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LE URLA DEL SILENZIO

di Pier Giorgio Lepori
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GLI OLMECHI: UN’ANTICHISSIMA RAZZA CONSIDERATA CULTURA MADRE
Per qualcuno di noi, tra cui il sottoscritto, pienamente convinto che i maya fossero la più antica manifestazione umana del centro-sud america, è giunta l’ora di cambiare ottica e idea in tal senso; per non parlare del mistero delle Pietre di Ica scoperte negli anni ’60 in Perù proprio ad Ica (5).
Gli Olmechi sono un popolo misterioso dalle incerte origini, autori - presunti - di una serie di enormi teste in pietra dall’aspetto morfologico quanto mai enigmatico. Le teste, scoperte a Tres Zapotes da Stirling, raffiguravano chiaramente esseri umani dai lineamenti negroidi; ma noi sappiamo che prima della dominazione europea a ridosso della conquista finale del continente americano, le razze negride giammai misero i piedi su quelle terre, per lo meno in merito a quanto ci risulti dalle nostre conoscenze oggi. Eppure le teste sono chiaramente appartenenti ad un popolo simile a quelli africani, ma con una caratteristica in più: la loro espressione è fiera, altezzosa; probabilmente dei guerrieri o comunque dei personaggi di alto lignaggio, dominatori.
Non è possibile a detta di Hancock, inventare di sana pianta combinazioni autentiche di caratteristiche razziali; la fisionomia era chiaramente negroide e questo stava a significare, molto semplicemente, che l’artista disponeva di un modello reale, di uomini che posavano ed erano chiaramente neri.
La scienza ortodossa non riesce a spiegare come sia possibile che razze negride fossero presenti sul continente americano 3.000 anni prima della loro ufficiale comparsa. Del resto non riesce nemmeno a datare la presenza del popolo olmeco, sempre più ritenuto culla civile del centro America e sicuramente più vecchio di 3.500 anni della datazione ufficiale, superando anche il luogo comune sui Maya: una stele scoperta da Matthew Stirling negli anni ‘40 a Tres Zapotes anticipava al 32 a.C. l’iscrizione più antica mai registrata in zona di contro ad una data maya registrata su un monumento che corrispondeva al corrispettivo calendaristico cristiano del 228 d.C.; non solo.
A Villahermosa, un bassorilievo olmeco raffigurava un uomo detto "Uomo in Serpente" dove il serpente presenta caratteristiche grafiche che ricordano una certa meccanicità e l’uomo ivi seduto ha sulla testa un copricapo che somiglia più ad un casco che a un cappello rituale e sta chiaramente allungando le gambe alla ricerca di una sorta di pedali con i piedi, mentre la mano destra è poggiata su un qualche strumento sconosciuto.
Gli Olmechi sono un dilemma. A tutto ciò si somma la stele dell’Uomo Barbuto, scoperta a La Venta, dove un europoide dai lunghi capelli lisci, vesti a tunica e scarpe dalla foggia sconosciuta, viene raffigurato come una divinità. Il Quetzalcoatl era un uomo appartenente ad una razza ed una civiltà perdute di cui non si conosce nulla? E dove era posizionata?

Note:
5. Per questo argomento si rimanda ad un articolo di Mauro Paoletti estremamente interessante ed al volume: "Le pietre di ICA" - Edizioni Mediterranee.

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