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AGARTHI L'INACCESSIBILE, GOVERNO OCCULTO E SINARCHIA
Tanto per incominciare il primo mistero riguarda l’identità oggettiva di Agarthi: si tratta di una città o di una località diversa?
Per molti Agarthi è un luogo fisico: così per la maggior parte dei misteriografi Agarthi è una città: misteriosa ed invisibile capitale di un mondo sotterraneo - talora reale e talora esclusivamente spirituale - alla quale possono accedere solo gli "Arhat" (illuminati), coloro che si sono liberati dai vincoli del "Sam Sara" (del modo concreto secondo le teorie dell’induismo vehdico).
Stando alla tradizione Agarthi "città" venne probabilmente fondata da saggi del continente Gondwana e si troverebbe agli antipodi dell'Isola di Pasqua.
Altri, ancora, ritengono che Agarthi si trovi in un punto imprecisato tra la Mongolia (a nord), il deserto del Gobi (ad est), l'altipiano del Tibet (a sud) e il deserto del Takla Makàn (ad ovest).
Non si tratta delle sole ubicazioni possibili: la rappresentazione letteraria la descrive come un luogo sotterraneo al centro di un antichissimo labirinto, ubicata in qualche posto della valle di Katmandu, quindi in Nepal.
Vi è anche chi ritiene Agarthi un luogo dell’immaginazione, una sorta di Nirvana.
Il fatto è che l’esistenza di una Agharti fisica con la connessa possibilità di una sua concreta strutturazione hanno spinto avanti numerosi ricercatori del XX secolo, come i vari Louis Jaccolliot, Saint-Yves D'Alveydre, Ferdinand Ossendowski e Renè Guenon; mentre resta, nella sua essenza, un mondo dello spirito retto dal "Brahmatma" (colui che ha il potere di parlare con Dio) ovvero il "Chakravarti" (Re del Mondo).
Nell’uno come negli altri casi, Agharti è quello che si definisce un "crocevia del mistero" e da essa sembrano dipanarsi i fili di molti degli enigmi insolubili della storia umana.
Il racconto di una città reale-irreale, per la verità, non è solo leggenda; il mito di un regno sotterraneo e segreto appartiene alla religione brahminica.
L’esoterista francese Renè Guenon, ha compilato un sostanzioso elenco di antiche tradizioni riguardanti una specie di Terra Santa per eccellenza induista.
Tuttavia bisogna chiarire che Agarthi non è un mito che torna su se stesso: a tale mito finiscono per fare capo, per un verso o per l’altro, l’Atlantide, il Regno di Prete Gianni, Camelot, l'isola di Avalon, il Montsalvat dei miti arturiani, ma anche l'omerica Ogigia, l’isola di Thule; il monte Meru della religione Scintoista, l’Olimpo della religione greca e il monte Qaf dell’islam.
È questa la ragione per la quale Guenon può parlare del Re del Mondo come di un "Manu" (sorta di legislatore universale, mediatore tra l'uomo e la divinità nel quale possiamo ritrovare).
Seppure in forme diverse, i vari "Menes" degli Egizi, "Menw" dei Celti, "Minos" dei Greci fino all’angelo Metatron della Kabalah ed all'Arcangelo Michele della Religione Cristiana ne costituiscono altrettanti esempi.
Ed è anche il motivo per cui si può sostenere che Agharti sarebbe il luogo di nascita di una religione universale, primordiale e perfetta: quella della "Età dell'Oro", dove si dice che l’uomo fosse in diretta comunione con Dio.
La religione di Agarthi si sarebbe diffusa dall'India fino al Nord Europa, dando origine alla civiltà Indo-Europea e l'antico legame potrebbe essere riscontrato - sotto il profilo semantico - ad esempio nella presenza della locuzione "Asghard" della mitologia germanica.

Il Re del Mondo è un capo religioso ma al tempo stesso, regge anche i destini del pianeta; si pensi alla figura del Re-Sacerdote impersonata da Artu. Egli fa in modo che il corso della storia segua un andamento in accordo con un indefinibile piano divino. In tal senso il Re del Mondo è il più alto esponente della "Sinarchia", una sorta di Governo centrale di uomini insigni, potentissimo e ramificato, i cui esponenti terreni ispirano e controllano i moti politici o d'altro genere che segnano l'evoluzione del genere umano.
Purtroppo, intorno al 1650 i rapporti tra Agarthi ed occidente si sarebbero interrotti in maniera irreversibile; probabilmente determinante sarebbe stato l’atteggiamento dei Rosa+Croce.
Gli Agarthiani avrebbero lasciato definitivamente l'Europa per ritirarsi in Asia.