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CERCANDO IL GRAAL...

 
L'ALTRA RAZIONALITÀ DEI CROP CIRCLES

di Antonio Bruno
per Edicolaweb

 

Il fenomeno dei Crop Circles e quello delle cosiddette "luci di Hessdalen", per citare i più noti, stanno sempre più conquistandosi uno spazio di notorietà fra la gente "comune".

È un processo graduale ma inarrestabile; come tutto ciò che è destinato a mutare i nostri abituali canoni di rapporto con la realtà. Uno degli ostacoli più grandi che questo processo incontra da sempre, è il pressappochismo che nasce quasi sempre da disinformazione o da pregiudizio; non di rado da un amalgama di entrambe le posizioni. Eppure, l'ignoto, in quanto tale, non si può affrontare con pressappochismo né pretendere di comprenderlo o di definirlo, oberati dal peso delle soggettive difficoltà concettuali. Un evento incomprensibile, che sfugge alle spiegazioni che il sapere del presente ci fornisce, "non può" essere spiegato con il sapere del presente, anche se è logico basarsi su quest'ultimo per trovare le risposte che ci mancano. Ma l'errore, spesso tragico, è proprio quello di usare male questo "trampolino di lancio". Le cognizioni ed i postulati della nostra scienza ufficiale, con le sue leggi, i suoi assiomi, i suoi empirici costrutti, sono ciò che abbiamo a disposizione senza dover ricorrere a quelle doti intuitive e profonde che alcuni uomini hanno la fortuna di possedere e che, peraltro, coloro che rappresentano la stessa ortodossia ufficiale non hanno la capacità di comprendere né l'umiltà di riconoscere. Oltre questi "processi dell'anima" che forniscono, a chi è in grado di esperirli, nuove e meravigliose "chiavi di lettura" della realtà globale, il sapere scientifico ufficiale rappresenta "le armi" con cui l'umanità si pone di fronte agli eventi misteriosi. Un trampolino di lancio, purtroppo spesso confuso con una "piattaforma fondamentale..."
Ecco la grande differenza e la chiave di tante incomprensioni: voler fare "fondamenta" di ciò che, invece, è solo passaggio, percorso...
Così, per questa mancanza di umiltà generale, per questa tara che appesantisce da sempre lo spirito di molti uomini di scienza, il sapere progredisce a rilento e, spesso, siamo costretti a sorbirci le manifestazioni della più gretta arroganza. Che è paura. Che è debolezza.

Sui "Crop Circles", che io ritengo una delle manifestazioni più meravigliose ed affascinanti che ci provengono dal "mistero", la gente comune sa ancora ben poco e quello che le giunge è, la maggior parte delle volte, frutto di un'informazione falsa, pregiudiziale e di parte, figlia di quel sapere ufficiale, zoppicante per propria scelta, di cui parlavo un attimo fa. Così abbondano i qualunquismi, le assurde obiezioni. Ho sentito dire molte volte frasi come:
"Ma sarà mai possibile che degli alieni debbano percorrere milioni su milioni di anni luce per venire sulla terra a fare un cerchio nel grano? Ma perché? Autorevoli esperti ritengono che lo facciano per comunicare con noi... non farebbero prima a atterrare, scendere dall'astronave e presentarsi ("Salve sono X2A e vengo dal pianeta CDF della galassia di Orione")."

Oppure:

"È molto più facile dire che sono astronavi aliene, piuttosto che cercare una spiegazione razionale ai fenomeni che vengono osservati."

Ecco, questi sono classici esempi di specifica ignoranza...! Parlare così vuol dire pretendere di "piegare l'universo" ai propri schemi alla propria logica limitata e prettamente "terrestre", alle proprie limitate capacità speculative. Un fenomeno come quello dei Crop Circles deve per forza essere visto come una specie di film di George Lucas o, alla meglio, di Spielberg, con astronavi multicolori ed esseri pronti a suonare musichette "elettro-spazio-cosmiche" per comunicare con noi... L'unico modulo interpretativo del fenomeno dei Crop, viene intuito come "alieni che percorrono milioni di milioni di anni luce per venire sulla terra a fare un cerchio nel grano"... Tutto qui...? Questo è tutto quello che si riesce ad intuire...? E, piuttosto che sforzarsi per trovare qualche altra possibile chiave interpretativa del fenomeno, si preferisce stupirsi del perché questi "alieni" non scendono dalle loro astronavi e non si presentano a noi, magari porgendoci un biglietto da visita fatto di "antimateria"...!
Siamo al livello di chi si domanda perché non atterrano sul prato della Casa Bianca (in fondo ce la può fare un qualsiasi aereo, come è già capitato...).
Confusione, qualunquismo, pressappochismo.

Certo, noi stessi, che veniamo bollati spesso, nel migliore dei casi, come poveri illusi sognatori, in realtà, abbiamo un concetto molto meno stereotipato del termine "alieno". "Alieno" vuol dire "estraneo", "diverso". Ma gli ambiti di questa "diversità", per noi, sono molto meno angusti dei luoghi comuni che ci affibbiano i detrattori, gli esponenti della generica presunzione. O gli ignoranti.
Noi diciamo, per limitarci ai Crop Circles, che "un'intelligenza" di natura chiaramente non umana, dotata di tecnologie a noi estranee e di nozioni riguardanti la fisica, la chimica, la geometria ed altri campi del sapere, evidentemente molto più avanzate delle nostre, sta cercando da decenni di comunicarci "qualcosa". Da dove vengano e che cosa siano, non lo sappiamo.
Ma sono convinto che non si possa pretendere di "piegarli" ai nostri schemi mentali ed alle strutture che ci portiamo appresso per via di un determinato tipo di cultura razionalista che abbiamo ereditato dal positivismo ottocentesco.
Gli "alieni" dei Crops, probabilmente, stanno cercando di farci ritrovare qualcosa, una "consapevolezza" profonda. Stanno operando un riassunto simbolico di leggi dimenticate che parlino ai nostri aspetti di coscienza archetipale più profonda. Stanno, forse, "preparandoci" a qualcosa di indefinibile e, per farlo, hanno scelto un linguaggio energetico-simbolico-universale che la nostra limitata forma di intendere la scienza ha da tempo seppellito e dimenticato. La crescente perfezione, bellezza e significato dei simboli che appaiono di anno in anno, ci suggeriscono un crescere esponenziale del loro messaggio. Magari sono forze ed intelligenze di dimensioni collimanti con la nostra o di mondi d'altro tipo che vivificano il nostro... Comunque, è proprio come se fosse una scuola e chi è rimasto alle elementari non può pretendere che anche gli altri ci restino. Coloro che continueranno gli studi, certo, avranno bisogno di ricordare le tabelline imparate alle elementari, ma farebbero ben pochi progressi se non volessero apprendere di più...

La "spiegazione razionale", invocata con disarmante superficialità da chi deride i "cercatori di alieni", non è, dunque, figlia di schematismi empirico culturali che "si mordono la coda" e ringhiano per la rabbia di non riuscire ad afferrarla! La "spiegazione razionale" che ci serve, invece, è quella che ci dispiega nuove conoscenze le quali, pur senza rinnegare le vecchie, ampliano il nostro spirito fino ai confini di percorsi potenziali che la nostra mente è in grado di compiere...


									

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