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IL SOGNO DI ICARO: SUL MISTERO DEL VOLO PREISTORICO

di Pier Giorgio Lepori
per Edicolaweb


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I PRIMI DUBBI IN MERITO - L'EGITTO »
CONOSCENZE SUPERIORI - LA CINA »
L'AEREO DEL RE SALOMONE »
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IL GRAND TETON E IL VOLO ATLANTIDEO
Quasi fosse una necessità meccanicistica nel complesso mondo dell'imponderabile, a radicalizzare il problema ci pensò uno strano scritto del 1899, "A Dweller on Two Planets" (Abitante di Due Pianeti); il testo fu in realtà una dettatura precedente, 1884, ad opera di Phylos il Tibetano ad un californiano, F. Spencer Olivier che lo mise in forma di manoscritto nel 1886.
Il testo è un resoconto del karma creatosi tra le molteplici vite dell'autore e del suo "maestro" e del loro misterioso intreccio.
Grazie alle numerose descrizioni della vita e del continente di Atlantide ivi contenute, il testo fu considerato a lungo un importante manuale dell'occulto; oltretutto si faceva riferimento a tecnologie al tempo sconosciute che, data l'epoca, erano di gran lunga avanti: aerei, televisori, radio ecc..
Non solo: si fa inoltre menzione a condizionatori d'aria, lampade a cilindro sotto vuoto (le lampadine ad incandescenza), fucili elettrici, monorotaie, condensatori idrici e il vailx, velivolo a levitazione e repulsione. È impressionante come il testo sia precursore di praticamente tutte le invenzioni conosciute ai nostri giorni!
Cosa narra il libro? Le avventure del prode Zailm (una delle reincarnazioni di Phylos) che visitò Caiphul, capitale di Atlantide, ammirando la monorotaia e le apparecchiature elettriche presenti. In seguito fecero la loro comparsa le navicelle elettromagnetiche ad Atlantide, iniziando il periodo della conquista del volo. Zailm riesce anche ad effettuare un volo su di un palazzo ubicato sulle vette del Teton, esattamente Umaur, colonia atlantidea, probabilmente una visione del continente americano 11.000 anni or sono. Egli racconta della partenza da Tolta città prospera sulle rive del Miti a bordo del vailx e che verso nord, superando il Grande Lago Salato (Lago Ui), approcciò alle vette dei Pitachi Ui e precisamente su una delle tre vette dove da più di 500 anni esisteva un palazzo realizzato in pesanti lastre di granito dedicato probabilmente al culto del dio Sole Incal; la sua funzione parve essere anche quella di osservatorio astronomico oltre che di monastero.
È però una pausa nella narrazione ad opera di Olivier che ci fa riflettere: asserisce infatti che nel 1866 un tale di nome Hayden, esploratore americano, salì sui rilievi del Teton, i Pitachi Ui ed esattamente sul più alto; naturalmente trovò delle rovine in granito che interpretò antecedenti ai 10.000 anni.
Olivier afferma che Hayden fu, in una delle precedenti vite, attacché del Governo di Poseidi, Atlantide; quindi era il suo karma che lo portava a riscoprire il luogo ove egli svolse compiti migliaia di anni prima. Riprende poi il racconto descrivendo la visita alle miniere di rame le cui gallerie erano attraversate da tram elettrici... la zona era quella adiacente all'odierno Lago Superiore.
Di tutto il racconto sappiamo oggi che le miniere in quella zona esistono realmente e furono sfruttate per almeno 5.000 anni; ma nessuna traccia o notizia della civiltà estrattiva che, ai dati odierni, rimane ignota.

CONCLUSIONE
È inquietante o affascinante pensare che 12.000 anni fa e oltre era possibile imbarcarsi su un vailx accedendo ad un terminal vimana-portuale e sfrecciare altissimi dal Pacifico all'Atlantico in vacanza o per lavoro né più né meno come accade ai tempi odierni?
Chi può dirlo...
Sicuramente necessitiamo di indagini più approfondite sull'antichità mettendo a disposizione della ricerca tutti i materiali e le informazioni di cui disponiamo, senza pregiudizi o sarcasmi; non possiamo più far finta di niente di fronte alle scoperte che mettono seriamente in discussione tutti gli assunti di base che fino ad ora abbiamo considerato dogmi.
Per permetterci, in ultima analisi, di immaginare una vita del tutto simile alla nostra in epoche insospettabili considerando affascinante e non inquietante una storia dell'uomo, appartenuta all'uomo, creata dall'uomo.


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CONCLUSIONE »

									

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