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I PRIMI DUBBI IN MERITO - L'EGITTO
In un precedente articolo citammo un testo in particolare, come spunto di riflessione, ma che non fu recensito; ci si limitò esclusivamente a segnalarne l'esistenza. In questa sede, al contrario, il libro "Le Scoperte Scientifiche delle Antiche Civiltà", di David Hatcher Childress (Newton & Compton Editori) sarà protagonista e un capitolo in particolare ci introdurrà all'argomento, ovvero "Il Volo e la Guerra Aerea".
Conosciamo tutti, o quasi, il mistero dei geroglifici dell'Osireion di Abido; sulla parete sovrastante le colonne del tempio è stato osservato un bassorilievo che ha tutta l'aria di raffigurare, stilizzati, un jet e un elicottero o comunque un qualcosa di estremamente simile a forme aerodinamiche a noi ben note.
Durante una trasmissione della serie Voyager, condotta da Roberto Giacobbo, l'anchorman, con una forma credibile, riuscì a smantellare questo assunto dimostrando come quel bassorilievo era la risultante di più modifiche portate dai faraoni che si succedettero alla guida dell'Egitto.
Era infatti abitudine di questi modificare con aggiunte o eliminazioni le iscrizioni presenti nei luoghi di massima rappresentanza politica e religiosa probabilmente per fare propria la storia precedente rompendo la continuità ed affermando il proprio potere.
Il filmato dimostrò l'evoluzione dell'iscrizione di Abido confermando la casualità di quelle forme futuristiche e relegandole nell'effetto di un'immagine di Rorschach.
Dovrebbe essere venuto in mente, a questo punto, il monumento della Sfinge ad El Gizah: se è vero che le successive modifiche a bassorilievi, geroglifici o quant'altro erano di prammatica, allora le sproporzioni tra corpo e testa del monumento lasciano davvero immaginare ad una modifica sostanziale da testa di leone a immagine di Khafra (Mark Lehner).
Consideriamo l'opera di Khufu, Khafra e Menkaura e precedentemente Zoser o i Sovrani di Dashour, come una staffetta nel tempo per la realizzazione del Duat in terra, iniziati alla perduta Religione delle Stelle, non possiamo attribuire la modifica nemmeno a Khafra ma a regnanti ancora più tardi; straordinaria la somiglianza con Ramses II o Tuthmosis III... il tutto per affermare che quel volto è talmente neutro e profondamente egizio che potrebbe essere contemporaneamente chiunque e nessuno (1). Ma di certo non era l'originaria figura.
Al di là della divagazione, dovuta, non si capisce come mai alle smentite secche e alla loro immediata diffusione, non fanno seguito affermazioni che rilancerebbero il dubbio sull'argomento; è del 1898, infatti, una scoperta avvenuta in una tomba nei pressi di Saqqara, ovvero un oggetto denominato Ogg. num. 6347, al secolo "uccello", conservato al Museo Egizio del Cairo.
La tesi destabilizzante che ripropone l'uccello di Saqqara come il modello di un aliante e non la raffigurazione di un animale risale al 1969 ad opera dello studioso K. Messiah il quale notò che le ali erano stranamente diritte oltre alla presenza di una pinna caudale verticale, il "timone", che è tipica degli aeromobili e non degli uccelli.
In natura non esiste, infatti, animale volatile alcuno che presenti un timone in coda; le ali di coda sono sì perpendicolari al corpo ma orizzontalmente non verticalmente.
Il manufatto non presenta decorazioni fatto salvo un occhio simbolico; interamente realizzato in legno pesa poco più di 39 grammi, è lungo 14 centimetri con una punta di 3 centimetri; le ali sono estremamente aerodinamiche, la loro apertura misura 18 centimetri e gli esperti, studiando l'oggetto, lo hanno descritto come idoneo al volo.
Fu il ministro della cultura egiziano, M.G. El Din Moukhtar ad istituire, dopo la scoperta, una task force di tecnici con il compito di scoprire altri modelli di aeromobile o aliante. Il 12 gennaio del 1972, nella hall del Museo del Cairo, alla presenza di importanti personalità dell'entourage egiziano (tra cui Abdul Q. Hatem, portavoce del ministro dell'aviazione e dell'allora premier) fu presentata una mostra di antichi modelli aeronautici egizi con ben 14 oggetti.
Altro interessante particolare riguarda una scoperta fatta nel corredo funebre del faraone Tut-Ankh-Amun; scoperta passata in sordina, poco pubblicizzata: alcuni boomerang! Sono attualmente conservati al Museo Egizio del Cairo, perfettamente conservati e funzionanti.
Esistono bassorilievi che ritraggono antichi egizi nell'atto di cacciare tramite boomerang; ciò testimonia ancora più forte l'interesse che l'Egitto poneva nella dinamica e nella meccanica del volo in tutte le sue forme.
Per dovere di cronaca, i boomerang sono stati scoperti, ovviamente al di là dell'Australia, anche sul territorio degli Stati Uniti e in Polonia; questo ci fa riflettere sulla distribuzione dell'arma in tutto il globo ad opera di popolazioni che ben conoscevano il pianeta prima delle scoperte "ufficiali" degli altri continenti o, peggio, di civiltà preesistenti da tempo scomparse, sottendenti alla storia dell'uomo che introdussero una scienza divenuta comune a molti popoli su Gaia.

Note:
1. Confronta su questa teoria Custode della Genesi - R. Bauval e G. Hancock. Per la Religione delle Stelle confronta Il Mistero di Orione - R. Bauval.