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HORUS IL ROSSO: IL SEGRETO DI MARTE
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
parti precedenti:

INTRODUZIONE »
L’ETERODOSSIA »
L’IPOTESI AFFASCINANTE »
SEGNI DI VITA DEL GEMELLO »
MORTE DI UN PIANETA »
LA DINAMICA DELL'ECCIDIO »
TRACCE MARZIANE SU GAIA »
IMPATTI DEVASTANTI »
LE COMETE COLPISCONO REALMENTE I PIANETI »
CRONACHE DALL'APOCALISSE »
IL CASO SWIFT-TUTTLE »
MESSAGGI DAGLI EGIZI
Gli Egizi, nei Testi delle Piramidi, hanno sempre sostenuto l’origine e la destinazione stellare dei Faraoni e del genere umano.
La perduta Religione delle Stelle vedeva in alcune aree dell’Universo la madre del nostro esistere e poneva il punto su alcune costellazioni in particolare tra cui il Toro, il Leone e l’Orione; queste dominavano l’aldilà egizio, ovvero il Duat.
La galassia della Via Lattea, nostra patria cosmica, è in continuo movimento e tutte le stelle che vi dimorano sono in movimento anch’esse, tra cui il Sole, in un equilibrio gravitazionale ormai assodato. In tempi recenti il nostro sistema è passato attraverso le spire nebulose dell’Orione, la nebulosa che si trova al di sotto delle tre stelle a cintura, e tale passaggio è stato considerato difficoltoso; il sistema solare avrebbe subito turbamenti che si protrassero in eventi cosmici grandiosi in 20.000 anni circa di storia. La difficoltà sembra essere dipesa dalla costellazione del Toro.
È strano come gli Egizi ponessero attenzione proprio a queste costellazioni ed esprimessero il mistero attraverso non solo i testi ma anche imperiose opere monumentali tra cui El Gizah e il complesso di Dashur (le piramidi Rossa e Inclinata); mentre infatti le tre piramidi di Gizah rappresentano la cintura di Orione, le due piramidi di Dashur simulano il sistema del Toro e due stelle in particolare: Aldebaran e Epsilon Tauri; Aldebaran è una super gigante rossa e non è un caso che la piramide di Dashur abbia lo stesso colore, il rosso occhio del Toro.
La sfinge, dal canto suo - identificata con il pianeta Marte, era colorata alla stessa maniera e guardava, simulacro dalla stessa morfologia, la costellazione del Leone all’equinozio di primavera di un periodo incluso tra i 13.000 e i 10.000 anni or sono; Hancock afferma che il messaggio potrebbe essere: "considera Marte all’equinozio di primavera nell’era del Leone".
Se consideriamo tutto questo, scopriamo che:
- Marte era un tempo solcato da fiumi e mari, con un’atmosfera densa e respirabile probabilmente in tempi molto recenti;
- Sulle sua superficie esiste un oggetto simile ad un volto contornato da oggetti piramidali strutturati secondo costanti matematiche che ritroviamo nella piana di Gizah e non solo;
- Il pianeta è stato devastato da impatti cometari o asteroidali in un periodo geologicamente non del tutto remoto, anzi appaiabile al cataclisma pleistocenico che fece uscire la Terra dall’ultima glaciazione in maniera cruenta.
Noi siamo influenzati dai comportamenti della casa madre (la galassia); l’ipotesi è che questi eventi sono stati solo "riscoperti" dalla scienza ufficiale e l’antichità ne avesse già piena consapevolezza.
Nel Libro dei Morti il sole è rappresentato da Ra, che letteralmente è "colui che viaggia sulle acque dell’abisso"; milioni di anni sono passati sul mondo ed egli viaggia per milioni di anni attraverso spazi immensi, segue la rotta sugli abissi d’acqua fino al luogo da egli più amato e poi si immerge ponendo fine ai suoi giorni...
Una lettura astronomica trova un riscontro fortissimo nelle parole poetiche del Libro:
- il Sole compie un’orbita completa intorno al piano galattico in 250 milioni di anni;
- esso non viaggia in forma pianeggiante bensì altalenante con un movimento simile all’ondulazione dei delfini; esso si immerge al di sotto del piano galattico per poi, ciclicamente, tornare alla superficie e ricominciare daccapo. Il punto più basso e quello più alto vengono percorsi in 60 milioni di anni e solo dopo 30 milioni di anni risale attraverso il denso piano galattico.
Le nubi di Oort e la fascia di Kuiper condividono lo stesso destino del Sistema e gli influssi energetici che attivano o comunque turbano l’equilibrio delle comete ivi contenute si fanno sentire maggiormente nel momento del passaggio attraverso il piano più denso della galassia. Si tratta delle nebulose compatte meglio note come "nubi molecolari giganti".
Il passaggio all’interno dell GMC (gigantic molecular clouds) avviene con intervalli di 30 milioni di anni ed hanno effetti attivanti e turbativi nei confronti della Nube di Oort dove risiedono, dormienti, più di 100 miliardi di comete. L’energia attiva proiettili in grado di scagliarsi al di fuori della nube e iniziare la loro folle corsa verso l’interno del Sistema Solare influenzate dalla gravità solare.
Geologi, paleontologi, matematici e astronomi hanno riconosciuto una stretta correlazione tra il ciclo dei 250 milioni di anni di rivoluzione intorno al disco galattico e la grandi estinzioni di massa; nonché, naturalmente, una correlazione tra gli intervalli oscillatori di 30 milioni di anni e le estinzioni intermedie; all’interno di queste è possibile calcolare una devianza di 9 milioni di anni che sul piano astronomico è estremamente futile.
Hoyle e Wickramasinghe (Cardiff University) sostengono che l’evento K/T fu causato da una cometa il cui passaggio continuo nell’orbita di Giove l’abbia frammentata in una gerarchia di proiettili uno dei quali fu il responsabile del cataclisma cretacico/terziario. 30 milioni di anni prima vi fu un evento similare (94 milioni di anni or sono) e la stessa cosa avvenne 32 milioni di anni dopo l’evento K/T.
Hoyle e Wickramasinghe sostengono che la presenza di iridio nei sedimenti avvalori ancor di più l’ipotesi extraterrestre e cometaria; della stessa idea sono anche Asaro ed Alvarez (vedi "Il Cataclisma Pleistocenico").
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