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ARCANI ENIGMI...


PERSONAGGI DEL MISTERO: IL FAVOLOSO PRETE GIANNI

di Stelio Calabresi
per Edicolaweb

[Un'antica rappresentazione del prete Gianni - 35K .jpg]
 

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NEL SEGNO DEL PRETE GIANNI »
LA CULTURA DEL SUO TEMPO »
UN RE IMMAGINARIO »
ELEMENTI STORICI »
IL REGNO DI PRETE GIANNI »
IL REGNO DI PRETE GIANNI IN ORIENTE »
IL REGNO DI PRETE GIANNI IN AFRICA »
NELLA LEGGENDA: PRETE GIANNI E QUASIDIO »
PRETE GIANNI ED I RE MAGI »
PRETE GIANNI E MARCO POLO »
LA FAMOSA LETTERA E LE SUE VERSIONI »
LA FONTE DELLA GIOVINEZZA TRA CINA ED AMERICA »

PRETE GIANNI ED IL BARBAROSSA
Gli studiosi contemporanei sono indubbiamente meno entusiasti e sono piuttosto propensi a credere che la lettera di Prete Gianni fosse letteralmente una bufala, una operazione propagandistica architettata da Federico Barbarossa. Egli avrebbe elaborato liberamente a vantaggio della propria politica imperialistica diversi elementi della letteratura antica, oltre che dei bestiari medioevali.
Lo scopo si dice fosse quello di contrastare lo strapotere della Chiesa romana scuotendo lo spauracchio di un alleato, potente quanto immaginario, ad Oriente.
Il mito, una volta creato, è però duro a morire ché anzi - spesso in maniera paradossale - l’errore di partenza gioca contro l’ideatore e rafforza l’avversario.
Sarebbe accaduto così che, quando divenne chiaro che in Asia il misterioso personaggio non era mai esistito, il suo regno venne spostato, prima nelle Indie e poi in Etiopia, ed il Negus finì con l’incarnare il mitico personaggio e divenne il più potente nonché il più ricco uomo del mondo.
Proseguendo sulla strada di questa trasformazione soggettiva si arrivò ad immaginare che il nome Gianni fosse la latinizzazione della parola Zan che, guarda caso, corrispondeva al titolo regale etiopico.
Non era ancora finita, perché il regno del mito non conosceva pace: mentre tutti discutevano su una collocazione Africana, il regno di Zan si era spostato verso l’Asia Centrale, verso il Turkestan. Accadde così che i seguaci di Gianni intanto erano divenuti i Mendayyeh di Yahia (cioè Discepoli di Gianni).
In tal modo Gianni (o Yahia), per interpretazioni cabalistiche, si era trasformato in sinonimo di Yahwe, ossia del biblico Dio ebraico.
C’è ancora di più: in quanto Signore dei Tempi assunse la fisionomia dello "Janitor" alchemico, fabbro o iniziatore dell'Opera, capace di armonizzare il dualismo fra inizio e fine, tra l’Alfa e Omega, del cammino vitale.
Questa ambiguità chiaramente denunciava il sospetto del manicheismo che da sempre affligge la figura di Prete Gianni sebbene egli, per proprio conto, intanto fosse divenuto un autentico trasformista: non è quindi un caso che Gianni divenne derivato di Giano (l’antica divinità latina dalle due facce).
Nel contempo nel suo simbolismo si volle vedere il Cristo e gli si attribuì il diritto di portare lo scettro regale quale legittimo erede del Padre Celeste, mentre con la mano sinistra teneva la chiave dei segreti eterni (24).
Tuttavia non bisogna sottovalutare un’altra possibilità.
Che testi finora considerati falsi (come la lettera attribuita al Prete Gianni) siano in realtà autentici e che Prete Gianni debba essere ricondotto al "Presto Giovanni" di cui parla Marco Polo.

Note:
24. Giano ha la stessa radice del verbo ire (andare), radice che si trova anche nella lingua sanscrita, con lo stesso senso del latino: yana significa via, tao, nella tradizione orientale. Le dottrine del Prete Gianni sarebbero quindi riconducibili al dualismo Yin-Yang, lato oscuro e lato luminoso della natura che hanno nel Tao il loro principio supremo.

stelical2003@yahoo.it

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