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LA PIETRA OVALE:
SIMBOLO RELIGIOSO ETRUSCO FINORA MISCONOSCIUTO

di Graziano Baccolini
per Edicolaweb


[Lunetta del Portale del Santuario di Montovolo - 19K .jpg] [Sorgente di Cantalia a Montovolo - 26K .jpg] [Necropoli di Marzabotto: tombe con pietre ovali - 35K .jpg] [Necropoli di Crocefisso a Orvieto all'inizio del novecento - 39K .jpg]
 

Dopo tre anni di ricerca ho concluso che le pietre Ovali, che si trovavano numerosissime nelle necropoli Etrusche, erano un fondamentale simbolo religioso degli Etruschi che li ricollegava alle primordiali civiltà orientali. Finora gli storici avevano definito tali pietre semplici "cippi" e probabilmente per tale ragione moltissime sono andate perdute. Tale conclusione è stata raggiunta avendo scoperto inizialmente un centro Oracolare Etrusco, finora sconosciuto, nel sito di Montovolo.

Dopo circa trentacinque anni di ricerca in campo chimico come professore universitario, ho iniziato a dedicarmi in modo attivo alla ricerca in campo storico, dato che da diversi anni avevo notato che la storia "ufficiale" era piena di cosiddetti misteri e contraddizioni palesi. Volevo provare a me stesso e ai miei laureandi in chimica, che mi hanno seguito in questa sfida, che forse applicando il metodo scientifico, che ben conoscevamo, si sarebbe potuto arrivare razionalmente a qualche verità sui cosiddetti "misteri" della storia. Ho iniziato allora a studiare le antiche civiltà leggendo tutto sull’argomento. Prima i Sumeri, poi gli Egiziani, quindi i Greci e gli Etruschi e le varie ipotesi sulle civiltà antecedenti e madri di queste. I nostri Simposi o "Ritiri", si facevano, e si fanno tuttora, in una località alle pendici di Montovolo, un Monte nell’Appenino Tosco Emiliano, che ha sulla vetta un antico piccolo Santuario la cui origine era definita dagli storici un "Mistero". Da qui è nata la mia avventura nella ricerca storica che mi sta dando notevoli risultati. Dopo le varie letture ipotizzai, in modo quasi intuitivo, che Montovolo poteva essere stato un centro Oracolare, forse Etrusco, come quelli notissimi di Delfi o Delo nell’antica Grecia. Finora nessuno storico aveva mai ipotizzato ciò, ne aveva mai pensato che il sito fosse Etrusco ma si pensava che la sua origine risalisse al X-XI secolo d.C. Per intuire che fosse stato invece già un centro sacro per gli etruschi del VI-V secolo a.C. avevo ricollegato le notizie acquisite sulle antiche civiltà con quello che già conoscevo sul sito di Montovolo, che era tutto quello che si può sapere perché sono di quel luogo e conosco oltre alle ricerche riportate sui testi anche le leggende e le tradizioni del luogo che ora stanno svanendo. Forse ero l’ultima persona in grado di riportare alla luce tali leggende e darne un significato. Dopo la mia generazione, e sono pochi i nativi del luogo, nessuno si sarebbe più ricordato di ciò.
Notai subito che i simboli che caratterizzano un centro Oracolare, Greco, Egizio o Anatolico-Mesopotamico li ritrovavo anche in Montovolo. Dopo questa prima ipotesi ho cercato ulteriori conferme che sono arrivate numerose, escludendo quindi alla fine una possibile coincidenza che voi stessi potrete giudicare. Brevemente qui riporto i principali risultati di questa ricerca che da tre anni mi sta svelando molte notizie incredibili finora mai neppure sfiorate dagli storici ufficiali. Li riporto in modo cronologico come sono stati svelati, e come li ho riportati nelle mie pagine web 1 e su Hera 2.

Montovolo, centro Oracolare Etrusco
I "centri oracolari" più noti, come Delfi, Dodona, Delo ecc, si trovavano nell'antica Grecia ed erano i luoghi dedicati alla pratica religiosa e divinatoria. Ogni centro, per distinguersi da altri luoghi religiosi, aveva una pietra di forma ovale, definita anche pietra-ombelico (omphalos) e per questo motivo i vari centri si definivano anche "ombelico del mondo" e a volte erano in contrapposizione tra loro. Ad ogni centro oracolare era anche associato un "codice arboreo". Per esempio Dodona aveva la quercia, Delfi aveva l’alloro, Delo la palma, ecc e tali piante venivano riprodotte spesso sulla pietra Ovale o nelle vicinanze. La pianta serviva anche come "codice", che veniva usato nei messaggi inviati ad altri centri probabilmente tramite piccioni o colombi viaggiatori, per indicare da dove provenivano i piccioni. Per tale motivo sopra le pietre ovali o nelle vicinanze spesso venivano incisi due volatili, posti di fronte uno all'altro. A volte quando il centro oracolare era più importante degli altri si incideva o si poneva sopra la pietra ovale una croce, spesso inscritta in un cerchio, antico simbolo pre-cristiano noto in tutti i continenti per indicare i luoghi più sacri.
Montovolo o Monte Ovuli, chiamato nella tradizione locale anche la Montagna Sacra, è un monte che si trova nella Valle del Reno, nell'Appennino Tosco Emiliano a 50 Km da Bologna e 60 Km da Firenze ed ha diverse caratteristiche che mi fecero supporre che sia stato un Centro Oracolare.
Per prima cosa notai che sulla lunetta dell'antico Santuario, posto sulla cima del Monte, vi erano incisi due piccioni o colombe poste una di fronte all’altra con al centro una croce inscritta in un cerchio che probabilmente non è una croce Cristiana. Inoltre in basso, ai due lati, sono incise due piante che sembrano "gigli" ma che potrebbero essere giunchiglie o iris usate come il "codice arboreo" del centro sacro di Montovolo, dato che tali piante spontanee sono ancora tipiche della zona.
Dopo queste prime osservazioni e sapendo che alle pendici di questo monte, come a Montacuto Ragazza, sono stati ritrovati in passato numerosi reperti Etruschi, ho potuto formulare l'ipotesi di un possibile antichissimo "Centro Oracolare" ancora in uso nel periodo Etrusco. Successivamente ho cercato altre conferme di ciò. Per definire un sito oracolare oltre agli elementi visti prima, a volte vi è la figura di un serpente rappresentato sulla pietra Ovale del Centro. Riguardo Montovolo è riportata una leggenda 3, che i meno giovani del luogo conoscono, che narra di "un serpente, nascosto sotto una grossa pietra a custodia di un tesoro, che aspetta un bacio da una giovane per riprendere le sembianze umane". La figura del serpente si riscontra spesso nei miti di altri notissimi centri oracolari come quelli di Delfi e di Delo. Inoltre, come riportato da Graves 4, a Delfi esiste anche una antichissima ballata che narra "di un eroe incarnato in un serpente che rivuole le sembianze umane". Come si vede questa è una storia molto simile a quella di Montovolo. La grossa pietra della leggenda potrebbe essere proprio la pietra ovale con sopra scolpito il serpente. Per ora è rimasta solo la leggenda ma forse la pietra ovale è sepolta sotto la chiesa o nelle vicinanze. La pietra ovale ci riconduce probabilmente all’origine del nome Monte Ovolo che alcuni storici spiegano con la "forma tondeggiante del massiccio" ma se ciò fosse molti altri monti avrebbero tale nome. Il nome dovrebbe significare invece Monte dalla Pietra Ovale.
Successivamente ho trovato un’altra correlazione, che lega Montovolo a Delfi. A Delfi esiste una sorgente sacra che si chiama Castalia e che aveva sette fontane con davanti un'enorme vasca. Anche alle pendici del Montovolo esiste, o meglio esisteva (ho ritrovato una foto), una sorgente in un luogo che si chiama tuttora Cantalia e tale sorgente, aveva sette fontane ed una enorme vasca davanti come quella di Castalia a Delfi. Questa bellissima fontana ora è stata distrutta e sul luogo esiste un Deposito in Cemento costruito nel 1980!
A circa 20 km da Montovolo, lungo la strada che conduce a Bologna, esistono i resti dell’antica città etrusca di Misa (nel comune di Marzabotto ). La sua scoperta è avvenuta nella seconda metà del 1800 e fino da allora i resti di questa antica città etrusca destarono meraviglia in tutto il mondo. La scoperta della città di Misa dava concretezza alla leggendaria esistenza di una lega delle dodici città a nord dell’Appennino. Se esisteva una dodecapoli doveva esserci anche la sua Montagna Sacra dove i Lucumoni si riunivano per prendere le decisioni più importanti. Ho visitato quindi la città di Misa per cercare prove che mi confermassero che questa Montagna Sacra poteva essere Montovolo. Le prove sono subito comparse! La prima "stranezza", che appare davanti ai visitatori delle Necropoli di Marzabotto, è vedere che sopra numerose tombe vi è una grossa pietra Ovale. Le tombe che non l’hanno sopra l’hanno nelle vicinanze o sono state tolte. Alcune pietre Ovali, le più belle, sono nel Museo Aria di Marzabotto. Oggi ogni tomba ha sopra il suo simbolo religioso, che per noi è la Croce. Allora il simbolo religioso di quella dodecapoli e forse di tutte le altre era la pietra Ovale. Se è cosi la Montagna Sacra è Montovolo che anche nel nome conserva tuttora il significato di "Monte dalla pietra Ovale". Recentemente ho trovato una ulteriore conferma alla mia ipotesi, che può essere utile per quelli che sono ancora scettici. Su una grossa pietra in marmo a forma ovale, datata V secolo a.C. ed esposta nel museo Aria di Marzabotto, ho ritrovato inciso il "codice arboreo" di Montovolo, cioè i due gigli, e sulla punta della pietra il primordiale simbolo sacro della croce inscritta in un cerchio che come abbiamo visto si ritrova anche nel lunotto di Montovolo. In questo modo gli Etruschi di Marzabotto volevano probabilmente indicare la loro Montagna Sacra che ora si chiama Montovolo.
Devo ricordare che finora queste pietre Ovali sono definite dagli storici "un cippo o ciottolo di fiume che ne costituiva il segnacolo o cippo a sfera o a bulbo e per altri un simbolo fallico"!
Nel Museo di Bologna tali pietre ovali vengono definite steli a "pigna".

La pietra Ovale simbolo religioso Etrusco
A questo punto mi sono chiesto come mai queste pietre ovali non si sono trovate, così numerose, in altri siti diversi da Marzabotto e perché la mia ipotesi della pietra Ovale o Omphalos collegata al vicino monte di Montovolo, che per me è ormai una certezza, non è mai stata presa in considerazione dagli "addetti" a questi studi.
Si può spiegare la seconda domanda ricordandoci che io sono arrivato a questa conclusione facendo un percorso molto ampio, esposto qui solo in parte, partendo dalla constatazione che Montovolo poteva essere un centro oracolare e quindi ogni centro oracolare che si rispetti doveva avere certi glifi come le due colombe, la pietra ovale, il serpente, una pianta come codice e a volte una croce inscritta in un cerchio. Trovate in Montovolo queste caratteristiche, il resto è venuto come conseguenza. Occorreva solo cercare altri collegamenti e verifiche, come si fa sempre nelle scienze sperimentali, che rendessero sempre più valida tale ipotesi. Ovviamente quando un "addetto" vede delle pietre ovali in una necropoli Etrusca e non trova un motivo perché debbano essere ovali, li definisce semplicemente cippi, segnacoli o ancora più semplicemente "ciottoli" e non si chiede perché debbano avere molte di esse la forma ovale.
Ma se questa è stata la definizione di tali pietre ovali forse è spiegabile perché ora non si trovano su altre tombe le stesse pietre in modo così numeroso come a Marzabotto. Probabilmente in altri siti, tutte le pietre Ovali più comuni sono andate perdute forse perché considerate semplici ciottoli o cippi. Saranno probabilmente in qualche giardino a formare aiuole, o usate per costruire qualche muro di campagna, e solo le più belle e singolari custodite in qualche museo o scantinato di museo. Infatti solo alcune grosse pietre Ovali, simili a quelle del museo di Marzabotto, sono visibili nei musei di Bologna, Pisa, Populonia, Volterra, Orvieto, Perugia, Roma e forse altri che non ho ancora visitato.
Avevo scritto a qualche "addetto" per informarlo della mia iniziale ipotesi ma nessuno mi ha risposto!
Allora decisi di continuare senza gli "addetti".
Alcuni conoscenti mi avevano informato che avevano visto tali pietre ovali sopra le tombe in altre necropoli dell'Etruria, ma molti anni fa. Ma in nessuna foto riprodotta sui testi recenti di altre necropoli c’era traccia di tali pietre ovali sopra alle tombe. Forse erano sparite! Ho cercato in vecchie foto e finalmente ho trovato di nuovo le pietre ovali sopra ogni tomba!
Ho trovato una vecchia foto della Necropoli di Orvieto, in località Crocefisso del Tufo, riportata da un archivio internet dell'Università Tedesca di Erlagen, facoltà di Filosofia. La foto è probabilmente dell’inizio del novecento dato che dopo ne ho trovato una quasi uguale in un testo del 1925. Come si può vedere dalla foto, ogni tomba a camera aveva sopra la sua pietra ovale. La loro necropoli sembra un nostro vecchio cimitero di campagna. dove ogni tomba di famiglia ha sopra la sua croce. Come oggi abbiamo su tutte le nostre tombe una croce, sia che siano piccole tombe che tombe monumentali, allora gli Etruschi avevano una Pietra Ovale come loro simbolo sacro. Ricordiamoci che noi occidentali abbiamo preso tutto dagli Etruschi persino i loro usi religiosi e riti funebri, anche se si cerca di non riconoscerlo.
Oltre alle due vecchie foto, recentemente ho riscontrato che anche David Herbert Lawrence, nel suo notissimo "Etruscan Places" riporta che tali pietre Ovali si trovavano numerose, nelle diverse necropoli che aveva visitato nel 1927. Si meraviglia, pure lui, come di tali pietre non sia stato scritto "una parola su tale cosa che colpisce dopo i primi cinque minuti in una necropoli etrusca" e ripete che "gli scienziati li chiamano semplicemente cippi". Nel libro inoltre viene riportato un disegno del 1848 di G. Dennis che rappresenta la "Tomba delle Iscrizioni" a Cerveteri, dove si notano alcune pietre ovali di circa un metro di altezza poste sopra un resto di colonna.
Dove sono ora? Penso che molte di queste pietre ovali sono andate ormai perdute e alcune disseminate nei vari musei, dove le ho ritrovate, a volte senza catalogazione che ne indichi la provenienza e chiamate semplicemente dagli addetti "cippi" e termini simili, ma mai prima d'ora chiamate pietre Ovali od Omphalos, indicando in tal modo un chiaro e inequivocabile Simbolo Sacro delle antichissime civiltà in diversi continenti e ricollegabile forse al mito della Grande Dea Madre. In tale modo si dimostra per la cultura Etrusca un chiara origine Egea-Anatolica-Mesopotamica dove tali simboli esistevano millenni precedenti.
Tutto ciò che ho raccontato non può essere una serie di "coincidenze" perché ora sono troppe e un serio ricercatore sa che in tali casi, quando molti dati sono in accordo con una ipotesi, questa diventa una probabile verità. Quindi si può concludere che gli Etruschi avevano come simbolo religioso una pietra Ovale che ponevano anche sulle loro tombe e che si poteva trovare anche, con altri simboli, sulla cima delle loro Montagne Sacre. Penso che Montovolo sia stato nel VI-V secolo a.C. uno di questi luoghi sacri.
Le ricerche continuano e altri dati, già in parte in mio possesso, daranno ulteriore conferma all’enorme ruolo che Montovolo ha avuto allora e anche nei secoli successivi.

Bibliografia
1. Pagine web: http://ms.fci.unibo.it/~baccolin/montovolo-retreat-1.html
http://members.xoom.virgilio.it/Farf/montovoloombelico.htm
2. G.Baccolini, "Hera", 16, 61, 2001.
3. Arturo Palmieri, "Montovolo nel Bolognese e le sue leggende" - Palermo, 1895
4. R.Graves, "I Miti Greci" - Longanesi, 159,1999.


									

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