UN GIALLO DELLA STORIA: IL MISTERO DEI BACCANALI
NELLA ROMA DEL II° SECOLO a.C.
di Stelio Calabresi
per Edicolaweb
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RELIGIONI MISTERICHE: IL CULTO DI DIONISO-BACCO ED I BACCANALI »
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IL CASO DEL CULTO DELLA MAGNA MATER »
I CULTI MISTERICI E L'IMPATTO SOCIALE
Da quanto abbiamo appena detto il culto bacchico non ebbe lo stesso trattamento giuridico né gli sponsor di quello di Cibele.
Esso si diffuse spontaneamente, ma fuori dalla religione tradizionale e fuori dalla tutela dei "mores majorum". Questo ne permise la repressione di cui ci stiamo occupando.
Al contrario i misteri di Cibele, pur essendo stati sottoposti al alcune restrizioni, sopravvissero nel tempo perché Cibele fu e restò una divinità "salutaris", vale a dire una divinità tutelare di Roma (18), rimanendo strettamente legata alle sue fortune indipendentemente dalle vicende politiche.
Ricordiamo che (siamo alla fine del II secolo a.C.) un suo gran sacerdote, certo Battakes, profetizzò la vittoria di Mario sui Teutoni; e nel 98 a.C. Mario in persona si recò in Asia Minore per compiere i sacrifici deliberati dal Senato a ringraziamento della dea.
Però il momento magico del culto di Cibele si ebbe in epoca imperiale, prima sotto Augusto e dopo sotto Claudio: sia il primo che il secondo appartenevano alla "gens" che aveva accolto all’inizio la dea Cibele. E con Augusto e Claudio caddero le proibizioni iniziali. Augusto inserì Cibele tra i numi tutelari della casa imperiale e fece riedificare l’antico tempio del Palatino, distrutto da un incendio.

Note:
18. Veniva rappresentata con una corona turrita, che richiamava le mura dell’urbe e ne enfatizzava il rapporto con la città.