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HORUS IL ROSSO: IL SEGRETO DI MARTE
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
parti precedenti:

INTRODUZIONE »
L’ETERODOSSIA »
L’IPOTESI AFFASCINANTE »
SEGNI DI VITA DEL GEMELLO »
MORTE DI UN PIANETA »
LA DINAMICA DELL'ECCIDIO »
TRACCE MARZIANE SU GAIA »
IMPATTI DEVASTANTI »
LE COMETE COLPISCONO REALMENTE I PIANETI »
CRONACHE DALL'APOCALISSE
Quali sono i fenomeni meccanici che occorrono al momento di un impatto devastante con corpi celesti vaganti?
Diversi e tutti chiaramente drammatici se non catastrofici, anche se le conseguenze dell’impatto dipendono fortemente da tre fattori:
- massa dell’intruso;
- impatto al suolo;
- impatti oceanico.
Vediamo il primo caso con massa dell’oggetto pari a 10 km di diametro (probabilmente l’oggetto del K/T), velocità d’ingresso a 30 km/s (108.000 km/h...!) e impatto al suolo (studio del prof. T. Palmer, Nottingham Trent University, Inghilterra):
- evaporazione del bolide di roccia in pochi secondi;
- formazione di un cratere di 180 km di diametro;
- elevazione stratosferica di una meteora incandescente con temperature quasi solari.
Specifica il dr. E. Spedicato (Facoltà di Matematica e Statistica, Università di Bergamo):
- solo il 10% dell’energia liberata, racchiuso nell’onda d’urto, scatenerebbe venti incandescenti da 480° circa a 2.400 km/h in una zona distante 2.000 km da "ground-zero" con una durata di 40 minuti;
- a 10.000 km di distanza avremmo venti a 100 km/h, intorno ai 30° con una durata di 14 h.
V. Clube, del "Dipartimento di Astrofisica" di Oxford e W. Napier del "Royal Armagh Observatory", ipotizzano terremoti al massimo grado in ogni punto del globo che percorrerebbero il pianeta per alcune ore con ampiezze d’onda verticali di parecchi metri.
Gli incendi causati contemporaneamente su tutta la superficie lancerebbero in atmosfera 50 milioni di tonnellate di fumo che si mescolerebbero con i 100.000 km3 di ceneri e polveri fluttuanti in atmosfera generando uno dei più temibili "inverni nucleari" con conseguente estinzione di tutte le specie vegetali miracolosamente scampate all’onda d’urto ardente.
La meteora generata fonderebbe azoto e ossigeno generando ossidi di azoto i quali, interagendo in emulsione con l’acqua, creerebbero acido nitrico; dal materiale vegetale bruciato si sprigionerebbe acido solforico.
È pacifica la totale scomparsa dello strato protettivo dell’ozono; questo fenomeno aggiungerebbe ai precedenti il bombardamento (letale) ad opera di radiazioni ultraviolette derivanti dal vento solare. I calcoli approssimativi sulla stima delle vittime sono intorno ai 5 miliardi di individui, praticamente un evento di livello estinzione.
Nei casi di oggetti da 2 km di diametro o 0,5 km di diametro la situazione non è comunque delle migliori. Se il caso dei 10 km lo possiamo annoverare tra gli apocalittici, i due appena citati non sono da meno.
Ipotizzando un impatto al suolo con un oggetto da 2 km di diametro, si sprigionerebbe un’energia superiore ai 2 milioni di megaton, in pratica quasi il doppio del potenziale nucleare presente negli arsenali terrestri e deflagrato contemporaneamente. Immaginando un asteroide da 0,5 km, il computo è sui 10.000 megaton, un’energia molti milioni di volte superiore all’esplosione di Hiroshima.
Lo shock da impatto sulla psicologia umana sarebbe devastante: in capo a poche ore tutte le regole etiche raggiunte in migliaia di anni di storia andrebbero in frantumi; i feriti sarebbero incalcolabili e i dispositivi di soccorso probabilmente non adeguati al cataclisma; il numero di morti, impressionante, scatenerebbe epidemie su scala mondiale quasi impossibili da arginare. Il Nord del mondo, forse, potrebbe accennare ad una reazione; il cosiddetto Sud verrebbe spazzato via inesorabilmente.
Se i cataclismi scatenati da impatti al suolo sono violentissimi, quelli oceanici sono incommensurabili.
In un articolo sull’"Astronomical Journal", P. Goda e J. Hills del "Los Alamos National Laboratory" (New Mexico) affermarono che un asteroide di appena 0,2 km di diametro in impatto con l’oceano, solleverebbe onde profonde alte 5 metri; riversandosi sulle coste; onde di questo tipo arrivano fino a 200 metri di altezza con conseguenze intuibili... un’onda di questo ordine è in grado di ricoprire le Terre Basse (Olanda e Danimarca), Long Island e Manhattan: centinaia di milioni di morti in pochi istanti.
Qualora l’asteroide fosse di 500 metri di diametro, l’ampiezza delle onde profonde varierebbe da 50 a 100 metri e gli tsunami vedrebbero ondate da 1 km di altezza mentre un oggetto da 1 km arriverebbe a scatenare tsunami da 8 km di altezza; qualora l’oggetto non fosse di roccia ma di ferro allora le onde anomale potrebbero raggiungere i 28 km di altezza!
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