UN GIALLO DELLA STORIA: IL MISTERO DEI BACCANALI
NELLA ROMA DEL II° SECOLO a.C.
di Stelio Calabresi
per Edicolaweb
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IL QUADRO STORICO DI RIFERIMENTO »
RELIGIONI MISTERICHE: IL CULTO DI DIONISO-BACCO ED I BACCANALI »
L’AFFAIRE BACCANALI »
IL CASO DEL CULTO DELLA MAGNA MATER »
I CULTI MISTERICI E L'IMPATTO SOCIALE »
I RITI BACCHICI ED IL SENSO MORALE ROMANO »
LA SCOPERTA DELLA MACCHINAZIONE »
CARATTERISTICHE "POLITICHE" DEL CULTO BACCHICO
Il culto bacchico, nato come adesione religiosa ai "misteri" di Dioniso, ben presto divenne una consorteria che garantiva devozione (leggasi controllo), alle numerose persone aderenti senza vincolo di legami clientelari, vincolati unicamente da un’alleanza volontaristica basata su legami di tipo religioso.
Orbene, se questa impostazione è corretta ci dobbiamo domandare: chi c’era dietro la reazione aristocratica contro i nuovi culti considerati pericolosi per l’ordine sociale?
Noi non conosciamo il denunciante materiale. Sappiamo però che l’intervento delle autorità fu immediato.
Livio (XXIX, 18) riferisce che il Senato, riunitosi immediatamente, decise di promuovere un’inchiesta la più vasta possibile. Essa fu estesa anche al di fuori dell’Urbe, ad ogni città e paese della penisola ("fora et conciliabula").
A questo punto possiamo notare un fatto: il testo conservato nella tabula di Tiriolo è unitario; ma Livio parla - forse a ragione - di due diversi senatoconsulti. E il secondo doveva essere una specie di sintesi che riproduceva la lettera inviata dai consoli alle comunità alleate.