parti precedenti:

INTRODUZIONE »
L’ETERODOSSIA »
L’IPOTESI AFFASCINANTE »
SEGNI DI VITA DEL GEMELLO »
MORTE DI UN PIANETA »
LA DINAMICA DELL'ECCIDIO »
TRACCE MARZIANE SU GAIA »
IMPATTI DEVASTANTI »
LE COMETE COLPISCONO REALMENTE I PIANETI
Nel mese di luglio 1994 assistemmo al più grande bombardamento planetario mai osservato nella storia.
L’evento fu unico e fornì al corpus degli scienziati una serie incredibile di informazioni non ultime quelle sulle caratteristiche "inseminative" delle comete viste come trasportatori di elementi organici di base, fondamento per lo sviluppo di molecole funzionali alla vita così come la conosciamo.
La S-L9 era una cometa osservata appena un anno prima (24 marzo 1993) da E. e C. Shoemaker insieme all’astronomo David Levy; apparentemente di massa univoca, si scoprì ben presto che era formata da 21 frammenti che viaggiavano in formazione; la loro rotta fu tracciata a ritroso e si scoprì che nel 1992 un passaggio troppo vicino a Giove, spezzò il corpo primordiale poiché sottoposto alle forze gravitazionali del limite di Roche del pianeta stesso. La cometa passò oltre per ritornare, un anno dopo, in rotta di collisione.
Il 16 luglio 1994, ore 11,27 EDT (Eastern Daylight Time), dopo alcune schermaglie dovute ai frammenti A-D, giunse il frammento E causando un "cratere" (in realtà un ferita, dato lo stato gassoso del gigante) di 15.000 km di diametro; il frammento F impresse una ferita da impatto di 26.000 km, mentre il G terminò l’opera con 33.000 km di voragine. L’esplosione causò una meteora che si alzò a più di 3.000 km sulle nubi e i gas scatenati raggiunsero temperatura al doppio di quelle presenti sulla superficie solare. L’energia d’impatto, secondo il parere di Verschuur, fu di almeno 100 megaton; la potenza dell’urto corrispose a circa 5 milioni di esplosioni, in contemporanea, sul tipo Hiroshima. Il titolo di questo paragrafo è ripreso dalla dichiarazione che, all’indomani del fenomeno, fu rilasciata da Eugene Shoemaker.