione (infatti c’è una differenza di 3 km tra l’emisfero nord e quello sud).
Oltretutto se osservate la craterizzazione di Marte, noterete che è soprattutto l’emisfero meridionale ad essere "butterato" da crateri; questo difficilmente potrebbe essere spiegabile coerentemente come normale residuo degli ipotizzati impatti accaduti all’inizio del sistema solare.
Va tenuto conto, inoltre, che gli impatti di meteoriti, quando essi superano dimensioni di km, dovrebbero produrre crateri molto profondi. Se, ad esempio la conca di Hellas (enorme!) fosse di origine meteorica... come minimo Marte poteva rischiare di andare in pezzi! Andate su www.lunexit.it, date un'occhiata alle immagini di Marte e dei relativi crateri e noterete che, grandi o piccoli che siano, non raggiungono mai profondità paragonabili all'ipotetico impatto.
Naturalmente il tentativo fallì e il nucleo di Marte si allontanò senza cadere dentro Venere, ma lo seguì per un certo percorso, fino a parcheggiarsi nell’orbita che oggi conosciamo appartenere al pianeta Mercurio (questo spiegherebbe la risonanza tra le orbite di Mercurio e Venere).
Che dire di Mercurio? Questo corpo planetario, lungi dall’essere stato compreso, è in effetti un oggetto che ricorda i nuclei planetari, oltretutto credo che sia un nucleo dilatato per cessione termica allo spazio esterno. Possiede ancora un residuo di campo magnetico bipolare.
Quindi la tutta la dinamica degli eventi e le nuove orbite di questi pianeti furono non opera del caso o di catastrofi naturali, bensì frutto di calcoli, mezzi successi e grossi fiaschi!
Qualcuno dirà: bella storia, ma perché non fargli cadere tutto Marte, non era più rapido? No! la massa risultante sarebbe stata elevata, maggiore della Terra.

A CACCIA DI INDIZI
La mitologia supporta questa mia folle interpretazione? Bene, conoscete il mito di Demetra e Persefone? E quello di Fetonte figlio di Apollo e Climena? E l’incontro di Ares e Afrodite? Non dimentichiamo che Terra e Marte subirono la medesima inclinazione dell’asse di rotazione, uno sfasamento della durata della rotazione, che per Marte significò un rallentamento di circa 40 minuti (se presupponiamo che entrambi ruotavano in 24 ore esatte), mentre la Terra forse addirittura subì una minima accelerazione. La Terra cambiò leggermente la sua posizione orbitale e l’anno cambiò da 360 a 365 giorni. Marte si allontanò per eccesso di moto inerziale, avendo perduto una enorme quantità della propria massa originale, e si parcheggiò nella attuale orbita, congelando e divenendo sterile e praticamente senza vita.

Nel mito di Demetra, la Terra fu colpita da una carestia lunga e pesante che sembra aver decimato la popolazione umana.
Persefone, figlia di Demetra, fu rapita da Ade e portata nel regno oscuro di sotto. L’evento fu scatenato da uno squarcio della Terra dal quale Persefone fu presa. Demetra iniziò a girare il mondo alla ricerca della figlia e interrogò Elios per sapere se lui fosse stato responsabile dell’accaduto. Dopo numerose vicende che non sto a elencare, Zeus convinse Ade a restituire Persefone alla madre, tra l'altro intervenne Hermes (Mercurio) per aiutare Demetra. Ade escogitò un inganno, avendo fatto mangiare semi di melograno magici a Persefone, cosicché doveva, per 6 mesi all’anno, tornare nel regno di sotto, lasciando la Terra al freddo e alle tenebre. Da qui ebbero origine le stagioni.
Un mito scemo? No! Mettetevi nei panni di un osservatore a terra e poi rammentate che, dopo secoli il racconto subì alterazioni e trasformazioni notevoli.
Or dunque Demetra forse rappresentava la Terra stessa, intesa come pianeta, dal prospetto della vegetazione e delle raccolte di grano e altri prodotti. Quindi Persefone poteva essere il relativo simbolo lunare. Immaginiamo ora di assistere ad un fortissimo terremoto tale da aprire la crosta terrestre e poi vediamo la Luna che "cade" giù e sparisce sotto l’orizzonte. In realtà era un movimento anomalo della Terra, in quanto l’asse terrestre forse stava iniziando a dondolare. Demetra "gira il mondo in cerca della figlia", ovvero la Terra inizia a girare sul suo asse come un giroscopio e a dondolare in modo anomalo, ma la Luna non era più al suo posto!
Forse la Luna si stava già allontanando dall'orbita terrestre. Demetra "interroga Elios". Era il Sole o qualcosa di brillante che si trovava a passare vicino la Terra? Ricordiamo che di divinità solari ce n’erano più di una nella mitologia greca. La carestia fu pesante e fece morire molti uomini. Evidentemente la Terra fu sottoposta a fenomeni violenti anche dal punto di vista climatico.
Ma non si fa ancora menzione di stagioni.
Quando Persefone fu restituita a Demetra (in pratica torna la Luna) ebbero inizio le stagioni. L’asse terrestre si stabilizzò ai 23° circa conosciuti, ma per 6 mesi l’anno Persefone doveva andare nel regno di sotto e lasciare freddo e tenebre alla Terra.
Ho cercato di immedesimarmi in questa particolare scena, fino a rendermi conto che forse era una vera e propria descrizione di un luogo fisico. Dove esistono 6 mesi di luce e 6 mesi di buio se non nelle regioni polari? Potrebbe trattarsi del Polo Sud? Probabilmente la catastrofe che colpì la Terra costrinse gli uomini a fuggire al polo sud e rifugiarsi lì.
Il mito di Demetra potrebbe riassumere gli effetti del passaggio di Venere, la perduta della Luna, la carestia totale, la fuga per la sopravvivenza, la ricomparsa della Luna e l'inizio delle stagioni. Certo una bizzarra interpretazione, qualcuno penserà…

Nel mito di Fetonte sembra essere descritto qualcosa di analogo da un’altra prospettiva: Fetonte, simbolo solare, volle guidare il carro del Sole, ma rendendosi conto che si stava avvicinando troppo alla Terra i cavalli si imbizzarrirono e persero il controllo del carro facendo andare il Sole a zig zag. Alla fine Fetonte cadde sulla Terra e morì nel fiume Eridano.
Curioso, vero? Abbiamo un’ulteriore indizio che la Terra subì uno sbalzo violento dell’asse di rotazione e dell’orbita? Potrebbe essere. E, probabilmente, ci fu anche un bel botto meteorico! Ma credo che Fetonte si riferiva principalmente allo stesso oggetto brillante (come nel caso di Elios) che passava vicino alla Terra: Venere!
Molti frammenti di Marte caddero sul nostro pianeta producendo un considerevole bombardamento meteorico. In sostanza, la Terra dovrebbe essere zeppa di frammenti di Marte, tant’è vero che alcuni vengono ogni tanto ritrovati.
Il mito di Ares e di Afrodite probabilmente descrive lo stesso evento, ma visto da un’altra prospettiva: quella planetaria. Venere e Marte dovevano effettivamente unirsi per dare vita al nuovo pianeta. In effetti furono vicinissimi e il loro passaggio ravvicinato poté essere rappresentato come "amore tra Venere e Marte".

La mitologia, nel suo complesso, diventa poi confusa e ballerina, piena di elementi discutibili e poco verificabili, racconti aggiunti e certamente falsi.
Ho messo in correlazione tre miti che, all'apparenza, potrebbero sembrare parte di uno stesso evento, ma potrebbe essere vero il contrario: fenomeni simili e distanti nel tempo, allegorie pure e mistificazioni...
Inoltre il racconto di Genesi non si sbilancia certo in spiegazioni su cosa fecero, in maniera tecnica e pratica, uomini ed esseri non-terrestri di allora.
Certo non intendo gettare il sasso e scappare! Ho presentato una mia interpretazione.

La morale della favola comunque è che l'uomo, con tutta la sua possibile tecnologia e l’aiuto di esseri non-terrestri, certamente molto superiori all’uomo, non fu in grado di allungare la propria vita, non fu in grado di terminare il folle progetto di creare una seconda Terra, rovinò la Luna antica e la distrusse quasi, immise nell’habitat della Terra animali e altre creature anomale e pericolose, si fece ingannare da quei falsi "dei" che avevano solo desiderio di farsi adorare come tali e dimostrò una spregiudicata mania di grandezza oltre ogni immaginabile.

Dobbiamo rispondere ancora ad alcune domande: Il cosiddetto Diluvio Universale che posto ha avuto nella Storia? Perché accadde? Chi e cosa distrusse? Che ne è stato degli esseri non-terrestri e degli uomini di allora? Ed infine, l'attuale Luna da dove è arrivata?

fine Seconda Parte
vedi: Prima Parte, Terza Parte


Siti da visitare:
- pianetamarte.net - di Matteo Fagone
- firmament-chaos.com - Gli studi del Dr. John Ackerman

Letture suggerite:
- "Strutture artificiali extraterrestri" - di Roberto Pinotti
- "Mondi in collisione" - di Immanuel Velikovsky

Articoli da consultare:
- "Sulle orme degli avi" - di Mauro Paoletti
- "Il cataclisma pleistocenico" - di Pier Giorgio Lepori

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