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UN’ANOMALIA NELLA STIRPE
La stirpe cui accenniamo è naturalmente quella umana e l’anomalia riguarda un antenato in specifico che ha messo in crisi l’assise archeologica internazionale che, naturalmente, si è difesa con i soliti mezzi. Forse non tutti conoscono l’"Uomo di Mouillans"; personalmente non lo conoscevo nemmeno io, ma la storia di questo ramo dell’umanità ha dell’incredibile.
In sostanza non sappiamo nulla del Mouillans; i suoi resti furono ritrovati casualmente quando si cercavano quelli del Neanderthal sulle coste algerine e marocchine.
Questo avo è considerato unico, sia fisiologicamente che culturalmente; ne furono ritrovati a centinaia inumati in tombe comuni.
Il carbonio 14 rivelò un’età di 12.000 anni, ma nessuno ne conosce la provenienza né tantomeno ha un’idea dell’improvvisa comparsa di questo ceppo.
La sua costituzione ha una caratteristica inconfondibile, ovvero il cranio allungato con la base cranica rotonda. In pratica il teschio del Mouillans conservava tratti morfologici infantili, immutabili nella sua rotondità. Mentre il cranio cresceva, il volto rimaneva piccolo, gli occhi incavati e i denti presentavano la mancanza del terzo molare (anatomista inglese Arthur Keith) che, secondo l’opinione dei craniologi moderni, mancherà anche a noi in un prossimo futuro.
Il rapporto volto/fronte negli europoidi è di 3 a 1 mentre nel Mouillans arrivava a 5 a 1. I lineamenti erano particolarmente delicati e moderni e, soprattutto, non avevano nulla a che vedere con i tratti forti della razza negroide.
Negli strati in cui furono ritrovati i resti, vennero alla luce anche gli utensili dei Mouillans, realizzati con una tipologia di lavorazione molto complessa, avanzata e totalmente nuova, senza nessuna concomitanza con altre scoperte relative all’epoca, nessuna documentabilità di livello planetario.
Il cranio aveva la capacità cerebrale più grande che l’umanità abbia mai conosciuto: fino a 2.300 cm3; ciò testimonia una intelligenza fuori dagli schemi e probabilmente un’intellettualità sconosciuta perfino ai nostri giorni.
Un’affascinante considerazione fu fatta dal Dr. Dreman, della "Capeto University" che si chiese se si trattasse di un naufrago del futuro…
La struttura ossea del cranio, allungata e fragile di costituzione, mal si accorda con i periodi di vita del Mouillans; è come se fosse apparso alcuni milioni di anni in anticipo rispetto alle previsioni dei fisiologi i quali immaginano un’evoluzione in tal senso per un lontano futuro dell’umanità. A meno di non ammettere che il paradigma evolutivo dalle realtà più semplici a quelle estremamente complesse non sia lineare ma ricorrente.
Il Mouillans rappresenterebbe uno stadio evolutivo avanzatissimo retrodatando la comparsa dell’uomo a decine, forse centinaia, di milioni di anni fa e non semplicemente uno o due.
Si è voluto vedere nella morfologia dell’Uomo di Mouillans una somiglianza, quanto meno controversa, con i cosiddetti "Grigi" alieni, ma fermo restando la possibilità non scartabile a priori dell’esistenza di razze aliene umanoidi, è davvero difficile poter avvalorare una tesi di questo tipo senza un adeguato "case study" in tal senso. Ad esempio oggettistica non solo di raffinata manifattura ed unica nel suo genere ma soprattutto di sconosciuta provenienza oltre che di impossibile interpretazione sull’uso o il ritrovamento di mezzi assolutamente fuori tempo e luogo rispetto all’epoca; non che il Mouillans non lo fosse, ma le analisi portate sulla composizione ossea ne testimoniano l’assoluta autoctonia terrestre.
Si potrebbe confutare ciò mettendo in discussione l’autoctonia terrestre stessa dell’uomo e pertanto ipotizzare un’origine aliena della razza umana, ma ci troveremmo in un contesto molto distante dalla trattazione in essere e dallo scopo di quest’ultima.