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ARCANI ENIGMI...

CONSIDERAZIONI SULLA "MAGIA": LA MAGIA TRA ISIDE E ZOROASTRO
di Stelio Calabresi per Edicolaweb
INTRODUZIONE
Imperversano in TV esibizioni di maghi, cartomanti, lettori di oroscopi, sedicenti stregoni, esperti di essoterismo... e chi più ne ha più ne metta; questo fenomeno ripropone, all’attenzione di una grande massa di più o meno sprovveduti teledipendenti, un mistero antico quanto il mondo: quello della Magia.
Il fenomeno in sé non è preoccupante: è, tutto sommato, abbastanza innocuo, se resta al di fuori del Codice Penale e se fornisce al prossimo una illusione di felicità in questo fine secolo travagliato da bagliori di guerra. È, però, sbagliato pretendere di trovarvi delle verità assolute e improponibile il tentativo di volerne fornire una spiegazione razionale o una giustificazione, di tipo oggettivo.
La magia, nella pratica, trova una spiegazione esclusivamente in un atteggiamento di tipo fideistico o nella superstizione. Nella teoria, una spiegazione resta possibile solo sul piano esoterico-ermetico: ma è tutt’altra cosa rispetto a ciò che viene spacciato.
Un diverso atteggiamento non può che indurre ad un generalizzato, quanto ingiustificato, sentimento di rigetto con il quale i soliti benpensanti bollano la magia trattandola come cosa "da pazzi", estranea all’uomo, contraria a considerazioni di ordine intellettuale ed etico e, per ciò stesso, da condannare.
A me sembra che anche questo sia illogico come assurdo è bollare di "stupidaggine" (o peggio) una qualsiasi manifestazione dell’intelletto umano antico quanto l’uomo.

È un dato di fatto che la magia sia la più antica via di approccio ai misteri della natura, sì da essere praticata dai tempi in cui l’uomo si raccoglieva intorno ai megaliti a Stonehenge o a Carnac.
Certo, oggi non suscita alcuna meraviglia l’ipnosi e la suggestione postipnotica, fenomeni di premonizione ed elettromagnetismo, lo scoccare del fulmine o ipotesi di mantica indotta o provocata. Il nostro atteggiamento culturale rispetto ad un evento è semplicemente il segno di un’evoluzione che alle origini era di adesione incondizionata alla magia.
Una consuetudine radicata da millenni non può essere liquidata senza un approfondimento né accettata, all’inverso, come posizione acriticamente fideistica.
Ma comprendere non è né facile né agevole: perché la sua essenza è - come diceva Fulcanelli - il "mistero" e noi siamo portati a negare e rifiutare ciò che non comprendiamo.

Cerchiamo, almeno, di intenderci sul significato dei termini di "superstizione", "mago" e "magia".
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