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LE URLA DEL SILENZIO
di Pier Giorgio Lepori per Edicolaweb
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VIRACOCHA E OSIRIDE: PARALLELI MISTERIOSI »
ALTRI MISTERI A TIAHUANACO »
LE TRACCE MESSICANE: IL QUETZACÒATL »
GLI OLMECHI: UN’ANTICHISSIMA RAZZA CONSIDERATA CULTURA MADRE »
IL "TERZO ELEMENTO": IPOTETICA SPIEGAZIONE DEL MISTERO
È possibile che fossero stati i Fenici a lasciare impronte occidentali nel centro America?
I Fenici avevano una caratteristica: lasciavano propri manufatti e tecniche di costruzione molto precise e dettagliate. Si aveva quasi una pretesa maniacale nel testimoniare la propria permanenza o passaggio presso una terra o una civiltà ospite. Nel caso degli Olmechi questo non accade; l’analisi del vestiario e della foggia calzaturiera dell’Uomo Barbuto rivela tratti comportamentali e d’immagine assolutamente sconosciuti, non catalogabili ed appartenenti, probabilmente, ad una qualche stirpe di cui non solo non ne abbiamo sentore ma la storia stessa l’avrebbe dimenticata o più semplicemente eventi misteriosi ne hanno impedito la reminiscenza. In ultima analisi, la cultura dell’Uomo Barbuto (soprannominato dagli scopritori "Uncle Sam") appartiene ad una condizione storico-temporale non nota e mai pervenuta ai nostri tempi nemmeno nei propri tratti essenziali. Si tratta di una civiltà della quale non sappiamo assolutamente nulla.
John Anthony West, spina nel fianco della scienza ortodossa, partì da un presupposto preciso in seno alla civiltà egizia: com’è stato possibile che detta civiltà si sia come già trovata in possesso delle vette culturali e sociali di cui l’intera storia è testimone? È come se non vi fosse stata evoluzione in tal senso e l’Egitto fosse nato adulto. Nel 3.500 a.C., ad es., non esisteva scrittura e qualche manciata di anni più tardi si afferma una grammatica complessa fatta di geroglifici e stilizzazioni standardizzate a favore della fonetica. Le conquiste culturali nelle discipline astronomiche, mediche, mistico-religiose, architettoniche subiscono un’impennata che non trova riscontri nella storia.
West ipotizza, dunque, che la cultura dell’Egitto non consisté in uno sviluppo bensì in un retaggio.
Potrebbero essere i popoli del Sumer, Sumeri in primis, ad aver trasmesso in toto le cognizioni più disparate e approfondite agli Egizi?
In realtà le somiglianze tra le due culture sono direttamente proporzionali alle differenze; questo implica automaticamente, secondo la visione del professor Emery, un influsso indiretto che, pur avendo condizionato a fondo le due culture, ne ha permesso l’evoluzione caratteriale. La spiegazione più logica, secondo Emery e West, risiede proprio nel considerare un terzo elemento culturalmente cogente alla base dei due popoli, il quale funse da unica fonte cognitiva.
E allora quale fu la "terza fonte", il "terzo elemento" che arrivò in una zona d’ombra storica fornendo impulsi di civilizzazione a popolazioni preesistenti ma calate in contesti preistorici?
E la stessa cosa non potrebbe essere avvenuta per le aree precolombiane dove le somiglianze con gli Egizi sono addirittura inquietanti?
Le culture del Vecchio Mondo e del Nuovo Mondo avrebbero ereditato influssi, idee, visioni da un "terzo elemento" sconosciuto e che probabilmente si rispecchia nel misterioso bassorilievo raffigurante l’Uomo Barbuto.
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