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OBIETTIVO TERRA: UN’UMANITÀ STERMINATA 65 MILIONI DI ANNI FA »
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UN’ANOMALIA NELLA STIRPE »
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OBIETTIVO TERRA:
COINCIDENZE INQUIETANTI TRA IL PROIETTILE E LE FIGURE DI ICA
Due pietre in particolare riportano raffigurazioni che sembrano incastrarsi perfettamente all’interno del discorso fin qui portato; l’una è la pietra dei continenti, l’altra quella raffigurante un uomo che osserva la volta celeste solcata da un corpo simile ad una cometa oppure ad un asteroide, comunque incandescente e particolarmente vicino al pianeta.
La prima pietra, quella dei continenti, sorta di rappresentazione del globo come doveva essere 65 milioni di anni or sono, rappresenta non solo le terre emerse intercorse da mari o da apparenti canali marini ma anche una certa configurazione atmosferica che, a detta di Cabrera, testimonierebbe un effetto serra particolarmente violento e strutturato su scala mondiale. Si riconoscono infatti graffiti del tutto simili ad immensi strati di vapore avvolgenti il pianeta intero.
La seconda pietra riporta un uomo che osserva la volta celeste con un cannocchiale, impossibile da confondere con qualsivoglia altro oggetto o interpretabile in altra maniera alcuna; e in peculiar modo sta osservando un corpo incandescente, completo di coda infuocata, che solca i cieli di Gaia e che probabilmente si scaglierà sulla Terra stessa.
Questa raffigurazione è graffita anche su altre pietre dove l’osservazione avviene, ad esempio, a bordo di "uccelli meccanici": uomini sempre dotati di cannocchiali puntano un corpo del tutto simile ad una cometa o ad un meteorite, asteroide in cui la caratteristica costante è l’energia che lo avvolge.
Interessante è il chiaro dominio medio aereo espresso dalla civiltà di Ica, nonché una notevole tecnologia in grado di appaiare questo misterioso popolo alle vette dei nostri giorni.
Effetto serra, strati di vapore, asteroidi o comete; un popolo che lascia delle testimonianze scolpite sulla roccia, probabilmente poiché riconosciuta come l’unico materiale in grado di conservare le documentazioni "a memoria" e portarle nel futuro resistendo a qualcosa di terrificante.
Asaro e Alvarez, discorrendo sul "killer cosmico", descrivono i modelli di impatto relativi ad una cometa o ad un asteroide, considerando il diametro base (10 km) degli oggetti che giustifica un evento di livello estinzione.
Un asteroide di tali dimensioni, al momento dell’impatto, creerebbe un vuoto atmosferico enorme e l’impatto trasformerebbe l’energia cinetica in calore risolvendosi, come già descritto in apertura, in un’esplosione non atomica ma 10.000 volte più potente dell’intero arsenale nucleare terrestre. I materiali vaporizzati verrebbero scagliati in atmosfera attraverso il vuoto meccanico e la sfera di fuoco espellerebbe il materiale fuori dall’atmosfera stessa, scagliandolo in orbite pronte a farlo precipitare in qualsiasi parte del pianeta.
Chi ha letto "L'ipotesi del Killer Stellare", si ricorderà del mistero relativo ai massi erratici: com’è possibile che massi enormi la cui morfologia geologica e la composizione chimica li fa appartenere senza dubbio alle catene montuose del Nord America si trovino in Siberia?
Le prove raccolte smentirono l’apporto della meccanica glaciale; quei massi furono scagliati violentemente e repentinamente in quei luoghi, non vi giunsero delicatamente e nell’arco di un tempo enorme. C’è di che riflettere…
L’impatto di una cometa è terribilmente più distruttivo; anzitutto si parla di un cratere da impatto di 150 km di diametro; qualsiasi forma di vita all’interno del cerchio di fuoco verrebbe annientata ed inoltre inquietano i modelli ipotetici di un evento livello estinzione: buio, freddo, incendi, piogge acide ed effetto serra.
A proposito delle pietre di Ica - in particolare quelle descritte in questo paragrafo - uno dei paralleli inquietanti è proprio l’effetto serra.
Abbiamo visto che la pietra del mappamondo riporta una raffigurazione di nubi stratificate da vapore.
Nel 1981 Emiliani, dell'Università di Miami, Krause, dell'Università del Colorado e Eugene Shoemaker, lo scopritore della famosa cometa, hanno sancito che un impatto oceanico, oltre ad immettere polvere di roccia in atmosfera immetterebbe anche vapore acqueo; esso risiederebbe più a lungo creando un fortissimo riscaldamento da effetto serra dopo l’inverno da impatto.
O’Keefe e Ahrens, del MIT, hanno proposto un’ulteriore drammatica ipotesi: qualora l’impatto fosse avvenuto in un’area calcarea, l’immissione in atmosfera di anidride carbonica avrebbe peggiorato profondamente l’effetto serra. Probabilmente esseri viventi sfuggiti all’inverno artificiale sarebbero stati successivamente uccisi da un eccezionale calore.
Le piogge acide, secondo Lewis, Watkins, Hartmann e Prinn (MIT), troverebbero origine nel parossistico riscaldamento atmosferico in grado di combinare le molecole di ossigeno e azoto, generando acido nitrico, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare al venir delle piogge. Non solo: gli invertebrati marini, dal guscio calcareo, si sarebbero sciolti a causa della solubilità dei gusci carbonatici in acque acide.
Insomma, in ultima analisi: le pietre di Ica indicano un evento ben preciso che si sposa perfettamente, sia nei tempi sia nelle modalità, con l’impatto del KT.
Vi è da considerare, oltremodo, la presenza di raffigurazioni sauriche esistenti proprio in quell’arco di tempo, anzi, fino a quell’arco di tempo: vedi gli stegosauri, i triceratopi, i tirannosauri e gli pterodattili tutti raffigurati dal misterioso uomo di Ica.
La conclusione cui arriviamo è quella di ipotizzare, senza remore, un disastro globale e umano avvenuto all’alba di un giorno maledetto 65 milioni di anni fa, in cui popolazioni evolute, sia tecnologicamente sia a livello di pensiero, conviventi con i dinosauri, furono sterminate insieme ai coinquilini planetari da un proiettile spaziale vagante.
Nei prossimi paragrafi scopriremo se si tratta di "proiettili vaganti" oppure di drammatici fenomeni costanti.