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ARCANI ENIGMI...

MISTERI DELL'ARCA DELL'ALLEANZA E DEL TEMPIO
di Stelio Calabresi per Edicolaweb
parti precedenti:

INTRODUZIONE »
UNA SORTA DI SCATOLONE »
PARTICOLARE DEL TEMPIO TENDA »
L’ARCA E LA SUA COSTRUZIONE »
L’ARCA NELLA BIBBIA »
DOV'È L’ARCA? »
LEGGENDA, SIMBOLISMO E STORIA DELL'ARCA »
IL TRASFERIMENTO DELL'ARCA DA GERUSALEMME AD AXUM
Secondo Hancock il percorso seguito dei trafugatori si snoderebbe tra Gerusalemme, Elefantina e ad Axum.
Dunque l'Arca sarebbe rimasta nel tempio di Gerusalemme almeno fino al 700 a.C.
Tra il 700 a.C ed il 620 a.C. dell'Arca si perdono le tracce. Secondo una teoria, che ha avuto abbastanza seguito, vuole che il manufatto sarebbe stata spostata al tempo di Manasses (687 a.C. circa), re spietato, contrario al monoteismo ed incline all’idolatria.
In sostanza sarebbe accaduto che gli ebrei di Gerusalemme, temendo che un siffatto personaggio potesse nuocere alla sicurezza dell'Arca, con ogni probabilità, decisero di portarla al sicuro altrove... ma dove?
Gli ebrei dell’ortodossia fanno osservare che il Tempio di Gerusalemme era l'unico posto degno di fornire custodia all'Arca. Tutti i territori stranieri, erano indegni a meno che... non fosse possibile ricreare altrove un Tempio, cioè creare altrove una situazione religiosa, culturale e socio-ambientale simile a quella nazionale.
In ogni caso non abbiamo nessun elemento per stabilire quando l’oggetto scomparve.
Certamente quando nel 516 a.C. Zorobabel ricostruì il Tempio, l’Arca non c’era più. O almeno, non era presente in maniera evidente.
Il rabbino Shlomo Goren è convinto che l'arca si trovi ancora nel sancta sanctorum, essendo sfuggito alle razzie degli invasori: "Basterebbe scavare in corrispondenza della sua antica collocazione. Purtroppo però adesso in quella zona sorge la spianata delle moschee islamiche di Gerusalemme e le autorità religiose preferiscono evitare qualsiasi scavo archeologico per evitare attriti con i musulmani..."
Agli inizi del XX sec. un gruppo di archeologi tedeschi effettuava scavi sull'isola di Elefantina (ad Assuan), quando si imbatté nelle rovine di un tempio giudaico risalente, all’incirca, al 650 a.C. epoca nella quale i sacerdoti ebrei avrebbero abbandonato Gerusalemme durante il regno di Manasses.
Stando alle risultanze del ritrovamento le rovine di Elefantina presentavano misure compatibili con quelle del Tempio di Gerusalemme.
Sembrava la soluzione a tutti problemi dell’Arca.
Invece il Tempio di Elefantina apriva nuovi problemi in quanto costituiva un autentico enigma storico. Infatti il tempio era stato distrutto e dei locali ebrei si erano perse le tracce. Perché?
Come era stato possibile far sparire le tracce di un’intera popolazione da un’isola?
Non era stata trucidata: gli scavi non rilevarono tracce di eccidi o massacri. Un ennesimo mistero dunque!
Sta di fatto che non sappiamo molto sulla sorte delle comunità israelitica che lo edificò. Sappiamo unicamente che ad Elefantina c’era stata una comunità ebraica.
Ma la storia dell’Arca non poteva trovare pace. Infatti, in una isoletta del Nilo, nei pressi di Elefantina, a Tana Kirkos, furono effettuate nuove scoperte; cominciò così a circolare la leggenda secondo la quale l'Arca sarebbe stata portata e sarebbe restata a Tana Kirkos per circa 800 anni, epoca in cui venne spostata in direzione dell'Etiopia. Nel III secolo d.C. l'Arca sarebbe comparsa ad Axum trasferita dal Re Ezana convertito all’ebraismo. E lì sarebbe tuttora.
Orbene, se dal 200 d.C. sottraiamo gli 800 anni di permanenza a Tana Kirkos, andiamo a collocarci proprio nel V secolo a.C., che coincide con l’epoca presunta della la distruzione del tempio di Elefantina.
Un’altra versione (29), vuole che l’Arca sia stata portata ad Axum da un certo Menelik, nato dall’unione di re Salomone con Makeda (nota come la regina di Saba). Il giovane Menelik, in combutta con un gruppo di ebrei ribelli, avrebbe rubato l’arca trasportandola segretamente ad Axum. I sudditi di Menelik (i falascià, cioè gli ebrei etiopi), grazie ai poteri dell’Arca, sarebbero riusciti a sollevare gli obelischi di Axum.
Nella sostanza si sarebbe trattato di un’azione concordata tra discendenti dei "faraoni neri" (gli Axumiti) e di sette ebraiche (da Tana Kirkos).

Note:
29. Contenuta nella cronaca etiope trecentesca Kebra Nagast o Gloria dei re.
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