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ATLANTIDE ANCESTRALE
di Tullio Egidio per Edicolaweb
È giusto parlare della Storia di Atlantide anche attraverso le Ere della Terra e le sue molteplici vicissitudini.

LE STANZE DI DZYAN
Passeremo ad analizzare la storia conosciuta e sconosciuta con ipotesi geologiche già approfondite da altri studiosi. (1) Quello che ancora non era stato fatto è quello di "vedere" tutte le scienze isolate, tipo geologia, astronomia, archeologia, come una scienza globale.

Tanti testi antichi come ad esempio quello delle "stanze di Dzyan", danno la loro interpretazione dell'evoluzione della Terra e dei suoi abitanti.
Le "stanze di Dzyan" sono un antichissimo test orientale. Di esso se ne parla per la prima volta in occidente per opera di Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che riporta il risultato dei suoi studi nel commentario facente parte della sua opera "La Dottrina Segreta".
Le "stanze di Dzyan" si compongono di due parti: "Evoluzione cosmica" e "Antropogenesi".
Nella prima parte viene descritta la storia dell'Universo, dalle sue origini alla formazione della materia.
Nella seconda viene trattata l'origine dell'uomo e la sua evoluzione fino alla catastrofe che avrebbe distrutto Atlantide.
Riporto la frase che è più vicina al racconto di Atlantide:

"...Vennero le prime grandi acque. E inghiottirono le sette grandi isole."

È il Diluvio che sommerse e fece sprofondare Atlantide, probabilmente quello che le leggende di diversi paesi e Testi Sacri hanno tramandato col nome di "Diluvio Universale".
Troviamo infatti questa tradizione in popoli lontani tra loro sia geograficamente sia culturalmente.
In tutti i racconti comunque si narra come vennero delle grandi acque che sommerso la terra e come si salvò solo una persona con la sua famiglia e gli animali che ripopoleranno la terra quando questa sarà di nuovo asciutta.
Non starò qui a narrare i vari racconti biblici, sudamericani, mesopotamici, egiziani, ecc., ma posso accennare ad un dato che accomuna popoli distanti tra loro.

Per gli Aztechi il loro popolo discese da un nucleo che scampò ad una catastrofe che distrusse una terra che era situata nell'Atlantico. Il nome di questa terra era Aztlan.
Per i Vichinghi la sede del Valhalla era a sud-ovest, nell'Oceano Atlantico, in una terra meravigliosamente fertile ed assolata, terra di dei ed eroi. Il nome di questa terra era Atlan.
Nell’antichità le popolazioni berbere, considerate come discendenti di un’antica civiltà posta ad occidente, erano chiamati Atlantoi.
I Baschi ritengono di provenire da una terra che essi chiamavano Atlaintika e che per i Portoghesi si chiamava Atlantida.

Si può ravvisare quasi un sintomo di ciclicità, se si fa un confronto con quanto è scritto nell'Apocalisse, in cui verrà salvata solo la parte più meritevole dell'umanità.
Qui, più che una sorta di "castigo divino", potrei ipotizzare che la distruzione del continente, oltre ad un evento naturale, potesse essere stata anche causata dal cattivo uso che gli Atlantidi fecero delle loro conoscenze (e quindi delle "Leggi Divine" che regolano i fenomeni della natura).
Gli Atlantidi erano riusciti ad accedere a queste energie, riuscendo a controllarle per loro beneficio.
Poterono attuare ciò tramite l'uso dell'energia che è propria delle forme e che sfruttarono costruendo quelle che si potrebbero definire "macchine litiche".
Testimonianza ne è rimasta nelle strutture megalitiche e nella Grande Piramide.
L'uso indiscriminato ed incontrollato di queste energie da quella parte d'uomini che volevano usarle solo per gratificare il potere personale (cosa che, in modo diverso, sta di nuovo accadendo oggi), provocò lo squilibrio nelle energie che equilibravano la natura, causando gli immensi sconvolgimenti che portarono alla distruzione del continente ed allo sconvolgimento di gran parte delle terre emerse.
Perirono nel cataclisma coloro che l'avevano provocato, accecati fino alla fine dalla loro sete di potere.
Ebbe invece modo di salvarsi quella parte d'umanità che, mantenendo la saggezza, comprese ciò che stava per accadere.
E ritroviamo qui i vari "Noè", comuni a molte tradizioni, che scamparono al Diluvio.

"Quando i quattro Dei videro che il cielo era caduto sulla terra, e questo accadde quattro anni dopo che cessasse il sole e piovve molto, essi ordinarono che per il centro della terra si facessero quattro cammini, in modo da percorrerli e risollevare il cielo. Affinché li aiutassero a risollevare il cielo essi crearono quattro uomini: Tzontemoc, Itzcatl, Itzmalin, e Tenechxochitl.
Una volta creati questi quattro uomini gli Dei si convertirono in grandi alberi. Tezcatlipoca si trasformò nell’albero che chiamano l’albero dello specchio e Quetzalcoatl si trasformò nell’albero che chiamano Albero del Gran Fiore. Con l’aiuto degli uomini e gli alberi e gli altri Dei, alzarono le stelle come sono ora." (2)
Vi sono storie affascinanti che parlano della teoria delle zolle idriche, che non è mai stata presa seriamente dalla scienza ufficiale.

Note:
1. Da "Commentario delle Stanze di Dzyan" - Copyright 2001, di Alessandro Marcon, scaricabile da www.esonet.org.
2. Da "Leggende e misteri degli Atzechi", J. Tapia Rodriguez, Edizioni Olimpo.
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