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ORDINE CISTERCENSE E TEMPLARI: IL LEGAME SEGRETO

di Roberto Berretta
per Edicolaweb

 

L’argomento è alquanto complesso, molti conosceranno a grandi linee ciò che la storia racconta sia sull’Ordine Cistercense che sull’Ordine Templare, ma sicuramente sono all’oscuro del vero ruolo che ambedue ricoprirono nei secoli.

Per coloro che poco conoscono di questi fatti è doveroso per me raccontarvi dal principio l’intera vicenda.
L’origine dell’Ordine Cistercense si colloca nell’anno 1098 e precisamente il giorno 21 di quell’anno, inizio della Primavera e festa di san Benedetto e anche Domenica delle Palme.
In quel giorno Robert abate di Molesme insieme a 21 monaci lascia il monastero e si trasferisce nella Borgogna francese, 20 Km a Sud di Digione, per fondarvi un nuovo insediamento ecclesiastico che avrà nome "Nuovo Monastero".
Solo in un secondo tempo verrà chiamato con il nome della località Citeaux, che in latino è tradotto Cistercium, e proprio da questa lingua deriva il nome Cistercensi.
L’Ordine nasce come conseguenza dell’insofferenza verso una liturgia troppo ricca ed articolata che veniva applicata dall’Ordine Benedettino: le abbazie come Molesme erano diventate un luogo dove i Signori del luogo venivano a trascorrere i loro ritiri spirituali accompagnati da tutta la loro corte ed il bisogno di alcuni monaci di rifarsi interamente alla Regola originale di san Benedetto era tenuto in poco conto.
Di qui la decisione dello stesso abate di lasciare questi luoghi per trasferirsi altrove ritrovando così l’origine umile e povera in cui
riavvicinare il loro spirito a quello di Dio stesso.

Robert aveva già percorso questa via fondando la comunità di Molesme nella quale aveva espresso il desiderio di rifarsi alla vita monastica dei Padri del deserto, ma il suo prestigio aveva fatto crescere in modo spropositato le donazioni al convento e nello stesso tempo aveva aumentato anche il numero delle vocazioni.
Un notevole successo, ma ben presto il numero di eremiti fondatori si trovò in minoranza e l’abbazia diventò presto molto simile alle altre, la povertà e la solitudine scomparivano nuovamente e questo Robert non lo accettava: di qui le ragioni per cui si decise a fondare una nuova comunità.
Robert è quindi l’artefice di quella grande riforma che porterà alla nascita dell’Ordine Cistercense, riforma del monachesimo che era iniziata con Cluny, in cui l’Ordine Benedettino si liberava dal dominio dei nobili e diventava dipendente formalmente dal Papa.
La differenza nell’applicazione della Regola, viene evidenziata a Citeaux dove la liturgia non viene più applicata come a Cluny dove essa ricopriva grande importanza e occupava gran parte della giornata del monaco, con conseguente riduzione al minimo del lavoro e della preghiera personale: Liturgia che voleva essere un preludio della Liturgia Celeste e quindi moltiplicava oro, argento e pietre preziose e sete per l’arredamento degli altari delle chiese e delle processioni.
Il governo di quel tipo di chiesa, ricalcava fedelmente quello della società feudale, da Cluny dipendevano altri monasteri che a loro volta avevano priorati, questo in ordine gerarchico piramidale.
Questo non poteva stare bene ad animi semplici che avevano nella preghiera e nella meditazione il loro scopo primario e di conseguenza la scissione che viene evidenziata nel modo di vestirsi: i benedettini che indossavano l’abito scuro e venivano appellati i monaci neri, i cistercensi che per contrapposizione venivano chiamati i monaci bianchi dal colore delle loro tuniche che per povertà, erano realizzate con la lana grezza delle pecore, senza alcuna tintura.
Ma come in tutte le cose, il desiderio crea l’idea, ma non sempre quest’ultima si realizza in modo completo e come era voluta.
Dopo circa un anno dalla sua dipartita da Molesme, Robert deve ritornare al suo vecchio convento, perché il suo successore, non possedendo una reale attitudine alla direzione dello stesso, ha permesso che si realizzassero tutta una serie di abusi che hanno minato il prestigio del monastero: questo, naturalmente provoca una perdita di stima da parte dei nobili locali e di conseguenza una diminuzione delle sovvenzioni.
Come al solito, verrebbe da dire: è sempre con il denaro che si fanno le cose…
Quindi per ritornare a noi, Robert è costretto a ritornare alle origini, viene eletto abate a Citeaux Alberico, uno degli eremiti più fedeli alla linea di guida del gruppo. Purtroppo la sua reggenza sarà breve, un decennio circa, ma la sua opera determinerà nel tempo la condotta dell’Ordine.
Egli sposta il monastero in un luogo più favorevole, un chilometro più a Nord, e fa costruire la prima vera chiesa di Citeaux che viene consacrata nell’anno 1106. A tutto questo si aggiunge l’ottenimento del privilegio di mettere il monastero sotto la protezione di Roma, sottraendolo alla pressione del Vescovo e della nobiltà locale.
Ma l’opera di Alberico non si ferma qui. Vengono fissate delle norme di condotta e di vita che cercano di togliere dalle usanze monastiche del tempo, tutto ciò che è contrario alla Regola di san Benedetto. In particolare si afferma la scelta della povertà e di un luogo solitario per il monastero, l’obbligo del lavoro manuale per i monaci, per provvedere al loro sostentamento, rifiutando le decime e gli altri privilegi ecclesiastici.
Una grande opera, quella di Alberico, superiore nella sostanza, anche a quella di Robert di Molesme che diede inizio all’avventura.

Ma finalmente giungiamo alla parte più intrigante del racconto: l’apparizione sulla scena di Stefano Harding che alla morte di Alberico diviene abate di Citeaux.
Stefano è di famiglia nobile inglese, ha compiuto i suoi studi in Irlanda e a Roma ed è dotato di un’ampia cultura personale per i tempi. Si trova a Roma quando apprende della scelta di Robert di fondare Molesme e capisce che il momento è giunto, lascia la vita comoda e si mette a disposizione, dopo un lungo viaggio, di Robert unendosi al gruppo dei 21.
Secondo la storia canonica, egli da subito prova della sua abilità a trattare con i potenti, non vuole assolutamente che Citeax diventi come Molesme: a tal titolo, proibisce ai donatori di venire a visitare il monastero per trattenervisi con la loro corte a scopo devozionale; questa misura radicale in aperto contrasto con gli usi del tempo non gli aliena la simpatia e l’aiuto dei potenti, anzi le accresce.
Stefano rimane comunque uno studioso: migliora la liturgia facendo ricerche per avere gli inni autentici di sant’Ambrogio e con l’aiuto di rabbini eruditi conduce le ricerche sui libri della Bibbia consultando testi ebraici originali.
Il risultato è una preziosa Bibbia che fa miniare dallo scriptorium di Citeaux e che si è conservata fino a noi.
Ora consideriamo questa parte come quella ufficiale, ma Stefano Harding è ben altro: durante il suo soggiorno in Irlanda egli viene avvicinato dai custodi della storia orale che si è tramandata nei secoli e che riguarda in prima persona Gesù stesso.
Questo gruppo di persone appartiene alla "Compagnia" e gli rivela che la morte in croce di Gesù altro non è stata che una bella messa in scena: all’inizio un po’ incredulo, egli con il passare del tempo ed i riscontri acquisiti si convince del tutto e decide di aderire alla "Compagnia".

Poi, quando accade il fatto che riguarda Robert, si rende conto che un momento così favorevole difficilmente potrà ripetersi: la lunga mano della Chiesa Cattolica Romana si protende già verso i Catari, i "buoni uomini" che portano avanti la linea cristica di Gesù e degli apostoli; egli comprende che solo creando intorno a loro una rete di protezione efficace e segreta, potrà salvarli da una fine terribile.
L’Ordine Cistercense fa al caso suo e permette di dare asilo nei suoi monasteri a chi è ingiustamente perseguitato.
L’ulteriore svolta avviene quando incontra un giovane nobile Bernardo che è animato da uno spirito idealistico e cosciente delle disgrazie che affliggono il genere umano: in seguito alla morte della madre egli avverte un senso di vuoto interiore e di impotenza verso la vita, la vita di cavaliere lo ripugna perché non desidera operare con le armi; lo attirano invece la quiete e la pace del chiostro.
È così che Stefano lo convince ad entrare in convento e rendendosi conto dell’animo nobile di Bernardo lo mette al corrente del Grande Segreto, di chi lo custodisce e dell’importanza dell’opera intrapresa. Venuto a conoscenza di tutta la storia, da lui men che meno mai immaginata, egli ne parla con i membri della sua famiglia e ne convince un gran numero a seguirlo; fra di loro ci saranno alcuni che faranno parte dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo, fondato da Bernardo a Seborga durante una sua convalescenza.
Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo che diventerà poi famoso nella storia con il nome di Templari.
Ordine che sopravvive tuttora nella persona del Principe Giorgio I di Seborga, sovrano dell’unico Stato Cistercense.

Attualmente giace presso la Corte Europea una richiesta di riconoscimento dello status di Principato, se questo dovesse essere accolto, avremmo in seno all’Europa un piccolo Stato che privilegia la difesa dei deboli e degli oppressi e che fa suo il concetto originale della Regola di san Benedetto dove la povertà, il lavoro e la carità sono i primi obiettivi da rispettare.

Giungendo ora al libro "Gesù: la verità svelata" sono sicuro che non tutti condivideranno le idee che vi sono sopra esposte: alcuni concetti sono completamente al di fuori dei dogmi che ci sono stati impartiti dalla Chiesa cattolica romana.
Definirsi atei è a mio giudizio un errore, siamo tutti credenti, riconosciamo che esiste un solo Dio e che il nome con il quale esso è chiamato lo distingue solo come area geografica o come culto religioso: purtroppo la religione è stata usata nei secoli come veicolo di disunione, ha creato conflitti insanabili che ancora oggi determinano morte e distruzione; si chiede perdono con le parole per i tremendi atti perpetrati in passato, ma si è realmente convinti di ciò che si dice o anche questo avviene perché ci si rende conto che si sta perdendo terreno nel guadagnare proseliti alla propria causa?
La prima parte del libro tratta della vita passata di un uomo che, forte delle sue convinzioni, è costretto a causa di alcune rivelazioni a mutare rotta nella sua vita: inizialmente traumatico, il cambiamento lo porta a contattare un mondo alquanto insolito dove comunque ritroverà i valori ai quali il suo spirito anelava da sempre.
Nella seconda parte, avviene la trasposizione ai giorni nostri dove la stessa persona ritrova i luoghi di quella vita lontana: ritrova alcuni oggetti che sono i suoi e che gli permettono l’accesso ai mondi superiori; si rende finalmente conto che la vita non è quella che viviamo tutti i giorni e che deve dedicarsi a ritrovare il legame diretto con Dio e con la Creazione.

I luoghi descritti nel libro sono reali ed alla portata di tutti coloro che desiderano accrescere la loro conoscenza spirituale: il ripercorrerli dal vivo permette alle personalità più sensibili di catturare quella sottile essenza che è il nutrimento del nostro spirito.

Voglio concludere con le parole di Bernardo:
"Credi a uno che ha esperienza: nei boschi troverai qualcosa di Molto più Grande che nei libri. Gli alberi e le pietre ti insegneranno quel che non apprenderai Dai Maestri."

Maestri si è solo di noi stessi, diffidate da coloro che si chiamano tali, buoni insegnanti si può diventare ma non "maestri".
Il libro deve essere per voi un sentiero, chi riuscirà a comprendere il reale significato dell’opera potrà tracciare il proprio cammino in modo nuovo ed intravedere le sue reali possibilità.
Fate il Bene e non preoccupatevi di altro, si raccoglie ciò che si semina ed evitate di giudicare gli altri perché come ci ricordano le scritture:" con il metro con cui giudicherete gli altri, sarete giudicati"
Bonne Chance

Roberto Berretta è autore dei libri: "Gesù: la verità svelata", "Compendio sugli Angeli" e "Un Cataro del terzo millennio".
Piramidologo diplomato presso la Scuola Zuccari di Trento.
Operatore Radionico e Radiestesista della Scuola Servranx di Bruxelles.
Membro di Cristal Essence: associazione francese di Lithoterapia.
Consulente "Nuove Terapie con i Fiori di Bach" secondo il metodo della Scuola Kraemer.
Numerologo metodo Fermier.
Studioso di Feng-Shui e Geobiologia.

E-Mail: bamprobert@hotmail.com
Casella Postale Aperta
17035 - Cisano sul Neva
Tel. 347-7604350


									

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