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AREA DI CONFINE Un apparato scientifico colluso

AREA DI CONFINE - n. 32 Maggio 2008
in tutte le edicole: € 5,50
Per ordini e abbonamenti: ordini@acaciaedizioni.com
tel.: 02.90090606

EDITORIALE:

Non cessa di stupirci il nostro ormai famoso semiologo Patsy Nicholas di Falco. Dopo l'incredibile (ed ovviamente controversa) decifrazione della "scritta" da me individuata sul suolo marziano, nello Juventae Chasma, ci propone una sua ricerca a conferma della traduzione della Planisphere Tablet operata da due studiosi britannici dell'Università di Bristol.
Con un approfondimento sugli antichi testi Veda, ha tradotto dal Sanscrito la cronaca dello stesso avvenimento, registrato dall'altra parte del pianeta. Ma l'effetto più importante di questo articolo è la smentita delle conclusioni della ricerca inglese: questo apocalittico evento meteorico del trentaduesimo secolo a.C. non avrebbe niente a che fare con la distruzione di Sodoma e Gomorra in quanto le datazioni bibliche non concordano con i risultati della ricerca britannica.
È questo un modesto, ma significativo risultato del nostro metodo di studio, adottato con un vincente approccio multidisciplinare in grado di confermare da un lato e di smentire dall'altro le ipotesi dei titolati ricercatori dell'Università di Bristol.
Colgo l'occasione per meglio definire il nostro rapporto con la scienza, prendendo le distanze da quella cosiddetta "ufficiale".
Questo infelice connubio lessicale ha ormai assunto un significato deteriore per via di certi personaggi interessati più a conservare prudentemente la loro posizione ed i loro privilegi che ad accettare di investire in "troppo rischiose" ipotesi controcorrente. Prudenza per alcuni versi comprensibile, ma non più condivisibile quando assume l'aspetto di totale chiusura e di palese ostilità verso il nuovo.
Questa precisazione è dedicata a quanti mi hanno scritto preoccupati dalla possibilità che la nostra pubblicazione possa assumere un'impostazione analoga a quella di riviste divulgative improntate a quella "scienza ufficiale" tesa più a coprire che a rivelare. Si tranquillizzino, dunque.
Quanto a noi, dobbiamo constatare che questa impostazione ha finito per modificare la nostra percezione di immagine dell'apparato scientifico che ci appare sempre più colpevolmente colluso con poteri economici, politici e militari, offuscando del tutto l'immagine romantica che avevamo degli scienziati fino a pochi decenni fa.
Spiace constatarlo, ma dobbiamo prendere atto che ormai, per dare credibilità ai nostri studi, dobbiamo adottare l'aggettivo "seri" e rinunciare all'attributo "scientifici".


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