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UNA SORTA DI SCATOLONE
Nella Bibbia l’Arca è descritta come il contenitore delle tavole della legge (che Dio consegnò a Mosè) e di altri oggetti (come un vaso della manna e la verga di Aronne).
Su indicazione del Signore, Mosè la fece costruire "...di legno d'acacia, lunga due cubiti e mezzo, larga e alta un cubito e mezzo (circa cm. 125x75x75). La ricoprì d'oro puro di dentro e di fuori, e le fece intorno una corona d'oro. Le fece quattro anelli di oro fuso ai quattro suoi piedi (...); prese poi due stanghe di legno e le fece passare negli anelli ai lati dell'Arca per poterla portare."
Fece realizzare il propiziatorio (una sorta di coperchio) d'oro puro; fece inoltre due cherubini d'oro battuto con le ali aperte in alto e con le loro facce rivolte l'una verso l'altra sopra il propiziatorio (c'è da notare che i cherubini biblici non hanno nulla a che vedere con i putti grassottelli inventati dai pittori del Rinascimento: si tratta di creature alate con il corpo da leone e il volto di sfinge) di chiara ispirazione egizia.
Ben presto divenne simbolo di democrazia teocratica e, in quanto tale era opposta allo Stato-Tempio, laddove il tempio simbolizzava la forma "Monarchica" dello Stato di Israele e di Giuda.
Dopo che Israele ebbe finalmente raggiunto la "Terra Promessa" e si fu insediata a Canaan gli ebrei dell’Esodo iniziarono a sacrificare a Dio sulla cima di luoghi elevati (colline e Montagne). Si trattava di altari all'aperto di chiara derivazione egiziana, letti nell’ottica del "Tempio Tenda" mosaico.
Ben presto i luoghi di culto vennero trasferiti in edifici coperti da tetti o collocati su alture ad imitazione del "Tempio Tenda".
Naturalmente quando parliamo di un’altura dobbiamo riferirci alla collocazione del cranio umano rispetto al corpo: la testa, infatti, oltre ad essere la sede dell’intelletto, è la parte più elevata dell’intelletto di ogni uomo e, moralmente, la parte che più si avvicina a Dio (6).
Ne costituirono un notevole esempio i vari siti in cui venne custodita l’arca, (Silo, Dan, Betel, Gilgal, Micpah, Betlehem, Ebron ecc.) fino alla sua scomparsa, unitamente ai libri della Legge (la "Torah") ed ai testi biblici in via di formazione.

"Porrai quindi nell’Arca la testimonianza che io ti darò"

è l’ordine che il Signore impartisce a Mosè in Es. 25,16.

Nella sua oggettività, in ogni caso, e indipendentemente dalla sua occasionale collocazione, l’Arca fu e rimase lo "Scrigno" sacro per eccellenza della religione ebraica, simbolo della potenza, della giustizia e della protezione divina.
Secondo la tradizione e la raffigurazione convenzionale, l'Arca era sormontata da due cherubini d’oro, giustapposti, con le ali piegate verso l’alto.
Nei 40 anni dell’Esodo, durante le soste del popolo errante, l’Arca veniva custodita nel "Sancta Snctorum" del "Tempio Tenda". Ma, durane gli spostamenti era portata a spalla dai componenti della tribù di Levi (7).

A questo punto qualsiasi discorso sulla Arca non può prescindere da alcune precisazioni preliminari di taluni significati simbolici.
Tanto per cominciare il velo che nasconde l’Arca ha un preciso significato esoterico nel senso di sottrarre alla vista dei comuni mortali, l’oggetto segreto del culto. Sotto un profilo strettamente esoterico il velo (si pensi al velo di Maia, cioè la realtà nascosta ed alla donna velata della Cappella Sansevero a Napoli) simboleggia i Misteri Maggiori, cioè quelli ai quali possono essere iniziati solo coloro che sono già in possesso dei più alti gradi.
E non v’è dubbio che l’oggetto celato nel "Sancta Sanctorum" avesse tutte le caratteristiche per essere considerato un "Mistero Maggiore".
In secondo luogo la natura del Tempio Tenda: in senso fisico il Tempio Tenda venne realizzato su indicazione del Signore e su progetto dello stesso Mosè durante la permanenza sul monte Horeb nella seconda fase dell'Esodo (quella che portò gli ebrei da Hayùm Musa ad Har Harkum) (8).
In genere Il "Tempio Tenda" viene accostato al tempio di Salomone. Ma sembra che siamo fuori strada in quanto il tempio tenda era una struttura precaria, mentre il "Tempio" era un edificio.

Alla descrizione del Tempio Il libro dell’Esodo dedica i capitoli da 36,1 a 40,38: mentre la descrizione del Tempio salomonico è contenuta in I Re 5,16 ss.; 7,13; ed in I Cronache: 2,2 ecc. Non mi soffermerò molto né sull’uno né sull’altro; mi limiterò ad osservare che:
- Il primo, pur nella sua magnificenza, nonostante l’impiego dell’oro sottratto al faraone e nonostante i suoi illustri precedenti egiziani, è una struttura di pastori, rimovibile e quindi precario; in altri termini il Tempio tenda era di modeste dimensioni, simile ad un tempio egiziano abbastanza contenuto sia per la struttura formale che per la funzione sociale e la forma organizzativa di culto. Era infatti articolato in un cortile antistante; un tabernacolo diviso in due parti: il Santo (con la Nemorah, il tavolo dei pani e il tavolino dell’incenso il Santissimo separate dal Velo. Il Passaggio dal cortile al Tabernacolo era un viaggio dalla luce verso il buio (9).
A sua volta il Santissimo era diviso in due parti: area dell'Arca dell'Alleanza e zona di servizio per i sacerdoti. Questo sembra perfettamente conciliabile con il carattere di precarietà che il Tempio doveva avere. Ché anzi, durante la permanenza sull'Horeb, il "Tempio Tenda" probabilmente sovrastava una caverna nella quale era stato nascosto l'oro offerto dagli Ebrei all'epoca dell'episodio del Vitello d'oro e dove vennero fatti precipitare Cora ed i rivoltosi all'atto dell'assunzione del potere assoluto da parte di Mosè.
Nella stessa caverna vennero poi, probabilmente, sepolti sia Aronne che lo stesso Mosè.
- Per converso l’edificio di Salomone appare edificato su modello fenicio; si tratta di una struttura inamovibile, stabile e progettualmente grandioso.
Ho parlato di precedenti. In senso assoluto infatti nei miti ebraici il "Tempio Tenda" non è una novità. In senso mistico ed esoterico l’introduzione del "Tempio Tenda" viene fatta risalire al mito ebraico della cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden allorquando il Signore, commosso dalle dure condizioni nelle quali erano precipitati Adam e la sua discendenza, fece innalzare una tenda dall'arcangelo Gabriele. Per questo motivo esso, indipendentemente dal tipo di struttura più o meno primordiale, più o meno originale, riveste un importante valore religioso esoterico del quale ripete i concetti basilari sia nella sostanza che nella forma e nei colori:
- la colonna centrale del Santissimo, del colore del giacinto rosso, è nato dalla fusione del rosso e del nero e simboleggia il mondo spirituale (rosso) e quello materiale (nero) (10);
- le corde della tenda erano viola, il colore intermedio tra quello della natura e quello dell'intelligenza (11);
- i picchetti erano quattro come i punti cardinali, d'oro puro come la luce della natura, in arabo "awtad" (12);
- il cuore del "Tempio Tenda", il "Sancta Sanctorum" o Santissimo era simbolo del macrocosmo, ossia dell'universo (13).
Note:
6. È chiaro il simbolismo del "Cranio", punto più alto della persona umana, prefigurazione del Golgota.
7. Vedere Es. 30, 6-10; 31, 1-11; 26, 34.
8. Vedere in appendice la specifica delle fasi dell’Esodo.
9. Esattamente come nei templi dell’Egitto.
10. In arabo è detto "al Oluhiyat al Kobra" cioè punto di unione dei due mondi.
11. In arabo "Asi at Nur al-Nafs" cioè irradiazione della luce dell'anima.
12. Secondo la leggenda, "il Tempio" fu edificato come modello di tutti i templi futuri, sia reali che leggendari, come il mitico Graalsburg (descritto da Albrecht von Scherfberg, "Der junge Titurel", 1265 circa). Per questo motivo per i musulmani il Tempio Tenda è il prototipo di tutti gli edifici di tutti gli edifici sacri delle religioni occidentali.
13. Nell'angolo a sinistra, quello che nella Ka'ba è chiamato angolo iracheno, con un lato volto a Nord, era custodita l'Arca dell'Alleanza.