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ARCANI ENIGMI...

 
MISTERI DELL'ARCA DELL'ALLEANZA E DEL TEMPIO

di Stelio Calabresi
per Edicolaweb

 

INTRODUZIONE
Nel marzo 1992 la stampa dette ampio risalto alla notizia del ritrovamento dell'Arca. Nel volume "The Sign and the Seal" ("Il segno e il sigillo" noto in Italia come "Il mistero del Santo Graal"), l'inglese Graham Hancock sosteneva che l'Arca - già parte del tesoro di Hailè Selassié - si trova ora in una cripta sotterranea custodita da una misteriosa confraternita di falascià. Dobbiamo fidarci della sua parola: infatti i custodi non permettono a nessuno di vederla.

Sia l’Arca che il Tempio sono figure del Vecchio (Bibbia, Talmud e Midrashin (1)) e del Nuovo Testamento (Lettere e vangeli).
In ebraico l'"Arca" (Aron Haerit) (dell’Alleanza o del Signore). La parola in italiano deriva dal latino "àrcere" nel senso di "prendere in custodia, custodire".
In senso letterale equivale a scrigno, culla (del secondo "Patto" col Signore); in senso allegorico corrisponde ad una sorta di accordo che tale non è e non può essere. La terminologia, mutuata dal linguaggio giuridico, non deve trarre in inganno perché il "Patto" di cui ci parla la Bibbia non è "stipulato" da due parti libere di volere l’accordo e di vincolarsi con esso; il Signore non si trova sullo stesso piano dell’uomo, non è mai Adam. Per quanto possa essere spinto il rapporto di somiglianza, questo rapporto non ha e non può avere un significato fisico.
Il cosiddetto Patto è un atto unilaterale del Signore (del quale, peraltro, spesso si pente e della cui validità sovente dubita fortemente anche se si finisce con l’attribuire al Signore atteggiamenti molto umani (2))
Del resto neppure l’uomo si sente troppo legato a tale Patto per quanto confermato e rinnovato: si pensi ai vari episodi di lamentele, mormorazioni ed aperte ribellioni (per tutte si pensi all’episodio di Cora ed alle numerose punizioni che costellano i libri della Bibbia).
Questa situazione di incertezza, del resto rispecchia le molte umane incertezze del Signore riportate nei miti ebraici (3).
La Bibbia, nostra fonte primaria ci parla di due Arche distinte: "L’Arca" di Noè e "L’arca dell’Alleanza" (4) o "Arca del Signore".
Del primo dei due manufatti parlerò in un prossimo lavoro sul "Diluvio" per cui non mi ci soffermerò in questa sede. Peraltro dell’Arca la Bibbia dice soltanto delle dimensioni e del materiale (legno).
La seconda, per converso, contiene più di un elemento innovativo, strano e misterioso come strana e misteriosa è tutta la sua storia, la sua perdita, la sua ricerca e la sua probabile ubicazione.
Presso gli ebrei, l’Arca era stato centro di venerazione di fede e simbolo della "nazione" israelita nonché pegno di unità per tutto l’arco della storia giudaica, vivo ancora nella storia del Cristianesimo (5).

Note:
1. Midr. Konen, 33-34, Ma si veda anche II Enoch capitoli 3-9 e fonti rabbiniche parallele, nonché Genesi Rabba 33-34.
2. Vedere, sul punto, i racconti contenuti nel Genesi dei miti ebraici.
3. Vedere Gen. Rab, 23, 68, 262-3; il Midr. Tehillim, 391; Secondo tali testi il Signore non si arresto al primo mondo per la sua creazione; Ma non ne fu mai soddisfatto e li distrusse tutti man mano che li creava. Prima di procedere con i tentativi, creò sette cose tra le quali la Legge, che fece sua consigliera, il pentimento (come rimedio al male), la Geenna (per punire i peccatori), il Giardino dell’Eden (per premiare i virtuosi), il Trono divino (come sede del giudizio divino), il Padiglione celeste (per assistere ai sacrifici della penitenza) ed il nome del Messia. Era un assioma del "divino" considerare la legge come eterna (Matteo, 5,18), esistente quindi da prima della creazione.
4. Vedere Gen. 6,13-22; 15-16; 7,1-3; midr. Pirque rabbi Eliezer, 23; Gen. Rab. 253;287.
5. Vedere la Lettera di Paolo agli Ebrei, 9,5.
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