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ARCANI ENIGMI...


PERSONAGGI DEL MISTERO: I RE MAGI
di Stelio Calabresi per Edicolaweb
parti precedenti:

INTRODUZIONE: I MAGI NEI VANGELI SINOTTICI »
I RE MAGI NEI TESTI APOCRIFI »
NUMERO E NOME DEI MAGI
Questo numero (il numero "3") va comunque accettato con beneficio di inventario.
È noto, tra gli studiosi di essoterismo, che il numero tre ha una valenza grandemente simbolica sicché esso starebbe ad indicare l’intera umanità o, se si preferisce, le tre razze umane derivate dai figli di Noè: la semitica, la camitica e la japetica, rispettivamente da Sem, Cam e Jafef.
Ma vi è un’altra possibile spiegazione.
Nell’antico Egitto il "tre", Khem, era collegato ai moti lunari ed indicava "la manifestazione nel mondo del reale dell’Uno trascendente", cioè - come ha chiarito il Mattera - la divinità trascendente che diventa immanente; concetto che si collega all’epifania del Cristo, il Dio fatto uomo.

Né minore importanza riveste il problema del nome.
È noto che presso i "popoli del libro" (ebrei ed arabi), il "nome", o meglio la conoscenza del nome rivestiva grande valenza magica, come presa di possesso. Ce lo dimostra l’episodio biblico nel quale gli Elohim invitano Adamo a dare il nome a tutti gli esseri viventi (con questo significando la presa di possesso dell’uomo sugli altri esseri).
Forse ancor meglio lo dimostra l’altro episodio, quello in cui Mosè s’imbatte nel roveto ardente. Quando Mosè chiede "chi sei?" in effetti non vuole la rivelazione della natura trinitaria compresa nella risposta "Io sono colui che è", ma è un vero e proprio tentativo di impadronirsi del "nome" dell’essere nascosto nel fuoco.

Ma torniamo ai Magi.
Nel mondo attuale sono conosciuti con i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, anche se bisogna dire che non tutti sono d’accordo.
I milanesi, ad esempio, li hanno venerati con i nomi di Rustico, Eleuterio e Dionigio...

Quali prove abbiamo?
In un complesso monastico copto, in Egitto, le immagini dei Magi sono accoppiate ai nomi di Gaspar, Melechior e Bathesal.
Melechior sarebbe stato il più anziano dei tre: il suo nome deriverebbe dall’aramaico Melech (signore, re).
Il nome Baldassarre deriverebbe dal mitico re babilonese Balthazar, il che ripete genericamente, nel nome, la regione di approssimativa provenienza.
Infine Gaspar, Gasparre, che i greci chiamavano Galgalaq, corrisponderebbe al signore di Saba.

Anche Marco Polo accenna ai Re magi nel "Milione" ed, a ragione, li riconduce alla Persia.
L’esploratore veneziano connette il Paese dei Magi a quello dei Sabei quando afferma che "...in Persia è la città chiamata Saba da la quale partirono tre re che andarono ad adorare Dio quando nacque...".
Tuttavia un attento esame del testo ha portato gli studiosi alla conclusione che la citazione di Marco Polo non sia corretta. Il viaggiatore non si riferiva proprio a "Saba" (che sarebbe stata individuata in una località dell’Etiopia), bensì a "Sawah" in Persia.
Altri studiosi invece individuano la città di partenza del pellegrinaggio in "Ubar".
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