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OBIETTIVO TERRA: UN’UMANITÀ STERMINATA 65 MILIONI DI ANNI FA »
IL PROLOGO
Alcune pietre in andesite, scoperte nei deserti sud americani (peruviani per l’esattezza) vicini alla cittadina di Ica, 360 km da Lima, recano graffiti raffiguranti comportamenti, discipline e morfologie di una civiltà risalente ad un periodo di 65 milioni di anni fa, estremamente evoluta e contemporanea ai sauri. La scomparsa di questa umanità potrebbe essere stata determinata da una catastrofe endogena o esogena, non ne abbiamo sentore in tal senso.
Dapprima considerate come falsi, le pietre furono sottoposte ad analisi, partendo dal sottile strato di ossidazione che ricopriva sia le pietre che le incisioni. Di questo se ne occupò, nel giugno 1967, la "Compagnia Mineraria Mauricio Hocshild"; la supervisione fu affidata a Louis Hocshild, presidente, e al geologo Eric Wolf. I dati furono impressionanti: le ossidazioni riportavano indietro i graffiti di 12.000 anni.
Preoccupato da un errore grossolano, Wolf fece ripetere le analisi al dr. Joseph Frenchen, dell'"Istituto di Mineralogia e Petrografia" dell’Università di Bonn. Il 28 febbraio del 1969 il responso fu lo stesso: 12.000 anni circa. È impossibile quindi stabilire l’esatta collocazione cronologica della stirpe che incise questa enciclopedia "gliptolitica"; ma la cosa più importante risiede nel fatto che non si tratta di un falso. Le raffigurazioni ivi incise, tra cui la convivenza tra uomini e un tyrannosaurus, sposta, per logica descrittiva, l’epoca ad un centinaio di milioni di anni or sono.
Le pietre rivelano l’esistenza di una civiltà sconosciuta, contemporanea ai grandi sauri, collocata 64 milioni di anni prima dell’ipotesi lineare. Ben 11.000 sono le pietre raccolte e conservate nello studio del dr. Cabrera, scopritore e detentore del sito da dove esse provengono. L'ex chirurgo ha dedicato l’intera sua esistenza, mutando una brillante carriera avviata, a catalogare, spiegare e difendere le Pietre di Ica.