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PROBLEMI INTERNI:
CULTURA DELLA GRECIA ACHEA E FASI DI SVILUPPO
La più antica fase di sviluppo della cultura achea aveva avuto l'epicentro nell'isola di Creta, dove si era sviluppata, fra il III millennio e la metà del II, la civiltà minoica. Essa aveva esteso la propria sfera d'influenza sulle isole dell'Egeo e anche sulla Grecia continentale e forse sull'Egitto (quelli che gli Egizi chiamavano Chiftiù erano i popoli del Mare?) come ci viene confermato dai miti del Minotauro.
Parallelamente al progressivo decadere della civiltà minoica nella Grecia continentale si sviluppò la civiltà micenea durante il corso del XVI secolo a.C..
I documenti scritti di queste due civiltà giunti sino a noi, sono i testi geroglifici (come il "disco di Festo") ed i testi in "Lineare A" (l'uno e gli altri cretesi, sfortunatamente non traducibili) e quelli micenei in "Lineare B".
Tutti i documenti testimoniano l'uso della scrittura ma non attestano ancora l'esistenza di una letteratura.
Abbiamo visto che, però, ad un certo punto la civiltà micenea scomparve per cause traumatiche (probabilmente l'invasione dei dori). Era cominciato il cosiddetto "medioevo ellenico" che durò, all'incirca, fino all'VIII secolo a.C..
Tale fase produsse gli effetti tipici dei periodi di transizione: cioè essenzialmente un forte regresso economico e culturale: si perse l'uso della scrittura, si persero le arti e le tecniche più raffinate, si perse e si confuse la memoria del passato.
Nonostante ciò, il medioevo ellenico non fu un'età morta anzi è proprio in questo periodo che maturano i primi fermenti della grande civiltà greca.
Lentamente, verso l'inizio dell'VIII secolo, venne introdotta nuovamente la scrittura elaborata sulla base dell'alfabeto fenicio adattato alle caratteristiche della lingua greca.
I poemi omerici furono l'attestazione di questa evoluzione conclusa nella poesia epica che consacra la tradizione di uno splendido passato miceneo.
In effetti, nel corso dell'VIII secolo a.C. non si sviluppò solo la poesia epica; la Grecia si rigenerò anche sotto il profilo politico. Le poleis, uscirono dal letargo plurisecolare per iniziare un periodo di ascesa e di splendore che sembrava inarrestabile.
Di fatto il processo di rinascita non si limitò al solo VIII secolo: si estese anche ai due secoli successivi (VII e VI secolo a.C.) e ad esso portarono il proprio contributo le colonie, con un congruo apporto economico-commerciale nonché culturale. Non è un caso che proprio le colonie si aprirono maggiormente verso le grandi civiltà, prevalentemente orientali (come verso la Persia).