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ARCANI ENIGMI...


MISTERI PARALLELI: DA AVERSA A RENNES-LE-CHÂTEAU

di Stelio Calabresi
per Edicolaweb

[Planimetria approssimativa della Chiesa attuale - 43K .jpg] [Fregio della Fonte Castalia a Delfi - 45K .jpg] [Fregio della lotta di Apollo con il Serpente Pitone a Delfi - 45K .jpg] [Rennes-le-Château e Tour Magdala - 23K .jpg]
 

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LA CHIESA DI S. MARIA A PIAZZA
Non sappiano con sicurezza se la Chiesa di Aversa, di chiarissimo stile romanico, sia intitolata a S. Maria o a S. Maria Maddalena. La denominazione con la quale oggi è conosciuta potrebbe essere il frutto di un’aferesi (1). Sta’ di fatto che nella sua sacrestia sono stati ritrovati cinque segni riportati nel disegno più sotto.
Questi segni (o simboli) hanno immediatamente aperto il problema della loro decodifica cioè di una lettura correlata sia alla loro origine e significato intrinseco che al contesto nel quale si trovano collocati.
I segni cui mi riferisco adornano il soffitto di ciò che, un tempo, probabilmente era una parte del cielo dell’abside.
È un fatto che l’attuale "status loci" non corrisponda alla pianificazione originale, molto più antica. Un attento esame del luogo indica chiaramente un avvenuto cambio sia di destinazione che di disposizione dei locali che compongono la Chiesa a seguito di una prima ristrutturazione di epoca imprecisata, ma sicuramente in antico.
Si può rilevare con sufficiente approssimazione:
  • Che la chiesa originariamente aveva un diverso orientamento ed una diversa planimetria;
  • Che i lavori di ristrutturazione, tanto per cominciare, conferirono una diversa sistemazione topografica del complesso ecclesiale relegando la porzione di spazio nella quale insistono i segni alla più umile, sebbene non meno importante, funzione di sacrestia;
  • Che in antico la Chiesa era a tre navate con transetto pur restando a pianta rettangolare.
Negli anni ’45-’50, il manufatto venne sottoposto a nuovi lavori di restauro e sistemazione (tra l’altro venne abbassato il piano di calpestio al livello attuale, ed emerse l’odierna configurazione) allo scopo di recuperare l’antico manufatto.
Purtroppo il risultato non realizzò le aspettative di recupero. Ma fu proprio durante questi lavori che gli scavatori trovarono una cripta (oggi scomparsa) ed il Parroco "P." (2) avrebbe trovato il tesoro di cui parla la tradizione popolare (ma del quale non esiste documentazione di sorta).
Queste brevi considerazioni di premessa sono indispensabili per chiarire quelle vicissitudini che hanno reso la configurazione complessiva a prima vista "strana" nel complesso navata-abside e dell’insieme rispetto alle entrate principali in esercizio.
Infatti la Chiesa ha oggi due ingressi ma, stranamente, l’ingresso principale non si trova in fondo alla navata, di fronte all’altare maggiore, bensì in posizione laterale, ed ipotizza un camminamento parallelo ad un transetto… che non esiste più.
I simboli in questione, nella posizione originaria, insistevano perciò nell’abside per una chiara integrazione funzionale al culto.
In altri termini mi sembra lecito ritenere che di questa loro finalizzazione debba tenersi conto nel tentativo di stabilirne il significato.
Lo schizzo che segue è un rilievo a mano libera che non ha assolutamente la pretesa di costituire una pianta o un rilievo planimetrico. Esso serve unicamente a contribuire alla chiarezza del testo.

Note:
1. Qualcuno (mia moglie) mi ha fatto rilevare che ad Aversa esiste un’altra chiesa dedicata a S. Maria Maddalena (la Cappella del vecchio manicomio civile). Mi sembra, però che l’obiezione non cambi i termini del problema: innanzi tutto perché la cappella in questione è stata edificata 3-4 secoli più tardi (era in stile rococò); in secondo luogo perché non era una cappella aperta al culto pubblico; e infine perché non mi sembra che in diritto canonico sia mai esistito un limite alla intitolazione di Chiese che, semmai, avrebbe riguardato proprio la seconda e non certo la più antica.
2. Eviterò i nomi propri per il dubbio che esistano ancora rappresentanti della famiglia; agli Aversani sarà sufficiente una iniziale.
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