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L’ETERODOSSIA »
L’IPOTESI AFFASCINANTE »
SEGNI DI VITA DEL GEMELLO »
MORTE DI UN PIANETA »
LA DINAMICA DELL'ECCIDIO »
TRACCE MARZIANE SU GAIA
Il sito di Cydonia, di cui parleremo approfonditamente e specificamente in un prossimo articolo, è quanto di più anomalo sia mai stato osservato in tutto il sistema solare. Le coincidenze matematiche e artificiali, caratteristiche dei presunti monumenti di Marte, presenti in un’area racchiusa in 2 minuti d’arco, non convincono gli studiosi AOC ("Artificial Origins at Cydonia") della loro casualità. La matematica racchiusa nelle loro misure ed orientamenti - che presentano ripetizioni coerenti e costanti al loro interno - oltre ad essere in linea con la scienza sacra degli antichi (la Costante Aurea e la costante tetraedrica), induce a leggere il complesso come un enorme progetto intelligente realizzato appositamente per lasciare un messaggio a chi avrebbe in seguito localizzato le anomalie iniziando la ricerca sui perché di tutto questo.
Altra caratteristica che aumenta il valore del complesso, visto come la più grande scoperta mai realizzata dall’umanità (al di là del chiaro valore intrinseco che essa reca con sé), è l’aver individuato siti terrestri perfettamente in linea con i numeri di Marte e la storia stessa del pianeta. Oltre alla tradizione egizia, anche gli Aztechi di Teotihuacan costruirono la Città Sacra secondo le misure che si riscontrano nella presunta architettonica del complesso di Cydonia.
Tanto per iniziare, Teotihuacan è posta a 19,5° di latitudine nord, vicino Città del Messico. Questa cifra, ovvero 19,5, riguarda un preciso angolo detto "costante tetraedrica" cui accennammo in un precedente articolo (vedi L’inquietante Mistero dei Cerchi nel Grano - Una Cydonia ad Avebury) e che caratterizza una serie di angoli presenti nella piramide D&M, il tetraedro pentagonale orientato verso il Volto nella piana marziana in analisi. Una caratteristica saliente della piramide D&M è che "sa dove si trova": il rapporto trigonometrico "e/pi" è espresso in 0,865; questo rapporto lo si trova 4 volte all’interno della piramide D&M; questa a sua volta ha il proprio apice posizionato a 40,86° lat. nord; il calcolo trigonometrico di tangente di 40,86 (che quindi "tocca" il puto apicale) è pari a 0,865...
In più sono riportati 10 rapporti "pi", 10 valori "e", 4 valori "e/pi"; risulta davvero difficile poter immaginare una tale insistenza matematica in una formazione naturale.
Ebbene, a Teotihuacan, la Piramide del Sole è posta a 19,69° lat. nord, come l’ampiezza dell’angolo del suo quarto livello; il corrispondente angolo della Piramide della Luna è di 19,5°, costante tetraedrica ricorrente in tutto il complesso di Cydonia.
Non solo: Hugh Harleston, ingegnere civile americano, nel 1974 presentò, al 41° Congresso degli americanisti, un rivoluzionario studio su Teotihuacan introducendo l’unità di misura STU (Standard Teo Unit, Unità di misura Costante di Teotihuacan ): 1059 metri. Le strutture della città sacra erano state tutte realizzate secondo una sequenza ben precisa di STU: 9, 18, 24, 36, 54, 72, 108, 144, 162, 216, 378, 540, 720 STU: questa sequenza deriva da valori matematici espressi nella Precessione degli Equinozi, fenomeno noto già dalle più remote radici dell’umanità.
Come funziona? L’asse terrestre ha un’oscillazione di 1 minuto che da il via ad un ciclo di vero rullio e beccheggio planetario di 25.920 anni; l’effetto primario di questa oscillazione si riscontra nelle apparenti variazioni di posizione delle stelle nel cielo. La data precisa in cui si può vedere l’effetto è all’equinozio di primavera, ovvero il 21 marzo, nell’emisfero settentrionale: si tratta di un lento scorrere delle costellazioni zodiacali sul radiante di fondo ove sorge il sole; la rivoluzione è pari ad 1° ogni 72 anni; dato che ad ognuna di queste (12) è stata attribuita una sezione di 30° sull’eclittica ne consegue che ciascuna ospita il sole all’equinozio per 2160 anni nel proprio quadrante (30x72=2160) e dunque 25.920 anni la durata dell’intero processo (2160x12=25.920).
Il numero predominante nel fenomeno è il 72 ed è detto "codice precessionale"; questo è presente, come multiplo e come divisore, nelle costanti STU del complesso azteco: gli elementi perimetrali della Piramide della Luna e il lato della Piramide del Sole (rispettivamente 378 e 60) se moltiplicati per multipli di 10 (base logaritmica) e in particolare per 100.000 danno rispettivamente l’una la circonferenza e l’altra il raggio della Terra.
Anche la Piramide D&M si comporta in questa maniera. La stessa caratteristica si ritrova nella Grande Piramide di El Gizah: circonferenza e raggio terrestri. La Piramide di Khufu ha orientamenti ben determinati e le sue misure denunciano il proprio "sapere dove si trova" sulla superficie di Gaia: peculiarità presenti a Teotihuacan e, ben più inquietante, su Marte.
Di seguito alcune "coincidenze" matematiche dei 3 siti:
- angolo di inclinazione della Grande Piramide: 51°51’40’’; il coseno di quest’angolo è pari 0,618, arrotondamento della costante "phi", ovvero l’Aurea;
- latitudine della Grande Piramide: 29°58’51’’; arrotondato a 30° (poiché non fu tenuto conto della diffrazione atmosferica) il coseno di 30° è pari a 0,865 rapporto "e/pi" (come la piramide D&M...): in pratica i 3 siti sono allineati verso lo stesso punto tra di loro.
Quando Legon, matematico britannico, dimostrò che le piramidi di El Gizah erano in correlazione tra loro secondo un singolo tema unificante lo fece così: racchiuse in un modello in scala rettangolare le tre piramidi. Questo rettangolo esprimeva dimensioni in cubiti pari a:
- 1417,5 orientamento E-W
- 1732 orientamento S-N
Queste misure equivalgono a 1000 x sqrt 2 e 1000 x sqrt 3; la diagonale che attraversa il rettangolo è pari a 1000 x sqrt 5: tali valori sono stati riscontrati circa 20 volte all’interno della piramide D&M.
Ma dove volevano arrivare le antiche popolazioni terrestri secondo la visione di Hancock?
Al di là della possibilità, comunque non accertata, di una civiltà esistente sul pianeta rosso in tempi remoti successivamente uccisa da un cataclisma, è indubbio che qualche problema Marte lo abbia subito. Civiltà o meno, il gemello reca chiare tracce di violenza parossistica attribuibili ad eventi catastrofici che ne hanno mutato per sempre la fisionomia.
Harleston, lo scopritore della costante STU, elaborò anche un’altra teoria relativa al mito di Xipe Xolotl, gemello di Quezalcoatl (ovvero Il Serpente Piumato); Teotihuacan stessa era rappresentata come un "fiammeggiante serpente piumato". Nel mito si faceva riferimento alla sorte di scorticati vivi per entrambe le divinità.
Il parallelo di Harleston in senso astronomico lasciava presagire ad un pianeta infuocato, gemello di Marte, scorticato sulla superficie e Marte stesso, Xipe Xolotl il fiammeggiante dio rosso d’oriente, costretto a ritrarsi in una nuova posizione nel sistema. Tecnicamente Marte è davvero stato scorticato. L’emisfero settentrionale presenta infatti una depressione ellittica di 3 km rispetto alla superficie totale; c’è da chiedersi quale corrispettivo oggettuale, al di là del mito, abbia potuto ridurre il pianeta in quello stato. Deve essere oltretutto qualcosa di "fiammeggiante", simile ad un "serpente piumato" e dunque "che vola". Solo un oggetto ben preciso risponde a queste caratteristiche: una cometa.
Le comete, a volte con teste di parecchie decine di km in diametro, sono in grado di trasformarsi in proiettili che viaggiano a velocità di 250.000 km/h e un eventuale impatto con un pianeta come il nostro risulterebbe, eufemisticamente, apocalittico. Un bolide di quel tipo è in grado di scorticarne la superficie se non, addirittura, di far esplodere il pianeta.
I Libri della Fondazione di Edfu, conservati dagli Egizi, narrano una storia leggendaria, ma dai canoni classici, sui cicli e ricicli delle varie epoche. Vi fu un tempo con un’età dell’oro in cui gli Dei vivevano su un’isola, la Terra nativa degli Esseri Primordiali che fu successivamente distrutta da tempeste e inondazioni causate da un "grande serpente". Chi scampò al disastro si stabilì in Egitto dando vita agli "Dei Costruttori che edificarono nel tempo primordiale i Sovrani della Luce". Essi furono coloro che gettarono le fondamenta di tutte le piramidi e trasmisero la perduta Religione Stellare praticata dai Faraoni.
Il culto del Benben, pietra piramidale posta alla sommità di un obelisco nel tempio di Het Benben ad Eliopoli, ha sicuramente un’origine meteoritica e in particolare un meteorite orientato in ferro; questo tempio era definito "La Dimora della Fenice", il mitico uccello che risorge dalle sue ceneri. Per gli Egizi la Fenice era l’Uccello Bennu strettamente legato al tempio di Het Benben. Secondo una leggenda questo uccello costruiva dapprima un nido con spezie e rami aromatici e quindi si gettava nel fuoco lasciandovisi consumare; dal fuoco sorgeva una nuova fenice che, dopo aver imbalsamato le ceneri del progenitore in un uovo di mirra le recava ad Eliopoli sull’altare di Ra.
Molto simile al Quetzacoatl, il Bennu ha queste caratteristiche:
- Vola;
- ritorna a intervalli, lunghi;
- è consumata dalle fiamme;
- rinasce o si rinnova ad ogni ritorno;
- è legata fortemente all’osservazione di un meteorite.
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un diagramma che ci ricorda una cometa.
Hancock ipotizza che il codice occulto, espresso dagli antichi in relazione a fenomeni di questo tipo, nasconda una realtà incredibile e particolarmente pericolosa. Con la variante che le ancestrali popolazioni della Terra ne conoscevano il terribile segreto e hanno tentato di tramandarlo fino a noi: la frantumazione di una cometa responsabile dei bombardamenti dell’XI° e del IX° millennio a.C. (esatta durata precessionale dell’Età del Leone, rappresentata dalla Sfinge in correlazione con l’insieme di monumenti che "congelano" una precisa configurazione astrale sul suolo desertico di El Gizah, configurazione che avrebbe avuto luogo proprio nel 10.500 a.C. con l’allineamento delle tre piramidi assieme alla cintura di Orione contemporaneamente allo sguardo della Sfinge portato verso il sorgere del sole all’equinozio di primavera nel quadrante zodiacale del Leone e il coincidere tra la Via Lattea e il Nilo all’orizzonte: Rostau). Quello stesso bombardamento può aver massacrato il gemello della Terra, Marte, portando via per sempre il suo passato vitale.