parti precedenti:

IL NOME »
LA SCOPERTA E LO SCOPRITORE »
TROIA E LA SUA STRUTTURA »
CULTURA DELLA GRECIA ACHEA: AMBIENTE ETNICO (LA Koinh DI FRONTE AI Barbaroi) »
PROBLEMI INTERNI: CULTURA DELLA GRECIA ACHEA E AMBIENTE SOCIO-POLITICO »
PROBLEMI INTERNI: CULTURA DELLA GRECIA ACHEA E FASI DI SVILUPPO »
PROBLEMI INTERNI:
CULTURA DELLA GRECIA ACHEA E LINGUA GRECA
La lingua letteraria della Grecia, è un'astrazione rispetto ai vari dialetti del parlare comune, anche se essi avevano alla base una intensa omogeneità lessicale, morfologica e sintattica che giustificava l'esistenza della koinh.
Una documentazione scritta, stesa in "Lineare B" (21), ci fornisce l'esempio più antico di lingua greca (quella dell'età micenea) (22).
Con la riscoperta della scrittura per effetto dell'invasione dorica le scritture locali cominciarono ad identificarsi con i gruppi etnici:
- la prima ad arrivare è la lingua ionica utilizzata nell'Attica e in numerose isole tra cui l'Eubea ed in una parte delle coste dell'Asia Minore (23);
- la seconda a comparire è la lingua degli Eoli (cioè il dialetto parlato nelle zone marginali della Grecia; vale a dire nelle isole dell'Egeo settentrionale - come Lesbo - e nelle zone dell'Asia Minore ad esso prospicienti come la Tessaglia e la Beozia) (24);
- nella parte nord-occidentale della Grecia continentale si diffuse poi un dialetto detto greco-occidentale;
- il dorico, il dialetto degli ultimi arrivati, era parlato in una parte del Peloponneso (Argolide e Regione Spartana), a Creta, a Rodi ed in altre isole dell'Egeo meridionale, sulla costa dell'Asia Minore e in molte importanti località della Magna Grecia (ad esempio Taranto).
Note:
21. Sistema di scrittura sillabico formato da segni corrispondenti a sillabe aperte, ossia terminanti in vocale, in numero di circa novanta, cui si aggiungono un limitato numero di ideogrammi ed un sistema di notazione numerica in base decimale.
22. Tali testi contengono principalmente materiale amministrativo e sono stati rinvenuti sia sull'isola di Creta, sia sul continente. La loro decifrazione, avvenuta nel 1952, ha accertato che la lingua dei micenei era sostanzialmente identica al greco di epoca storica, anche se rimangono tuttora degli interrogativi riguardo al rapporto con i dialetti: il miceneo non sembra dimostrare relazioni col dorico, mentre pare averne con l'eolico e lo ionico. Il miceneo peraltro (come in seguito la lingua greca) sovrapponendosi ai linguaggi delle popolazioni autoctone non li cancellò del tutto, bensì ne conservò delle tracce ravvisabili in alcuni nomi di divinità, di persone e di luoghi, oltre ad un certo numero di sostantivi. Le principali fonti di quella lingua antica sono testi letterari, documenti epigrafici e lettere private trovate in papiri egiziani; queste ultime sono presenti solo a partire dal III secolo a.C., quando con i Tolomei ebbe inizio l'ellenizzazione dell'Egitto ma permettono l'accostamento ad un linguaggio di uso corrente.
23. Lo Ionico parlato nell'Attica assunse, grazie anche al predominio culturale e letterario di Atene, l'aspetto di un dialetto proprio, fino a costituire la base di ciò che comunemente è inteso e studiato come greco antico.
24. L'Eolico assume un carattere particolare nell'Arcadia ed a Cipro, zone geograficamente appartate e quindi tendenti a mantenere tratti arcaici, che gli fanno assumere la denominazione di "Acheo".
La terza ed ultima migrazione, attribuita ai Dori, si insediò in due aree distinte che generarono altrettanti filoni dialettali.