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UNA CINTURA CAMBIERÀ LA TERRA?
di Orus per Edicolaweb

Nel corso di un incontro casuale mi è stata narrata una strana storia che riguarda le avventurose vicende di un pianeta; uno dei tanti fra le numerose galassie dell’universo.

Su tale pianeta, circa 26 milioni di anni fa, giunsero due civiltà aliene, conosciute come Dinoidi e Reptoidi, con lo scopo di conquistare quel sistema stellare, al controllo del quale erano preposte alcune gerarchie spirituali che ne permisero la colonizzazione in modo da rendere possibile una pacifica coesistenza.
Negli 8 milioni di anni che seguirono progredì, ad altissimi livelli, una forma di vita che oggi definiremo pre-cretacea. Il pianeta, chiamato Gaia, divenne famoso per tale coesistenza, non comune, che durò circa 10 milioni di anni.
Vi erano due tipi di Dinoidi, provenienti entrambi dalla stella Bellatrix.
Al primo tipo Dinoide appartenevano alcuni bipedi di due o tre metri di altezza, con tre dita agli arti inferiori e quattro in quelli superiori. Il corpo era coperto di squame colorate, gli occhi neri e grandi, al posto del naso due piccoli fori simili a quelli delle orecchie.
Mentre lo sconosciuto si prodigava in queste descrizioni, mi ricordai del Dinosauroide elaborato dal professor Dale Russel dell’Università di Ottawa in Canadà.
Il secondo gruppo Dinoide presentava un corpo coperto di squame come i rettili, con mani e piedi provvisti di dita, una coda che finiva a forma di freccia. Tipica descrizione di quanto noi definiamo "demone".
Gli esseri chiamati Reptoidi, invece, provenivano dalle stelle del Sagittario e avevano le stesse dimensioni dei Dinoidi. Il volto era sporgente e ogni arto superiore aveva quattro dita; un chiaro riferimento alle note statuette di Ubaid.
Queste due razze aliene erano entrambe convinte che il "Signore della Creazione" li avesse formati a sua immagine e somiglianza, concedendo loro il diritto di comandare su tutte le altre forme di vita. Di conseguenza conquistavano galassie e relativi pianeti, usando anche il terrore e la violenza.
Dopo molti anni di pacifica convivenza, i Dinoidi di Orione riaccesero le ostilità ed i pre-cetacei, ormai divenuti una grande civiltà tecnologicamente avanzata, decisero, in accordo con le gerarchie spirituali, di far esplodere i generatori di fusione per non essere sopraffatti. Dinoidi e Reptoidi furono sterminati, i pochi superstiti fuggirono sul quinto pianeta. Un grande globo chiamato Maldek, oggi non più esistente. I cetacei rimasero soli e divenne imperativo trovare una razza da elevare a custode del sistema.

8 milioni di anni fa iniziò la ricerca di una forma vivente da impiantare sul Gaia. Dopo 3 milioni di anni di esplorazioni venne scoperto un primate acquatico che stava emergendo dagli oceani di Vega. Possedeva un linguaggio, una cultura di gruppo e sapeva come procurarsi il cibo.
Con le opportune variazioni genetiche fu inserito su quel pianeta. Venne sviluppato un tipo umano che si diffuse rapidamente in quel sistema solare, dando vita alla prima colonia "Ibornea", quella che noi chiamiamo Iperborea.

Un milione di anni fa i Dinoidi tornarono a far visita al sistema per riprenderne il dominio e iniziarono a sferrare una serie di attacchi ai pianeti causando violente distruzioni. L’atmosfera del quarto pianeta fu cancellata insieme ai suoi mari e fiumi; il secondo pianeta venne imprigionato in una serra di gas acidi che non permisero più nessuna forma di vita. La razza Iperborea presente fu completamente annientata.
La Federazione Galattica fu costretta a distruggere Maldek sede principale dei Dinoidi.
Fu condotto nella zona un grande pianeta da battaglia, quattro volte più grande di Gaia. Un pianeta ancora esistente, che dista circa 6.800.000 miglia da quel sistema e che, ogni 3.600 anni, si ripresenta sempre sulla stessa orbita, assicurando una costante protezione contro coloro che distrussero le colonie presenti un tempo sul secondo e quarto pianeta.
Secondo le sacre scritture il nome del pianeta è "Wormwood"; parola che il mio sconosciuto narratore mi dice significa "Assenzio". Wormwood distrusse Maldek, formando con i suoi resti una cintura di asteroidi, attualmente presente.
Le storie sumero babilonesi ci parlano di Nibiru, il decimo pianeta, che vigila sul nostro sistema solare. Mi chiedo: Nibiru è Wormwood?

900.000 anni fa, dopo la liberazione dal giogo dell’alleanza Dinodie e Reptoide, venne fondata una colonia di umani su di un continente chiamato Lemuria, ed ebbe inizio una civiltà Lyrano-Siriana (riferendosi agli abitanti della stella Sirio). Successivamente si formarono numerosi imperi affiliati, il più importante dei quali era situato in una vastissima isola, Atlantide. Quando quel regno si rese conto che avrebbe potuto divenire la civiltà principale del pianeta iniziò a tramare per annientare i lemuriani, la cui civiltà era costruita sul modello di quelle esistente su Sirio e su di un’altra stella nota come Lyra.
Atlantide trovò molti alleati per condurre a termine il suo disegno. Fra questi i disertori galattici umani inviati nelle colonie di Alpha Centauri e delle Pleiadi e quelli di stanza negli avamposti di sistemi militaristi.
Fu concepito un progetto che prevedeva l’uso di campi di forza capaci di spostare, in una fase discendente verso Gaia, una delle due lune all’epoca orbitanti intorno ad essa, in particolare quella tre quarti più piccola della luna attuale. Così infatti accadde.
Lemuria fu distrutta in seguito ad effetti tettonici catastrofici che sconvolsero l’intero pianeta. Atlantide conseguì in tal modo un potere tale da costringere l’impero libico egiziano a stipulare una serie di alleanze per non finire sopraffatto. In conseguenza di questo partecipò con la stessa Atlantide alla distruzione dell’impero "Yu", che si rifiutò di riconoscerla, costringendo i superstiti di quel regno a rifugiarsi sotto terra, formando il regno di Shambhalla per tenere in vita la cultura lemuriana.

In seguito furono stabiliti tre grandi periodi. Il primo, detto "vecchio impero", dal 400.000 al 25.000; il secondo, conosciuto come "impero di mezzo", dal 25.000 al 15.000; il terzo, "nuovo impero", dal 15.000 al 10.000.
Nell’età di mezzo dell’impero i dieci re che regnavano, ognuno nella propria regione, decretarono di cambiare forma di governo. Un solo re fu preposto a governare mentre gli altri nove formarono un consiglio che, in seguito, si trasformò in un’assemblea segreta con l’effettivo e pieno controllo del continente.
Alcuni fra gli scienziati e amministratori si ribellarono a tale sistema, auspicando un ritorno del modello lemuriano; ma furono esiliati nelle terre di Ionia. 4.000 anni dopo, divennero noti come il movimento di Osiride e, talmente avanzati tecnologicamente, da poter prevedere ogni forma di attacco nemico.
Il re, che regnava ad Atlantide in quel periodo, appoggiava quel movimento, tanto da chiamare un figlio col nome di Osiride e inviarlo con i maggiori sacerdoti nell’impero egizio. La regina Mu, sua moglie, con il fratello Mayam, fu inviata in America centrale con quasi tutta l’armata dell’isola. L’intento era di creare in vari punti imperi capaci di ristabilire una civiltà lemuriana.
Osiride divenne re e quando suo fratello Seth si rese conto che non avrebbe più regnato, gli mosse guerra.
Nell’evoluzione di questa storia emerge che Osiride aveva un figlio di nome Horus, il quale, in difesa del padre, spostò le sue armate verso un territorio chiamato Sinai. In seguito a tale spostamento Horus venne a scoprire che l’impero di Shambhalla era tornato in superficie, sotto la guida del potente principe Rama, figlio del re di Agharta. Rama si alleò con Horus e insieme sconfissero Seth e i Sumeri, suoi alleati, impiegando in battaglia forze aeree e spaziali in suo possesso. Seth rimase ucciso. Gli attacchi ai figli di Seth e Rama scatenarono le forze egiziane di Horus. Contemporaneamente i centri di potere dei maggiori continenti decisero di dare una svolta decisiva alla guerra attaccando i templi nei quali venivano custoditi quei cristalli che alimentavano una rete di forze idonea a mantenere stabile il firmamento.
Già non avete letto male, il firmamento…

Bisogna sapere che a quel tempo intorno a Gaia esistevano due firmamenti, uno situato a 4.500 metri, l’altro a circa 11.000, formati da acqua cristallina ghiacciata, posti come scudo protettivo contro le radiazioni cosmiche. Il firmamento era stato costruito dalla Prima Civiltà, 34 milioni di anni prima. Era stata creata un’atmosfera miscelata, priva di aria instabile, nuvole e quindi pioggia, effetti dannosi per gli esseri umani, permettendo loro una vita più sana e lunga di centinaia di anni, in un clima mite, costante (23° gradi ai tropici e 18° ai poli) senza alternanza di stagioni. Priva di venti impetuosi, con solo lievi brezze. Si potevano osservare le stelle come fossero al di là di un gigantesco telescopio.
Il firmamento era tenuto in sospensione da una apposita rete attivata da cristalli custoditi in piramidi, chiamate per questo "templi di cristallo", situate in precisi punti del pianeta. Oggi alcuni di questi templi si troverebbero sotto i mari. Il triangolo delle Bermuda sarebbe diventato una porta da utilizzare per gli spostamenti nello spazio e nel tempo.
Altri templi si troverebbero in Giappone, nelle Hawai, in California, in Africa e Australia; quasi tutti con le dimensioni della Grande Piramide egizia.
Quando queste costruzioni furono bombardate, la rete di protezione s’interruppe causando l’apertura di un varco nell’atmosfera e la conseguente caduta di una enorme massa di acqua; un vero diluvio universale.
Questa strana storia sembra degna di un George Lucas o Steve Spielberg, ma il seguito ci proietta in un futuro che nemmeno tali registi hanno immaginato nella loro fervida fantasia.

Il mio narratore quindi prosegue dichiarando che al momento attuale Gaia si trova coinvolta nella creazione di un nuovo legame con le Gerarchie Spirituali perché i suoi abitanti si sono allontanati abbastanza dalle carneficine e dalle distruzioni che li hanno distinti in passato. Sarebbe quindi in atto una nuova fase di maturità simile a quel miglioramento che si manifestò con la comparsa della grande luce di Cristo e di Quetzacalt, i quali sigillarono un periodo di grande amore sul pianeta.
Questa luce può essere utilizzata per creare una rete di consapevolezza che permetterà al pianeta d’immergersi nella grande luce della nuova coscienza rappresentata dalla venuta della civiltà galattica.
In pratica una nuova civiltà.
Oggi sul pianeta vivrebbero diverse razze umane ed extraterrestri, somiglianti nell’aspetto agli umani, inserite fra noi col compito di osservare che le cose si evolvano nel modo stabilito.
I governi nascondono di aver ottenuto dai grigi, in modo limitato, perché questa razza non concede molto, tecnologie avanzate come contropartita al permesso di poter condurre esperimenti genetici.
Infine nel 2012 Gaia entrerà in una vasta regione di luce definita come un anello di energia fotonica.
Non mi dilungherò in spiegazioni tecniche non facilmente comprensibili ai "non addetti ai lavori", ma sembra che tale "cintura" sia stata scoperta per la prima volta nel 1961 vicino alle pleiadi. Sir Edmund Halley l’aveva già scoperta nel diciottesimo secolo studiando proprio la costellazione delle Pleiadi. Paul Otto Hesse osservando queste ultime si accorse della cintura a forma di ciambella con uno spessore di 2.000 anni solari. Ossia 759.864 miglia. Il nostro sistema solare sarà attraversato da questa luce e potrà accedere ad una dimensione superiore, cioè dall’attuale terza alla quinta.
In questo punto molto simile è il racconto della signora Maryann, una addotta, riportato in un articolo di Pablo Ayo, dal titolo "Arriva l’onda" che parla di un onda elettromagnetica che permetterebbe alla Terra, sempre nel 2012, il salto alla dimensione superiore. Secondo Maryann vi sarebbero ben 12 dimensioni parallele e la terra si troverebbe in una particolare posizione nell’universo da favorire salti quantici, al passaggio ciclico di questa onda d’energia.
Mentre cerco similitudini nel racconto mi viene spiegato che una particella di luce "fotonica" è in pratica una collisione fra un anti elettrone positivo e un elettrone. Lo scontro causa la distruzione delle due particelle e la massa risultante viene tramutata in energia. Nella lunga disquisizione illustrativa del fenomeno si fa menzione ad un postulato di un fisico inglese, tale Paul Derac, si accenna agli studi del nobel del 1936 Carl David Anderson, il quale nel 1932 scoprì il positrone, o elettrone positivo.
La mia ignoranza in materia mi lascia senza parole e riporto a fatica quanto ho appreso e non capito.
Concludendo sarà questa luce che permetterà agli scienziati di ricavare una nuova e imprevista forma di energia. Quindi nel 2112 il nostro sistema si troverà in una "bolla" detta di "salvataggio" che lo condurrà fuori della cintura attraverso la quinta dimensione e lo collocherà a tre anni luce dal sistema solare di Sirio.
Negli anni a venire che tracceranno il percorso di questa fantastica avventura saranno preventivamente cambiati i campi magnetici solari e di Gaia, per combattere la pressione della fascia neutra; i campi elettromagnetici saranno azzerati e non potrà essere utilizzato nessun equipaggiamento elettrico tradizionale. Gli atomi del nostro corpo saranno modificati e ne sarà aggiunto uno nuovo. Tornerà la reminiscenza e l’antico DNA di dodici spirali, insieme alle antiche facoltà. Il tutto con l’aiuto degli abitanti di Sirio.

In un mondo come il nostro, dove facilmente si occultano fatti ed eventi e si modificano gli avvenimenti, dove anche le persone svaniscono nel nulla, rimane poco da etichettare come "credibile".
Queste storie sono impostate su un terreno fertile e facilmente sfruttabile concatenando in sequenza logica notizie ben conosciute da tutti, non totalmente comprovate per l’impossibilità oggettiva di farlo.
Erich Von Daniken ipotizzava, già anni fa, che nel profondo della Galassia si fosse verificata, in tempi remotissimi, una grande battaglia fra esseri intelligenti. I fuggiaschi sarebbero sbarcati su Gaia, la Terra, non ideale per la loro sopravvivenza, ma che fu resa tale con una piccola trasformazione. Nei primi tempi furono costretti ad indossare sempre il casco con il relativo apparato respiratorio. Questo diede origine alla rappresentazione di figure provviste di antenne e "proboscidi" come il famoso dio Ganesa.
Per non essere intercettati dal nemico si nascosero nel sottosuolo del pianeta, scavandovi ampi locali sotterranei e gallerie, presenti tutt’oggi in ogni luogo. Per sviare i loro assalitori installarono potenti impianti e trasmettitori sul quinto pianeta del sistema. La "trappola" riuscì perfettamente e il nemico, pensando abitassero quel pianeta, lo fece esplodere, riducendolo in pezzi, tuttora orbitanti intorno al Sole, come un grande anello di asteroidi. Quello che i Sumeri e i Babilonesi chineranno il "Braccialetto martellato".
Daniken suggerisce che in seguito all’esplosione l’asse terrestre s‘inclinò causando un diluvio.
I sotterranei furono abbandonati, vennero condotti esperimenti genetici che trasformarono alcuni tipi di scimmie in esseri a loro somiglianza. Di conseguenza si fecero adorare come Dèi.

Shambhalla e Agharti sono storie di tutti, come lo sono le teorie di Horbiger, che collega il diluvio alla caduta di una Luna.
Fin troppo note le vicende che coinvolgono il popolo dei Dogon con Sirio, come lo sono le storie di Nommo, ossia Oamnes, l’esser anfibio emerso dal mare che insegnò agli uomini le lettere, le scienze e le arti.
Lo storico Abideno racconta che ai tempi del re Amillaro apparve dal mare anche un altro essere chiamato Annedotus.
Secondo Apollodoro furono cinque gli esseri anfibi; chiamati Seiren, sirene, vocabolo del greco antico che deriva da Seirios, cioè Sirio.
Alessandro Polistore afferma che gli insegnamenti furono protetti dalla furia del diluvio, quest’ultimo curiosamente previsto, in una stanza segreta. Ecco come nacque la storia del vano segreto nella Grande Piramide, o sotto la piana di Giza.
I misteri egizi alludono a Sothis, Sirio, identificata con Iside, e al suo compagno oscuro Anubis (Sirio B).
A Nommo, che divise il suo corpo fra gli uomini per nutrirli, crocifisso su di un albero e risuscitato, si abbina facilmente la figura di Gesù, raffigurato dai primi cristiani come un pesce, con il loro dio Attis adorato in Antiochia, risultato dopo un bagno in un fiume; nonché Osiride.

Indossando gli abiti dell’avvocato del diavolo devo ammettere che non è difficile collegare alcuni fatti che riguardano la nostra storia e cercare di fornire una spiegazione plausibile al susseguirsi degli eventi umani, senza nulla togliere al credo religioso o al mito della creazione comune a molti popoli. Non voglio assolutamente denigrare una simile storia, ma è nella nostra indole terrestre dubitare di tutto. Noi, in particolare, appassionati di simili argomenti, dubitiamo più degli altri, evitando di prendere per oro colato tutto ciò che riluce, semplicemente per restare obbiettivi mentre frughiamo, esaminiamo e vagliamo unicamente nella ricerca della verità.
È certamente una storia sconcertante, ma anche una bella "favola", adatta per essere convertita in magnifiche immagini cinematografiche, che parla di un contatto, forse lo auspica. Speriamo non sia solo l’annuncio di uno sbarco alieno in massa alla "Indipendence Day".
E non importa da dove provengano, siano essi di Zeta Reticoli, di Sirio e delle Pleiadi, rammentiamoci che la Storia, quella con la "S" maiuscola, ha ampiamente insegnato che esiste sempre un rovescio della medaglia, con aspetti non sempre e del tutto positivi.


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