Il Mistero in Internet Chi siamo  Contatti   Site map    Cerca   Edicola Home  
EdicolaWeb 2008  
Nonsoloufo - Ufo and much moreIl nuovo numero disponibile quiARCHEOMISTERI - I quaderni di Atlantide
Cerca negli articoli
Consulta le rubriche
  Approfondimenti
  Archeologando
  Cercando il Graal
  Para Martia
  Atlante segreto
  Luci dei Maestri
  Decriptare la Bibbia
  Arcani enigmi
  Icone del tempo
  Altra dimensione
  Dal mondo eterno
  Viaggiatori del Sacro
  L'uomo e l'aldilà
  Oltre l'Orizzonte
  Approfondilibri
  Ufostorie
  Sentieri infiniti
  Usciamo dal tunnel
  Gli inserti stampabili
  Gli articoli dei lettori
  I racconti dei lettori
  La nostra Biblioteca

Consulta le riviste
  Archeomisteri
  UFO Notiziario
  Stargate
  Notiziario Ufo
  Ufo Network
  Dossier Alieni
  Extraterrestre
  Ali Dorate

in realizzazione
Lo spazio dei lettori
  Appuntamenti
  Invia i tuoi articoli
  Invia i tuoi racconti
  Richieste di aiuto

 

APPROFONDILIBRI...

 
IL SOGNO DI ICARO: SUL MISTERO DEL VOLO PREISTORICO

di Pier Giorgio Lepori
per Edicolaweb


    parti precedenti:

INTRODUZIONE »
I PRIMI DUBBI IN MERITO - L'EGITTO »
CONOSCENZE SUPERIORI - LA CINA »
L'AEREO DEL RE SALOMONE »

L'AVIAZIONE INDIANA - SUPERPOTENZA GLOBALE
Le riflessioni sulle vette cognitive e tecnologiche degli antichi imperi indù, in particolare il mitico Impero di Rama, dovrebbero indurci a rivedere le concezioni storiche che possediamo e la loro applicazione pratica alle epoche che si sono succedute.
Se gli Egizi secondo l'Ortodossia sono stati gli iniziatori della scrittura, i Sumeri lo furono per il concetto di Civiltà, ponendo una cesura storica tra il caos organizzativo precedente il 9.000 a.C. e la stabilità successiva a questa data.
All'inizio di questo articolo abbiamo ipotizzato che la scienza dovesse rendere ufficiale la maggior antichità delle popolazioni sud-orientali del mondo: ebbene questa concezione è quella vigente oggi; la civiltà in quanto tale sembra essere apparsa decine di migliaia di anni prima rispetto al 9.000 a.C. e si sviluppò proprio in queste zone.
La spinta forte in tale direzione ha trovato la forza necessaria nelle scoperte di Moenjo Daro, Harappa, Kalibangan, Kot Diji e Lothal, città antichissime con planimetrie e piani regolatori degni di una capitale dei nostri giorni.
Le pianificazioni dei quartieri perfettamente squadrati e angolari, che dividevano con un senso logico la topografia della città, hanno indotto gli studiosi ad ipotizzare progetti urbanistici a monte della loro realizzazione; dunque una concezione urbanistica prima che uno sviluppo.
Gli impianti fognari e quelli potabili erano tenuti separati, entrambi coperti e questi ultimi fornivano acqua corrente nelle case per bagni e gabinetti.
Era in uso la scrittura, non ancora decifrata, nonché sigilli con cui ufficializzavano lettere e documenti; tali sigilli riportano effigi di animali a noi sconosciuti...
Questi era l'Impero di Rama, celebrato negli antichi scritti del Ramayana, testi che non sorprendono più di tanto per quanto attiene alla narrazione storica; singolari al contrario sono le storie di voli e guerre aeree.
È evidente che ogni buddista o indù, che dir si voglia, conosce a perfezione le storie relative a mezzi volanti antichissimi, detti Vimana, sui quali si narra ampliamente nel Ramayana e non solo.
Il giornalista indiano Mukul Sharma, scrivendo nel 1999 sulle colonne del "The Times of India" l'articolo Flight Path, descriveva vimana e guerre aree del passato indiano; nell'ordine:

"Yantra Sarvasa", opera scritta di M. Bharadwaaja, consta di 40 sezioni delle quali una di 8 capitoli (Vaimanika Prakarasutra) tratta di aeronautica. In specifico i vimana elencati sono di 3 specie:

  • In grado di spostarsi da un luogo all'altro.
  • In grado di spostarsi da un continente all'altro.
  • In grado di spostarsi da un pianeta all'altro.
Quali caratteristiche avrebbero dovuto avere detti mezzi?
Di seguito:
  • inattaccabili,
  • ignifughi,
  • indistruttibili,
  • capaci di stop immediati,
  • invisibili al nemico,
  • capaci di sistemi spia su suoni e conversazioni provenienti dalla caccia avversaria,
  • in grado di vedere e registrare immagini,
  • in grado di captare i movimenti dei mezzi nemici,
  • poter paralizzare gli avversari,
  • dotati di piloti ed equipaggio adattabili a qualsiasi condizione climatica,
  • realizzati in materiali resistenti e leggerissimi,
  • dotati di mezzi in grado di ingrandire/ridurre immagini e amplificare suoni.
Sharma conclude con una nota e una vena sarcastiche sulla possibilità che i racconti di Bharadwaaja fossero semplicemente un'anticipazione degli odierni racconti di fantascienza immortalati in pellicole oramai di culto (da Star Trek a Flash Gordon...).
Eppure il testo più importante dei Veda, il "Mahabharata", si districa in descrizioni minuziose e prolisse sul funzionamento e la struttura dei vimana; il "Ramayana" descrive i mezzi volanti come cilindri a due piani con area belvedere, in grado di muoversi alla velocità del vento e capaci di produrre un suono melodioso.
Un altro testo, il "Samara Sutradhara", elenca tutte le sfaccettature inerenti le necessità ad un volo confortevole e tecnicamente perfetto quali:
  • costruzione,
  • decollo,
  • crociera,
  • atterraggio ordinario e d'emergenza,
  • tipologie differenziate di collisioni con uccelli.
La domanda da porsi è: qualora non ci fosse stato nulla di cui raccontare, sarebbe stato possibile scrivere minuziose strofe (oltre 230) solo su codesti argomenti?
La fantasia non ha, in effetti, confini: basti considerare le storie narrate dal nostro scrittore romano Luciano per avere la netta sensazione che la capacità creativa umana dimostra potenzialità fuori dal normale; è anche vero che Luciano, al contrario, non rispettava alcuni canoni tecnici presenti nei libri sull'argomento redatti dagli antichi indù...
Ed ecco puntuale la scoperta che sancisce l'ipotesi: nel 1875 venne scoperto in un tempio il "Vaimanika Shastra", sempre ad opera di Bharadwaaja, completo di informazioni attinte da testi provenienti da un passato remoto su (a detta dell'autore stesso, quindi ancora più credibile perché non si arrogò la paternità degli scritti):
  • manovre di virata,
  • precauzioni ed organizzazione sulle lunghe percorrenze di volo,
  • protezione degli aeromobili contro tempeste e fulmini,
  • switch d'alimentazione da solare ad alternativa (sconosciuta) "libera energia",
  • possibilità di "alimentazione a gravità",
  • decollo in verticale e sospensione del volo (tipo elicottero),
  • citazione di almeno 70 enti preposti e 10 esperti del volo nell'antichità.
Tutti testi perduti!
Gli antichi piloti di Rama proteggevano i vimana in ambienti, hangar, denominati "griha"; il carburante utilizzato era di colore bianco giallognolo.
Se consideriamo che la Tradizione indica l'Isola di Pasqua come avamposto Rama, non può non saltare agli occhi che la misteriosa scrittura trovata sui Mohai non ha riscontri sul pianeta, se non nelle antichissime e misteriose città di Harappa e Moen Jo Daro; probabilmente l'impero indiano e Atlantide utilizzavano l'Isola come scalo aereo per i commerci che si estendevano su tutto il Pacifico; ammesso e non concesso che Rapa-Nui fosse un'isola a quei tempi...
L'informazione più importante proveniente dai "Vaimanika Shastra" è la descrizione di un meccanismo che oggi definiremmo "motore vortex al mercurio".
All'interno di un sito messo on line su internet nel 1998 (autore Ed Fouche), si faceva riferimento ad un esperimento militare ad opera degli statunitensi inerente l'aereo TR-3B, ovvero il triangolo volante a motore vortex al mercurio assemblato nella zona S-4 della nota base aerea Area 51 situata nello Stato del Nevada.
Le caratteristiche di questo motore sono quelle di controbilanciare la massa gravitazionale permettendo al velivolo di alzarsi in volo e compiere movimenti e crociere a velocità parossistiche e ad altissima manovrabilità.
I motori vortex funzionano benissimo, almeno in teoria, all'interno di aeromobili di forma discoidale o triangolare ovvero a sigaro allungato.
Clendenon, autore di "Mercury: UFO Messanger of the Gods", ritiene che molti degli avvistamenti UFO avvenuti dal 1947 in poi, altro non sono se non avvistamenti di Vimana equipaggiati con motori vortex al mercurio riscaldato (appartenenti a piloti sopravvissuti a decine di migliaia di anni - sic!) oppure, più prosaicamente e verosimilmente, a tecnologie sviluppate da anglo-americani o tedeschi.
Ma cosa c'entrano i motori al mercurio ed Ermete, il dio messaggero dell'antichità?
Anzitutto il nome del dio (Mercurio) e la sua caratteristica di padrone del volo ingaggiato dagli dèi per portare notizie da una parte all'altra dell'aere e del pianeta e la stessa denominazione/funzionamento dei motori vortex, appunto, al mercurio riscaldato.
Clendenon è infatti convinto che la struttura del vortex, descritta da Bharadwaaja, sia del tutto simile al simbolo del dio, ovvero il Caduceo, composto di due serpenti intrecciati che si snodano attorno ad un perno centrale il tutto corroborato da due ali sormontate da una sfera; egli si spinge ad ipotizzare che il Caduceo potesse essere un simbolo della scienza dell'aviazione in tempi remoti, solo successivamente utilizzata dalla scienza medica.
Il funzionamento del motore altrimenti definito "girodirezionale" è estremamente complesso; Clendenon ne dà una descrizione dettagliata ma mai quanto Bharadwaaja nel quinto capitolo del "Vaimanika Shastra".
Dato che anche il sottoscritto ha trovato una difficoltà enorme nel tentare di riportare ad una comprensione accettabile le strofe descrittive, mi permetto di rimandare direttamente alla lettura del testo riportata nel libro (2).
È interessante cogliere, all'interno del racconto, l'importanza sostanziale che hanno i cristalli nella realizzazione del girodirezionale, elementi ancora oggi utilizzati su vasta scala nella meccanica dell'orologeria e nella tecnologia laser.
La base del funzionamento vortex risiede nella creazione di un campo elettromagnetico in cui il velivolo dotato si muove, in pratica sfruttando la ionizzazione che si viene a creare intorno alla sua struttura e che somiglia in maniera inquietante al fenomeno degli avvistamenti UFO, ad esempio la fluttuabilità dell'immagine del mezzo oppure i colori che circondano i discoidi - rosso, arancio, giallo - che caratterizzano l'aura energetica attorno al mezzo.
Somiglia ad una vera e propria bolla di plasma, che spesso abbraccia l'intera radiazione luminosa, l'iride, variando di colore in continuazione; si pensi alla bolla di luce misteriosa che abbracciò la nave oggetto del "Filadelfia Experiment" negli anni '40 (sfera di color verde), ovvero le testimonianze dei sopravvissuti al Triangolo delle Bermude (sfere di luce verdastra attorno a navi o aerei oppure all'orizzonte).
La realtà è che, comunque, un triangolo volante di 60 metri di ampiezza è stato realizzato dagli USA e sembra sia dotato proprio di un motore girodirezionale vortex al mercurio riscaldato.
Di idea più radicale è il professor R. Dikshitar, Oxford, il quale è profondamente convinto che l'aviazione indiana abbia dato impulso alla stragrande maggioranza delle "scoperte" tecnologiche aeree in atto ai giorni nostri.
Dikshitar lo scriveva nel 1944, all'indomani guarda caso del "Filadelfia Experiment", nel libro "War in Ancient India", spingendosi ben aldilà delle semplici considerazioni sui testi, bensì interpretando i testi vedici in chiave descrittiva sulle attività dell'aviazione bellica indiana e non solo. Fino a riportare le parole del "Samarangana Sutradhara" in merito alle tre operazioni dei Vimana: decollo, crociera per migliaia di chilometri e discesa; inoltre la macchina volante era in grado di giungere alla Surya-mandala "Regione del Sole" ovvero salire fino alla Naksatra-mandala "Regione delle Stelle".
Il dubbio rimane sulla veridicità oggettiva dei testi oppure sulla loro meravigliosa verità fantascientifica inerente la fantasia umana.
La risposta arriva dall'autore stesso, citando la differenza sostanziale tra i "Daiva" ovvero i miti narrati nella letteratura indiana e i "Manusa" ovvero i trattati scientifici e storici di quest'ultima; i Vimana e le descrizioni aeronautiche fanno parte di questa seconda sezione.

Note:
2. Il libro "Le Scoperte Scientifiche delle Antiche Civiltà", oggetto della recensione ed esattamente da pag. 161 a pag. 165, fine secondo capoverso.
vai alla visualizzazione stampabile di tutto l'articolo

  invia questa notizia ad un amico

imposta Edicolaweb come Home

  aggiungi Edicolaweb a Preferiti


									Copyright © 2008 EdicolaWeb - Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata.
									
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo][articolo precedente]  Tutti gli articoli di
  APPROFONDILIBRI...
[Edicola home][Archeomisteri home][inizio articolo][articolo precedente]
 
UFO NOTIZIARIO - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
HERA - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
AREA DI CONFINE - Il nuovo numero in edicola ed in abbonamento
Editori amici di Edicolaweb
Eremon Edizioni - www.eremonedizioni.it
Nostre realizzazioni



  BibbiaWeb

  Interkosmos

  OdontoStudio

  Officina
    Multimediale


Summa Prophetica - Renucio Boscolo

videosoftservice.it
videosoftshop.it
videosoft.it - L'informatica per chi lavora

Edicola Home | Chi siamo | Contatti | Site map | Cerca | Registrazioni | Links | Appuntamenti
info@edicolaweb.net  
Per i contenuti tutti i diritti sono riservati alle società proprietarie delle riviste pubblicate
EdicolaWeb
hosting hardware Editore Hera, I Misteri di Hera, Area di Confine Eremon Edizioni