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ARCANI ENIGMI...

 
I MISTERI DEI TEMPLARI:
NASCITA ED ESTINZIONE DI UN ORDINE

di Stelio Calabresi
per Edicolaweb

 
I TEMPLARI: CHI ERANO COSTORO?
Nel Medioevo, strano a dirsi, divennero famosi i "monaci combattenti" e tra questi gli "Ospitalieri" ed i "Templari" (1). Il nome completo di questi ultimi suonava "Ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone". La loro sede Gerosolimitana si trovava, infatti, sulla vetta del Monte Moriah, dove - fino al 587 a.C. - era stato il Tempio di Salomone distrutto dai Babilonesi.
L’Ordine religioso-militare aveva lo scopo di proteggere i pellegrini che si recavano in Terra Santa.
I cavalieri dell’ordine erano nobili, di origine francese (provenienti dalla Champagne) la cui presenza a Gerusalemme si giustificava con il fervore, cavalleresco quanto religioso, che si collega al movimento di revanscismo nei confronti dell’Islam, germinato in occasione e per gli effetti della Crociata di Goffredo di Buglione.
Si trattava chiaramente di movimenti di contro-imperialismo collegati alla riconquista di Gerusalemme così come, mutatis mutandis, si ascrivono al grande movimento anti-Islam collegato - in maniera più o meno diretta - al Santo sepolcro di Cristo.
In origine del movimento verso la Terrasanta si erano resi interpreti essenzialmente poveri, dalla vita stentata, cadetti senza lignaggio, nobili decaduti e squattrinati in cerca di nuovo lustro per un blasone svilito; tutti a fianco di delinquenti in cerca di riscatto e mistici in cerca di realizzazione.
Un monaco, Pietro, detto "l’Eremita", che aveva cercato di dare un senso a superficialità ed approssimazione di un riluttante "popolo di Dio", si mise a capo di una prima crociata "popolare" ritenendo la fede unico requisito indispensabile per abbattere le mura di Gerusalemme come Giosuè, in antico, aveva fatto a Gerico. Fu la crociata variamente detta dei "fanciulli" o degli "straccioni" conclusa in un inutile quanto disastroso bagno di sangue.
Ma ormai il dado era tratto. Alla Crociata "degli straccioni" fu necessario far seguire un serio impegno militare organizzato.
Nel 1099 si imbarcarono gli eserciti di Goffredo di Buglione, Roberto di Fiandra, Raimondo di Saint-Gilles, Boemondo di Taranto e tanti altri che riconquistarono d’impeto la Gerusalemme terrena.
Goffredo di Buglione fu di fatto il primo re, anche se volle essere chiamato con l’appellativo di "difensore del Santo Sepolcro"; purtroppo morì dopo poco più di un anno.
Gli succedette Baldovino I (Re Latino di Gerusalemme) che estese le conquiste a Beirut e Sidone, a Tripoli e alla Transgiordania.
L’entusiasmo del momento impedì ogni seria considerazione sul modo in cui si era realizzata la riconquista. Nessuno rilevò che il successo era stato dovuto, in massima parte, alla impreparazione ed alla litigiosità degli arabi, divisi, demotivati, impreparati per quella che era divenuta, di fatto, una guerra santa.
D’altra parte nessuno pensò che conquistare un territorio semidesertico era stato certamente più facile che conservarlo senza un esercito professionale e permanente in loco.
È evidente che le cose cominciarono ben presto a complicarsi e re Baldovino Il (2), a sua volta impegolato in diatribe interne ed in contestazioni col patriarcato di Costantinopoli, a malapena riusciva a mantenere i territori occupati pur non potendo evitare attacchi ed imboscate a pellegrini ed armigeri.
Fu in questo clima che la difesa dei pellegrini venne assunta dal nuovo tipo di milizia, quella dei monaci combattenti "Ospitalieri, Templari e altri ordini minori" (3).

Note:
1. Ad Ospitalieri e Templari si aggiungeranno ben presto i cavalieri Teutonici.
2. Successo a Baldovino I.
3. Claudio Contorni e Antonio Bruno in acam.it.
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