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IL SOGNO DI ICARO: SUL MISTERO DEL VOLO PREISTORICO
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
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INTRODUZIONE »
I PRIMI DUBBI IN MERITO - L'EGITTO »
CONOSCENZE SUPERIORI - LA CINA
L'Oriente è sempre stato visto come la culla dell'intellettualità umana e probabilmente non a torto. Quando le popolazioni europee iniziavano a venire fuori, le civiltà orientali quali la cinese o l'indù vantavano già millenni di storia precedente e uno sviluppo intellettuale, tecnologico e scientifico invidiabile.
La nascita della scrittura, che l'Ortodossia colloca nel 3.000 a.C. proprio grazie al codice cuneiforme sumerico o al geroglifico egizio, vide la luce già con gli scritti vedici, la cui stesura e redazione parrebbe risalire al 20.000 a.C..
Una simile ipotesi, se fosse avvalorata, porterebbe a spostare la cosiddetta preistoria di parecchio indietro nel tempo e, in particolar modo, non appiattita sull'intero pianeta, ovvero considerando le diverse tappe e tempi in cui il pensiero e il comportamento umani si sono evoluti.
Del resto non è un mistero che ancor oggi si vada dall'immenso sviluppo e progresso tecnologico del Primo Mondo (o Occidente, nell'accezione classica) agli stili di vita primitivi di molte popolazioni ancora allo stato tribale.
R. Silverburg racconta nel suo "Wonders of Ancient Chinese Science" di un leggendario popolo, i Chi Kung, in grado di muoversi su carri volanti; oppure di Chang Heng, astronomo e ingegnere della dinastia Han, costruttore di un "uccello di legno" che riusciva a volare per più di un chilometro grazie ad un meccanismo "nascosto nello stomaco".
Il chimico ed alchimista Ko Hung scriveva di molti contemporanei e non solo i quali possedevano delle macchine volanti realizzate con il legno di giuggiolo e fasce di cuoio bovino in grado di imprimere il movimento alle pale girevoli atte al volo.
La misteriosa frase di Ruggero Bacone, XIII secolo, ci lascia certamente perplessi ma è altrettanto vero che giustifica racconti e resoconti risalenti a tempi antichissimi in cui sarebbe impossibile credere alla presenza sistematica di velivoli e addirittura a motore.
Bacone disse: "le macchine volanti come queste appartengono al passato e sono costruite anche nella nostra epoca".
Si tratta di due affermazioni molto pesanti di cui una non giustificata da fatti.
Non siamo in possesso di testi, che diano ragione al monaco inglese, a lui contemporanei, ed asserenti l'esistenza di velivoli o ancora di più aeromobili a motore; eppure le cronache compilate durante il regno di Shun, 2.200 a.C. circa, narrano di progetti aerei e sistemi di paracadutaggio.
Nel 1766 a.C. l'imperatore Cheng Tang ordinò all'inventore Ki Kung Shi di costruire un "carro volante"; egli lo realizzò e riuscì a volare fino alla provincia di Honan.
Le cronache dell'antichità sono estremamente affascinanti ma non bisogna commettere l'errore di interpretare qualsiasi testo o racconto come una verità nascosta tra le righe o un resoconto scientifico assolutamente affidabile sotto un profilo tecnologico; è pur vero però che le dovizie di particolari riportati e le descrizioni effettuate nei testi lasciano spazio ad alcuni seri dubbi in proposito.
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